La polizia apre indagine penale: “Speriamo ci siano meno di 100 morti”

La polizia apre indagine penale: “Speriamo ci siano meno di 100 morti”

Un'inchiesta penale è stata aperta sull'incendio che ha divorato la Grenfell Tower di Londra. Lo ha annunciato Scotland Yard, senza precisare i reati ipotizzati, che possano andare dalla negligenza criminale, alla violazione di norme di sicurezza fino a ipotesi dolose al momento non avanzate. Intanto le autorità fanno un drammatico annuncio: "Speriamo che alla fine ci siano meno di 100 morti". Lo ha detto il comandante della operazioni, Stuart Candy. Il numero delle vittime è salito a 17. Sono 30 invece le persone ricoverate in sei diversi ospedali di Londra. La metà versano in condizioni critiche.

Difficile invece stabilire il numero dei dispersi. Tra i quali figurano due italiani: si tratta della coppia di fidanzati Gloria Trevisan e Marco Gottardi, entrambi veneti, residenti al 23mo piano. Poche le speranze di ritrovarli vivi, come affermato dall'avvocato della famiglia anche ai nostri microfoni

Candy ha ammesso anche la possibilità che non per tutti i cadaveri via sia una identificazione, viste anche le condizioni in cui sono stati trovati alcuni corpi . Il primo riconoscimento ufficiale è stato quello di Mohammed Alhajali, un rifugiato siriano di 23 anni che studiava ingegneria civile alla West London University.


Pompieri traumatizzati: “Abbiamo visto cose orribili”

Pompieri traumatizzati: “Abbiamo visto cose orribili”

Gli ‘eroi' della Grenfell Tower di Londra, come li definiscono i media britannici, sono "traumatizzati". I vigili del fuoco che in queste ore stanno soccorrendo i feriti del grattacielo affermano di aver visto "cose orribili" quando sono arrivati nell'edificio avvolto dalle fiamme. Nonostante il vasto incendio sono riusciti a salvare 65 persone intrappolate negli appartamenti. "Ho parlato con uno di loro – ha detto la comandante della London Fire Brigade, Dany Cotton – ed era in lacrime, pur trattandosi di un pompiere con molta esperienza alle spalle". Fra le scene più devastanti quelle della gente che dalle finestre si lanciava nel vuoto o faceva lo stesso coi propri bimbi piccoli per tentare di salvarli.


Dentro la Grenfell Tower, distrutta dal fuoco.


“Gloria laureata con 110. Era Londra perché in Italia offrivano 300 euro”

“Gloria laureata con 110. Era Londra perché in Italia offrivano 300 euro”

Si era laureata in Architettura il 18 ottobre del 2016, con un ottimo voto: 110. Gloria Trevisan, la 27enne al momento ancora ufficialmente dispersa nell'incendio della Grenfell Tower, aveva raggiunto il suo eccezionale obiettivo studiando giorno e notte. Ma nonostante la laurea conseguita, nel nostro Paese non era riuscita a trovare un lavoro che le consentisse di aiutare la famiglia, che sta attraversando un periodo difficile dal punto di vista finanziario. A spiegarlo è l'avvocato dei Trevisan,  Maria Cristina Sandrin: "Aveva il desiderio grande di aiutare la famiglia ma non lo poteva certo fare qui in Italia con offerte da 300 euro al mese. All'estero vengono valorizzati questi giovani e davanti a un'offerta di 1800 steline al mese è partita". Lo stesso legale poco fa ha fatto capire come non vi siano più speranze di trovare in vita Gloria e il suo fidanzato: "Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dando un addio. Non ci sono motivi per sperare che Gloria e Marco siamo ancora vivi"


Tra i dispersi c’è anche una bambina di appena sei mesi.

Tra i dispersi c’è anche una bambina di appena sei mesi

Farah Hamdan, 23 anni, suo marito Omar Belkadi e la loro figlia di sei mesi sono ancora dispersi, secondo il padre di Farah, Rkia. "Siamo stati in tutti gli ospedali e li abbiamo cercati tutto il giorno, ma non siamo ancora riusciti a trovarli, vogliamo solo sapere se sono al sicuro", ha detto l'uomo a The Sun.

Sono invece state trovate sane e salve Tazmin e Malek Belkadi, gemelle di 6 anni, sorelle maggiori della piccolina scomparsa. “Quando le abbiamo trovate sembravano stare bene. Era in cima all’edificio, siamo davvero felici che siano salve. Ora sono in ospedale, speriamo di trovare gli altri membri della loro famiglia” ha detto Ousama Itani, un residente che ha lavorato tutta la notte con l’obiettivo di trovare i dispersi.


La prima vittima identificata dell’incendio di Londra è un rifugiato siriano.

La prima vittima identificata dell’incendio di Londra è un rifugiato siriano

La prima vittima della tragedia del Grenfell Tower è stata identificata: si tratta di Mohammad Alhajali, un rifugiato siriano di 23 anni. "Era arrivato in Gran Bretagna per avere una vita migliore" dicono di lui gli amici ai media inglesi.

Mohamma è una delle 17 vittime dell'incendio: ma il bilancio, comunicato da un portavoce di Scotland Yard, sembra destinato ad aumentare. Una settantina i feriti, trasportati in diversi ospedali della capitale inglese. Tra questi, 18 persone versano in condizioni critiche. Numerosi i dispersi, tra cui anche una coppia di italiani.


Il legale dei due italiani dispersi: “Per loro non c’è più speranza”

Il legale dei due italiani dispersi: “Per loro non c’è più speranza”

"Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dando un addio. Non ci sono motivi per sperare che Gloria e Marco siamo ancora vivi". Parole che non lasciano spazio al caso quelle di Maria Cristina Sandrin, avvocato della famiglia di Gloria Trevisan, la giovane padovana dispersa nell'incendio a Londra assieme al fidanzato Marco Gottardi. "Gloria – ricorda la legale – si era laureata il 18 ottobre ed e' andata a Londra perche' qui non ci sono possibilita' professionali neanche per chi si laurea con 110".


Parla il papà di Marco: “Poche speranze, solo un miracolo”

Parla il papà di Marco: “Poche speranze, solo un miracolo”

"Siamo in costante contatto con la Farnesina e con i familiari di Gloria. Con il passare delle ore le nostre speranze, già ridotte al lumicino, stanno diminuendo", così il padre Marco Gottardi, il giovane architetto di san Stino di Livenza (Venezia) disperso assieme alla fidanzata Gloria Trevisan, racconta il dolore personale e la disperazione di queste ore di attesa dopo le notizie provenienti da Londra. "Marco è stato straordinario e infondeva tranquillità a tutti, quando la linea è caduta abbiamo capito che la situazione era precipitata e siamo stati colti dalla disperazione. Conserverò per sempre il ricordo delle ultime parole che ci ha dedicato", ha raccontato l'uomo ricordando l'ultima telefonata con il figlio in piena notte, quando le fiamme e il fumo avevano già invaso l'edificio. "Per il momento non partiremo per la capitale britannica, sul posto c'è già il fratello di Gloria che sta amplificando i nostri appelli, anche attraverso i social, e prova in ogni modo a reperire tracce sulla sorte dei nostri cari" ha concluso Giannino Gottardi.


Fotografa i cadaveri nelle sacche, arrestato: “Volevo facilitare i riconoscimenti”

Un 43enne  è stato arrestato nelle scorse ore nei pressi della Grenfell Tower,  dove prosegue l'opera dei vigili del fuoco per recuperare le vittime del terribile rogo, mentre cercava di fotografare i cadaveri.  Secondo quanto riporta il tabloid britannico Metro, che cita fonti della polizia, l'uomo è accusato di aver aperto delle sacche mortuarie e fotografato i cadaveri delle vittime che erano all'interno senza alcuna autorizzazione. Davanti agli agenti l'uomo avrebbe spiegato di voler pubblicare gli scatti su facebook per aiutare i parenti delle vittime e facilitare l'identificazione dei loro cari


Incendio Londra, sale a 17 il numero delle vittime: “Bilancio destinato a crescere”

Incendio Londra, sale a 17 il numero delle vittime: “Bilancio destinato a crescere”

Dany Cotton, portavoce dei vigili del fuoco di Londra, ha aggiornato nel corso di una conferenza stampa il numero delle vittime: sono 17 quelle accertate, ha dichiarato, ma tale numero è destinato a crescere ancora. Sul posto sono state inviate altre squadre dei pompieri per effettuare una bonifica accurata di tutti gli appartamenti. Le autorità hanno escluso del tutto che dietro la tragedia possa esserci un attentato terroristico.


Theresa May sul luogo del disastro: incontra i pompieri, ma non i residenti.

Theresa May sul luogo del disastro: incontra i pompieri, ma non i residenti

La premier britannica Theresa May ha fatto visita al luogo della tragedia. Ha incontrato le squadre dei vigili del fuoco che hanno partecipato alle operazioni di soccorso ma si è rifiutata di vedere una rappresentanza dei residenti del grattacielo, circostanza che le sta attirando non poche critiche.


Incendio Londra, pompieri esausti. Decine di dispersi: “Difficile ci siano superstiti”.

Diciassette morti, 24 feriti dei quali 18 versano in gravi condizioni. E' questo il bilancio, ancora provvisorio, dell'incendio divampato ieri per cause ancora da accertare alla Grenfell Tower. Dopo quasi una giornata di lavoro i vigili del fuoco, stremati e immortalati in un'immagine eloquente mentre tentano di riposare, sono riusciti a domare le fiamme e trarre in salvo centinaia di persone che si trovavano nell'edificio. Le autorità non si aspettano di trovare superstiti all'interno della torre andata a fuoco. Lo ha detto il capo dei vigili del fuoco, aggiungendo che ancora "sinceramente non sanno" quante sono le vittime e che ci vorranno settimane per bonificare tutto l'edificio.

Tra i dispersi anche Marco Gottardi e Gloria Trevisan.

I dispersi sono ancora decine e tra questi anche gli italiani Marco Gottardi e Gloria Trevisan: nelle ultime ore si sono moltiplicati gli appelli e le telefonate di amici e parenti che hanno tentato di recuperare notizie su quanti mancano all'appello, chiedendo se fossero fra gli sfollati evacuati dall'edificio e ospitati in uno dei centri che sono stati predisposti a North Kensington dopo la tragedia. Come già affermato ieri dalla polizia si attende in giornata un nuovo aggiornamento del numero di vittime, che realisticamente saranno più di dodici. Intanto i pompieri, come si legge sul sito della Bbc, hanno lavorato per tutta la notte all'interno della torre, dove alcune parti dell'edificio hanno continuato a bruciare, e dopo la fase di soccorso si è passati a quella di recupero dei corpi delle vittime.

I media inglesi accusano: "Tragedia evitabile"

Nel frattempo sulla stampa britannica campeggia l'immagine della Grenfell Tower di Londra in fiamme come un atto d'accusa. Ad accompagnarla titoli che denunciano la tragedia come un episodio molto probabilmente evitabile. Il Times titola "Il disastro in 15 minuti", indicando il tempo approssimativo che il fuoco ha impiegato a propagarsi nella struttura, per poi ricordare alcuni dei particolari più drammatici a partire dalle denunce di alcuni residenti, che avevano detto in passato che quel palazzo rischiava di essere una trappola. Mentre il Guardian punta direttamente sulle denunce inascoltate accusando: "Gli avvertimenti erano stati ignorati". Stessa lunghezza d'onda sul conservatore Daily Telegraph, che parla di una strage che "aspettava di accadere".