
Le notizie sull'attacco USA in Venezuela: nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, delle forti esplosioni hanno scosso Caracas e altre aree del Venezuela. Il governo di Nicolás Maduro ha prontamente denunciato l'aggressione da parte degli Stati Uniti, accusandoli di mirare a sottrarre le risorse strategiche del paese.
Donald Trump ha confermato l'operazione militare, con un post su Truth, rivelando di aver catturato il presidente Maduro e la sua famiglia. Il presidente americano ha detto in conferenza stampa che Nicolás Maduro e la moglie affronteranno "la potenza della giustizia americana". Maduro e sua moglie sono giunti a New York in serata: saranno trasferiti al carcere federale di Brooklyn. I due sono accusati di crimini federali legati al narcotraffico. Già lunedì mattina Maduro dovrebbe essere condotto davanti al giudice della corte di Manhattan per l'udienza di convalida dell'arresto.
Lunedì Maduro sarà davanti al giudice della corte di Manhattan per l'udienza di convalida dell'arresto
Il presidente del Venezuela Maduro e la moglie Cilia Flores, arrestati dalle forze militari americane, dovrebbero essere rinchiuso nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Secondo gli esperti legali della Cnn, già lunedì mattina Maduro verrà portato davanti al giudice della corte di Manhattan per l'udienza di convalida dell'arresto. Maduro e la moglie sono accusati di crimini federali legati al narcotraffico. Il carcere di Brooklyn è lo stesso dove sono attualmente detenuti il rapper e producer Sean ‘Diddy' Combs e Luigi Mangione, incriminato per aver ucciso il ceo di una compagnia delle polizze assicurative.
Maduro e la moglie saranno trasferiti al carcere di Brooklyn
Il velivolo con Maduro e la moglie è stato fatto arrivare all'aeroporto Stewart, riferisce la Cbs. I coniugi saranno trasferiti al carcere federale di Brooklyn.
Proteste davanti la Casa Bianca e in 70 città Usa contro il blitz in Venezuela
Non tutti negli Stati Uniti sostengono l'operazione militare di Donald Trump in Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie. Più di cento persone si sono radunate fuori dalla Casa Bianca nel pomeriggio, tenendo cartelli gialli con la scritta "no alla guerra degli Usa in Venezuela", "no sangue per il petrolio", "Usa, mani fuori dall'America Latina". I manifestanti hanno cantato e sventolato bandiere venezuelane. Alcuni oratori hanno messo in guardia contro l'intervento degli Usa in generale, citando Iraq e Afghanistan. Il presidente però non è alla Casa Bianca, ma si trova a Mar-a-Lago. La manifestazione a Washington, organizzata dal Partito per il Socialismo e la Liberazione, fa parte di un'ondata di proteste che si svolgono in oltre 70 città degli Stati Uniti.
A New York una folla si è radunata a Times Square, davanti all'Ufficio di reclutamento dell'esercito Usa, con cartelli contro la guerra in Venezuela. A Boston i manifestanti hanno scandito "Basta sangue per il petrolio / Mani lontane dal suolo venezuelano" e hanno tenuto cartelli con scritto "Il problema non è il Venezuela. È l'Impero" e "No alla guerra in Venezuela". A Minneapolis una folla ha sfidato il freddo per protestare, sventolando la bandiera venezuelana e mostrando cartelli con la scritta "Libertà per il presidente Maduro". Proteste più piccole si sono svolte anche ad Atlanta, mentre altre a Chicago e Los Angeles sono previste per questa sera.
Zelensky: "Gli Stati Uniti sanno come trattare i dittatori"
"Beh, cosa posso dire? Se si possono trattare così i dittatori, allora gli Stati Uniti d'America sanno cosa fare dopo". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky commentando l'operazione militare americana in Venezuela, in quello che è anche un riferimento al presidente russo Vladimir Putin.
L'aereo con a bordo Maduro è atterrato a New York
L'aereo con a bordo il presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato nella notte dalle forze speciali americane a Caracas, è giunto a New York. Lo riferiscono media americani che mostrano le immagini dell'atterraggio.
Opposizioni compatte criticano la linea del governo Meloni sull'attacco di Trump in Venezuela
Le opposizioni condannano l'attacco Usa in Venezuela, giudicandolo illegittimo in quanto viola il diritto internazionale. E criticano la presa di posizione da parte del governo Meloni, che da una parte di dice contrario all'azione militare, e dall'altra parte la giustifica. Una riflessione che accomuna tutte le forze di minoranza, ad eccezione di Iv e Azione. Pur non approvando l'operazione di Trump ("le modalità con cui interpreta il ruolo degli Stati Uniti sono ovviamente molto criticabili o discutibili") per Matteo Renzi "oggi il Venezuela senza Maduro è un Paese migliore di ieri". E per Carlo Calenda "il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura", anche se "il modo in cui è stato fatto desta molta preoccupazione".
Ferma condanna invece dagli altri leader di opposizione, con il centrosinistra che si ricompatta sulla politica estera, da tempo invece tasto dolente dell'unità della coalizione. Durissima la segretaria del Pd, Elly Schlein – da subito in contatto con il ministro degli Esteri Tajani – che riunisce in tempo reale la segreteria del partito.
"L'azione militare di Trump in Venezuela configura un'aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale", dice la leader dem, che giudica "grave la posizione del governo italiano nella parte in cui definisce legittima l'azione militare di Trump in Venezuela. Ci aspettiamo invece che l'Unione europea e il governo italiano si esprimano duramente contro queste violazioni e difendano il diritto internazionale", aggiunge. Il Pd, ricorda la segretaria, ha "sempre condannato il regime brutale di Maduro e le sue azioni repressive", tuttavia "nemmeno le ripetute violazioni di diritti umani in Venezuela possono giustificare l'aggressione militare e la violazione della sovranita' venezuelana", incalza
Sulla stessa linea Giuseppe Conte, che non ha esitazioni nel condannare quanto avvenuto: "L'aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica. Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale, che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente". Non solo: per il leader M5s "Non può valere di per sé a giustificare l'attacco a uno stato sovrano la natura illiberale del suo governo. Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto", puntualizza. "Maduro è un dittatore che tiene ostaggio il Venezuela da oltre un decennio. Ma l'attacco sferrato dagli Usa di Trump va oltre ogni limite", afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi. "L'attacco militare degli Stati Uniti al Venezuela è gravissimo e inaccettabile", dichiarano all'unisono Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs.
Patuanelli: "Per Meloni era meglio restare in silenzio"
"Forse, davvero, era meglio restare in silenzio. Perché giustificare un'azione militare parlando di narcotraffico e ‘difesa preventiva', senza nemmeno sfiorare il tema dei più grandi giacimenti petroliferi del pianeta, significa chiedere al Paese un atto di fede", ha scritto su Facebook Stefano Patuanelli, senatore del Movimento 5 Stelle.
"Come credere che un intervento armato in Venezuela nasca per puro spirito filantropico, per caso proprio sopra un mare di petrolio. Il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni prova a tenere insieme tutto: condanna formale, comprensione sostanziale, legittimazione politica. Il risultato, però, è un esercizio di equilibrismo retorico che finisce per normalizzare un'aggressione, purché compiuta dall'alleato giusto e raccontata con le parole giuste. Qui non siamo davanti a una favola di buoni e cattivi. E spacciare il petrolio per un dettaglio marginale è come credere che la pioggia cada per colpa degli ombrelli. A volte il silenzio è imbarazzante. Ma certe giustificazioni lo sono molto di più".
Meloni dice che azione militare non è la strada giusta, ma è "legittimo intervento di natura difensiva"
"Coerentemente con la storica posizione dell'Italia, il Governo reputa che l'azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico", si legge nella nota che in serata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha diffuso sugli sviluppi della situazione in Venezuela. "Continuiamo a seguire con particolare attenzione la situazione della comunità italiana in Venezuela, la cui sicurezza costituisce la priorità assoluta del Governo".
Trump: "Non ci saranno militari americani in Venezuela se la vicepresidente Rodriguez fa ciò che vogliamo"
Non ci sarà alcuna presenza militare americana in Venezuela se la vicepresidente del Paese, Delcy Rodriguez, "farà ciò che vogliamo". Lo ha ribadito Donald Trump in un'intervista al "New York Post", rispondendo alla domanda sulla possibilità che militari americani entrino in Venezuela per aiutare a governare il Paese. "No, se la vicepresidente di Maduro… Se la vicepresidente fa quello che vogliamo, non dovremo farlo", ha spiegato il presidente americano, pur sottolineando che gli Usa sono "pronti" a inviare militari. "Abbiamo parlato con lei molte volte e lei lo capisce", ha aggiunto.
Lunedì riunione urgente del Consiglio di sicurezza Onu sul Venezuela
Si terrà lunedì una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu sul Venezuela dopo l'operazione militare americana. Lo ha annunciato la presidenza somala del Consiglio, secondo cui la riunione si terrà alle 10 ora locale, le 16 in Italia. Fonti diplomatiche hanno precisato che la richiesta dell'incontro è arrivata dal Venezuela e trasmessa dalla Colombia.
Dopo la Colombia, Trump minaccia anche il Messico: "La presidente Sheinbaum ha paura dei cartelli"
Anche il Messico nel mirino di Donald Trump, dopo le minacce alla Colombia e a Cuba seguite alla controversa operazione in Venezuela. In una intervista a Fox News, il tycoon ha sostenuto che la presidente messicana Claudia Sheinbaum non sta realmente governando il suo paese, ma che siano invece i cartelli della droga a controllare la nazione. "Potremmo essere politicamente corretti e dire di sì, che lo fa. Ma lei ha molta paura dei cartelli", ha detto Trump. "Stanno governando il Messico. Le ho chiesto più volte se vuole che eliminiamo i cartelli. ‘no, no, no, signor presidente, no, no, no, per favore'. Quindi dobbiamo fare qualcosa".
Meloni: "Mai riconosciuto auto-proclamata vittoria Maduro"
"Ho seguito gli sviluppi in Venezuela fin dalle primissime evoluzioni. L'Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto la auto-proclamata vittoria elettorale di Maduro, condannando gli atti di repressione del regime e ha sempre sostenuto l'aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica". Lo sottolinea in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in merito agli sviluppi della situazione in Venezuela.
Starmer: "Nessuna lacrima per la fine del regime di Maduro"
"Il Regno Unito sostiene da tempo una transizione di potere in Venezuela. Consideravamo Maduro un presidente illegittimo e non abbiamo versato lacrime per la fine del suo regime". Lo scrive su X il premier britannico Keir Starmer. "Stamattina ho ribadito il mio sostegno al diritto internazionale. Il governo del Regno Unito discuterà l'evoluzione della situazione con le controparti statunitensi nei prossimi giorni, mentre cerchiamo una transizione sicura e pacifica verso un governo legittimo che rifletta la volontà del popolo venezuelano".
Trump pubblica foto che lo ritrae durante l'attacco
Il presidente Usa Donald Trump ha pubblicato oggi sui social la foto che lo mostra mentre segue l'evolversi dell'operazione Absolute Resolve, con la quale le forze speciali americane hanno proceduto a Caracas all'arresto del leader venezuelano Nicolas Maduro e della moglie. L'immagine in bianco e nero, mostra il leader Usa attento, senza cravatta, con alle spalle il segretario di Stato Marco Rubio.
Magi: "Meloni venga in Aula, grave che avalli operazione di Trump"
"È davvero grave che Giorgia Meloni avalli l'operazione di Trump che ha portato al blitz di Caracas e all'arresto di Maduro, che con tutta evidenza è stata fatta senza alcuna base giuridica e in violazione delle norme internazionali. Tutti condanniamo il regime che in questi anni ha affamato il popolo venezuelano, ma l'Italia è ancorata al rispetto del diritto internazionale: le parole di Trump, che svelano come sia stata una operazione per la conquista degli asset petroliferi, smontano la grottesca nota di Palazzo Chigi sul legittimo interesse difensivo". Lo dichiara il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
"Visto che si tratta di un cambio storico della posizione dell'Italia sul rispetto del diritto internazionale e dei trattati che il nostro Paese ha sottoscritto dalla fine della seconda Guerra Mondiale in poi, è necessario che Meloni venga in aula quanto prima a chiarire in che modo la politica estera dell'Italia e' cambiata e se, per servilismo, e' allineata in tutto e per tutto a quella di Trump invece che a quella dell'Ue e dei partner europei, come sta lentamente accadendo con l'Ucraina", aggiunge Magi.
Caracas non conferma presidenza ad interim di Rodriguez
Le autorità venezuelane non hanno confermato ufficialmente se la vicepresidente Delcy Rodriguez abbia assunto l'incarico di presidente ad interim, dopo che il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha affermato in conferenza stampa che Rodriguez "è appena stata insediata". Trump ha riferito ai giornalisti che il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe parlato con la vicepresidente venezuelana poco prima delle sue dichiarazioni. "È disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere di nuovo grande il Venezuela", ha affermato il presidente Usa.
Secondo la Costituzione venezuelana, in assenza del presidente Nicolas Maduro, la vicepresidente dovrebbe assumere la presidenza ad interim e indire nuove elezioni entro 30 giorni. Una persona in contatto con l'attuale apparato di governo di Caracas ha confermato al Washington Post, parlando in forma anonima, che il piano sarebbe quello di affidare a Rodriguez la guida temporanea del Paese. Poco fa però Rodriguez ha smentito del tutto la linea di Trump, dichiarando che Maduro è il presidente legittimo.
Bandiera Usa bruciata a Parigi da manifestanti
Alcuni manifestanti riuniti in serata in Place de la République hanno dato alle fiamme una bandiera degli Stati uniti, come mostrano diversi video diffusi sui social network, in particolare su X. La mobilitazione è iniziata intorno alle 18 dopo un appello di La France insoumise a scendere in piazza a sostegno del popolo venezuelano "contro l'aggressione di Trump". Nel corso del presidio, alcuni partecipanti hanno esibito cartelli e slogan di condanna dell'intervento militare statunitense in Venezuela e dell'arresto del presidente Nicolás Maduro. Le immagini circolate online mostrano un gruppo di persone mentre incendia la bandiera americana al centro della piazza, sotto lo sguardo di altri manifestanti. Al momento non si segnalano incidenti gravi né interventi delle forze dell'ordine, mentre la protesta si è svolta in modo frammentato ma visibile nel cuore della capitale francese.
Rodriguez smentisce Trump: "Maduro unico presidente del Venezuela"
La vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez ha pronunciato un duro discorso alla nazione, accusando Washington di aver lanciato "un'aggressione militare senza precedenti", un attacco "brutale" e chiedendo la liberazione di Nicolas Maduro, definito "l'unico presidente del Venezuela". Parlando in diretta televisiva, Rodriguez ha denunciato l'operazione militare statunitense come una grave rottura delle relazioni bilaterali. "Gli Stati uniti hanno lanciato un'aggressione militare senza precedenti che costituisce una macchia terribile nello sviluppo delle relazioni bilaterali", ha affermato. Secondo la presidente ad interim, con l'attacco "sono cadute le maschere, rivelando un solo obiettivo: il cambio di regime in Venezuela". Rodriguez ha quindi accusato Washington di puntare alle risorse del Paese. "Questo cambio di regime permetterebbe anche l'appropriazione delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali. Questo è il vero obiettivo, e il mondo e la comunità internazionale devono saperlo", ha dichiarato.
"Se c'è una cosa su cui il popolo venezuelano e questo Paese sono chiari è che non saremo mai più schiavi, non saremo mai più una colonia di alcun impero, qualunque sia la sua natura", ha detto ancora Rodriguez. Il discorso è stato accompagnato da una forte dimostrazione di unità e di forza istituzionale. Rodriguez è apparsa seduta accanto ai vertici militari e ad altri esponenti chiave del governo, che ha presentato uno a uno in diretta televisiva. I funzionari hanno annuito in segno di deferenza mentre la presidente ad interim ribadiva che Maduro è il "legittimo presidente del Venezuela" e hanno applaudito.
Il discorso rappresenta una netta smentita alle precedenti dichiarazioni del presidente degli Stati uniti Donald Trump, secondo cui Washington avrebbe potuto lavorare con Rodríguez per amministrare il Paese dopo l'arresto di Maduro. Le parole e la messa in scena della leader venezuelana confermano invece una linea di aperta sfida agli Stati uniti e rafforzano la posizione del governo di Caracas contro quella che viene definita un'invasione finalizzata al cambio di regime.
Netanyahu fa i complimenti a Trump: "Coraggioso"
Il premier israeliano Benjamin Natanyahu si è complimentato con il presidente americano Donald Trump per l'operazione in Venezuela. "Congratulazioni, presidente Trump per la sua coraggiosa e storica leadership a favore della libertà e della giustizia. Rendo omaggio alla sua ferma determinazione e alla brillante azione dei suoi coraggiosi soldati", ha scritto su X.
Schlein: "Attacco legittimo? Posizione governo Meloni grave, difenda diritto internazionale"
"L'attacco militare di Trump non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che possono generare ulteriori conflitti e caos a livello regionale e globale. Il diritto internazionale non è un menu à la carte, i principi della Carta Onu vanno fatti valere sempre e verso tutti, a garanzia della sicurezza regionale e globale. Quello di oggi rischia di essere un pericoloso precedente per tutti. Non ci rassegniamo a un ordine mondiale che sostituisca la legalità internazionale con la legge del più forte e del più ricco. Per questo riteniamo grave la posizione del governo italiano nella parte in cui definisce legittima l'azione militare di Trump in Venezuela. Ci aspettiamo invece che l'Unione europea e il governo italiano si esprimano duramente contro queste violazioni e difendano il diritto internazionale e le sedi multilaterali – sedi che l'Italia ha contribuito a fondare per far prevalere le ragioni del diritto e della diplomazia sull'uso militare della forza – anche chiedendo una convocazione urgente degli organismi competenti in seno alle Nazioni Unite". Lo afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein, dopo la riunione della segreteria del partito.
Maduro dovrebbe arrivare alla base di Guantanamo, prima di essere trasferito a New York
Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, catturato a Caracas nella notte, dovrebbe arrivare alla base militare statunitense di Guantanamo prima di essere trasferito su un aereo dell'Fbi diretto a New York. Lo hanno riferito alcune fonti all'Abc.
Al momento Maduro si trova assieme alla moglie a bordo della nave militare americana Uss Iwo Jima. I due dovrebbero poi essere trasferiti in un carcere di Brooklyn.
Pd chiede informativa del governo sulla situazione in Venezuela
"Esprimiamo grande preoccupazione per quanto sta avvenendo in Venezuela. Chiediamo che il Governo italiano trovi la capacità di pronunciare parole ben diverse da quelle che abbiamo letto, parole nette e coerenti con la storia del nostro Paese a difesa del diritto internazionale violato dall'attacco unilaterale e illegittimo voluto da Trump, a sostegno degli organismi multilaterali e delle ragioni della diplomazia. E che lavori per garantire la sicurezza dei nostri connazionali in Venezuela e la liberazione di Alberto Trentini e degli altri detenuti politici. La condanna che sempre abbiamo espresso, con atti parlamentari e prese di posizione nette verso il regime di Maduro e la sua violazione sistematica dei diritti umani, non giustifica in alcun modo quanto avvenuto in queste ore. Per questo chiediamo un'informativa al Governo in Parlamento sulla situazione in Venezuela e sulle sue preoccupanti conseguenze sul piano globale", si legge in una nota al termine della segreteria del partito democratico, i capigruppo Pd alla Camera e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia.
Bonelli: "Trump non esporta democrazia, questo è neo-colonialismo"
"La conferenza stampa di Donald Trump da Mar-a-Lago conferma ciò che denunciamo da ore: non c'è alcuna missione di democrazia, ma una prova muscolare di dominio per impossessarsi del petrolio venezuelano. La diffusione dell'immagine di Nicolás Maduro, come se fosse un trofeo di caccia, ammanettato su un aereo – seduto, in completo bianco, circondato da militari – rilanciata anche da Caracas Chronicles, è il simbolo di una narrazione costruita per umiliare e intimidire, non per liberare. È propaganda di potenza, non tutela dei diritti", ha detto Angelo Bonelli, parlamentare di Avs e co-portavoce di Europa Verde.
"Quando Trump dichiara che gli Stati Uniti ‘governeranno il Paese fino a una transizione sicura' e minaccia un secondo attacco ancora più grande, ammette apertamente un commissariamento di fatto di uno Stato sovrano. È una violazione grave del diritto internazionale, mascherata da retorica sulla libertà. Parlare di ‘emisfero più sicuro' mentre si annuncia la possibilità di nuovi raid significa normalizzare la guerra come strumento di governo. Questa non è democrazia: è neo-colonialismo energetico. È l'idea che la forza militare possa decidere chi governa e a chi appartengono petrolio e gas. La pace, la libertà e la giustizia non si costruiscono con assalti notturni, minacce e sequestri di leader politici. Si costruiscono fermando la logica del dominio e rimettendo al centro il diritto internazionale e i diritti umani", prosegue.
"A questo punto una domanda è inevitabile: Trump rapirà domani il presidente della Cina con il pretesto del fentanyl? O quello del Messico e della Colombia per la cocaina? Se passa il principio che una superpotenza può sequestrare, commissariare e governare un Paese in base ai propri interessi strategici, allora salta ogni regola della convivenza internazionale. Il sostegno di Giorgia Meloni a questa azione contribuisce a demolire definitivamente il diritto internazionale per sostituirlo con un nuovo ordine geopolitico e militare fondato sulla forza, sull'arbitrio e sulla legge del più forte".
Trump minaccia la Colombia: "Produce cocaina, Petro stia attento a non farsi beccare"
"Ha produzioni di cocaina, ha fabbriche che producono cocaina e la stanno mandando negli Stati Uniti. Sì, non cambio idea, penso che dovrebbe guardarsi il didietro", ha detto il presidente americano Trump, riferendosi al leader colombiano progressista Gustavo Petro.
Trump apre alla vicepresidente Rodriguez
Il presidente Usa Donald Trump, parlando in conferenza stampa dopo l'attacco al Venezuela e l'arresto del presidente Nicolas Maduro, ha spiegato anche come avverrà la gestione temporanea del paese latinoamericano affidata a figure già individuate. "Stiamo cercando di nominare delle persone, stiamo parlando con delle persone, alcune le abbiamo già nominate", ha detto. "Sarà una gestione per un periodo di tempo e lo faremo insieme alle persone che sono qui dietro di me". In ogni caso, è parso aprire al dialogo con la vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez. Secondo Trump, il Venezuela si trova in condizioni critiche ma può essere rilanciato. "Il Venezuela è un Paese quasi morto, ma noi non vogliamo un Paese morto", ha affermato. "Vogliamo che sia un Paese come tutti gli altri del mondo, con un futuro prospero, ma questo richiede leadership". Il presidente ha poi accusato l'ex classe dirigente di aver danneggiato il Paese. "Purtroppo c'era molta gente cattiva che non doveva essere al potere", ha detto, aggiungendo che "ci sono anche persone fantastiche nell'esercito su cui potremmo contare".
"Vogliamo capire se sarà possibile lavorare anche con la vicepresidente del Venezuela", ha dichiarato. "È stata scelta da Maduro, ma inizieremo dei colloqui con lui per vedere se è pronto a fare ciò che è necessario: rendere nuovamente grande il Venezuela". Il presidente Usa ha rivelato che la vicepresidente ha avuto una conversazione con il segretario di Stato Marco Rubio. Secondo Trump, la vicepresidente avrebbe detto "qualunque cosa di cui voi abbiate bisogno io sono pronta".
Trump: "Cuba sta fallendo, vogliamo aiutare la popolazione"
"Cuba è un paese che sta fallendo e noi vogliamo aiutare la popolazione cubana. È qualcosa di cui finiremo a parlare". Lo afferma Donald Trump a chi gli chiedeva dell'isola e dei suoi rapporti con il Venezuela. La cattura di Nicolas Maduro rischia, secondo gli esperti, di peggiorare la crisi a Cuba.
Trump dice che Machado non ha il sostegno per guidare il Venezuela
Maria Corina Machado non ha il sostegno o il rispetto per guidare il Venezuela. Lo ha detto Donald Trump, dicendo di non aver avuto contatti con Machado.
Trump: "Mai parlato di Putin con Maduro"
"Mai parlato con Putin di Maduro", ha assicurato Donald Trump rispondendo ai reporter.
Trump critica Putin in conferenza stampa: "Sta uccidendo troppe persone"
Donald Trump ha criticato il presidente russo Vladimir Putin per lo stallo sull'Ucraina. "Non mi entusiasma Putin. Non sono contento. Sta uccidendo troppe persone", ha detto il presidente americano nella conferenza stampa in Florida sulla cattura del presidente Venezuelano Nicolas Maduro. La guerra "sta diventando un bagno di sangue", ha detto.
Generale Caine: "Trump ha dato il via a operazione a caracas alle 22:46 di ieri"
Donald Trump ha dato il via all'operazione militare americana a Caracas alle 22:46 di ieri (le 4:46 in Italia). Lo ha detto capo dello stato maggiore congiunto delle forze americane, generale Dan Caine.
