27 giugno 22:42 Salvini: “Se equipaggio Sea Watch paga multa e viene arrestato, sbarcano in 5 minuti”

Se si rispetta la legge, e cioè se pagano una multa da 50mila euro, se l'equipaggio o viene arrestato o viene espulso, se la nave viene fermata o sequestrata e la smette di andare in giro per il Mediterraneo e se i 42 immigrati a bordo non rimangono in Italia ma vanno in giro per il resto dei Paesi europei, io li faccio sbarcare in cinque minuti. Ma non voglio che siano gli italiani a pagare le colpe degli altri”. Sono le parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante la trasmissione Dritto e Rovescio, su Rete 4. Il vicepresidente del Consiglio parla della Sea Watch e torna ad attaccare l’Ong: “Stanno sequestrando 42 immigrati da 16 giorni. Per tre volte se ne sono fregati e hanno tirato dritto, vanno arrestati. Ho scritto al mio collega olandese e non mi ha risposto. No, zero. Fare la figura dei fessi no perché siamo un grande Paese che non prende lezioni da nessuno”.

27 giugno 20:01 Parlamentari rimangono a bordo Sea Watch: “Non scendiamo finché non sbarcano i migranti”

I cinque parlamentari che sono a bordo della Sea Watch – Matteo Orfini, Graziano Delrio, Davide Faraone, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi – rimarranno sull’imbarcazione fino a che non verrà trovata una soluzione e finché i migranti non sbarcheranno. “I diritti delle persone prima di tutto. Chiediamo al di là delle polemiche politiche un gesto che serva a quietare questa situazione: per questo abbiamo deciso di restare a bordo della Sea Watch fino a quando non le verrà consentito di attraccare in un porto sicuro, a Lampedusa, e mettere in salvo le persone che ci sono a bordo”, afferma Delrio. “In un modo o nell’altro queste persone devono essere fatte sbarcare”, affermano Fratoianni e Magi. Su Twitter Orfini ribadisce: “Sono sul ponte della Sea Watch. Resteremo qui fino alla fine di questa assurda vicenda. I migranti sono in condizioni di sofferenza psicologica indescrivibile. Crudeltà, non c'è altro modo per definire il comportamento del governo. Vanno sbarcati oggi, non c'è più tempo da perdere”.

27 giugno 19:45 Perché ancora non sbarcano i migranti della Sea Watch

Lo sbarco della Sea Watch non è ancora previsto e non sarà imminente. Al di là delle motivazioni politiche e dell’incertezza dovuta al braccio di ferro tra la comandante dell’imbarcazione e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ci sono anche ragioni pratiche che lasciano intendere che lo sbarco per ora non è previsto nell’immediato. A spiegarlo è Beatrice Brignone, segreteria di Possibile, che si trova in queste ore proprio a Lampedusa. Lo sbarco non dovrebbe avvenire a stretto giro perché prima deve attraccare la nave turistica che arriva da Palermo. Poi dovranno atterrare dei voli e durante queste operazioni non è possibile attraccare. Per quanto riguarda l’approdo in porto per necessità pare, invece, che l’ispezione dei parlamentari a bordo fosse considerato un prerequisito essenziale per poter procedere in tal senso.

27 giugno 17:53 La vignetta in cui Giorgia Meloni spiega “ai radical chic” come affondare la Sea Watch

Giorgia Meloni insiste con la sua proposta, già avanzata ieri in una diretta Facebook, di affondare la nave Sea Watch 3. In un nuovo tweet la presidente di Fratelli d'Italia ha pubblicato una vignetta "a prova di radical chic" in cui spiega come si svolgerebbe la sua proposta. La fase uno sarebbe "arrestare l'equipaggio", poi bisognerebbe "trasbordare i passeggeri" e per finire "affondare la nave".

27 giugno 17:23 L’annuncio della Sea Watch: “La situazione si sta sbloccando”

 

"Probabilmente la situazione si sta sbloccando", scrive in un tweet la Sea Watch. In un video condiviso dalla Ong su Twitter si vede l'arrivo delle autorità italiane a bordo della Sea Watch, con quelle che sembrano buone notizie per le persone a bordo. "I nostri superiori ci hanno detto di pazientare da parte vostra perché probabilmente si sta sbloccando la situazione", è il messaggio riferito alla comandante Carola Rackete. Che chiede, insieme al suo equipaggio, se gli ufficiali rimarranno, nell'attesa di notizie, a bordo, ricevendo una risposta positiva. In realtà, però, secondo quanto riporta Graziano Delrio (tra i parlamentari del Pd arrivati sull'imbarcazione), la capitaneria e la Guardia di finanza si sarebbero allontanate: "Hanno ricevuto quest'ordine non sappiamo perché. Rimarremo noi e qualche giornalista, deciderà la capitana".

In un tweet successivo la Sea Watch spiega la situazione attraverso le parole della comandante Carola Rackete: "Dopo essere stati lasciati solo in uno stato di necessità, all'interno delle acque italiane, per 24 ore, la Sea Watch ha iniziato ad avvicinarsi al porto di Lampedusa intorno alle 3 di pomeriggio. Ci è stato finalmente detto pochi minuti fa che probabilmente la situazione si sta sbloccando". Dopo questo messaggio, però, sembra poter tornare una situazione di stallo, secondo quanto spiegato ancora da Delrio: "Stiamo cercando di capire se questa notizia di una soluzione sia attendibile o no. Era una notizia arrivata alla capitana pochi minuti fa da parte delle autorità marittime. C'era una soluzione in arrivo ma adesso sembra tutto tornato incerto e siamo ancora qua, vediamo".

27 giugno 16:54 Olanda risponde ‘picche’ a Salvini: “I migranti non li accogliamo”

Oggi era attesa la risposta dall'Olanda, Stato di bandiera della Sea Watch, a cui il ministro degli Interni Matteo Salvini aveva scritto domenica, chiedendo che si occupasse dei 42 naufraghi che si trovano ancora a bordo della nave. Da L'Aja è arrivata la risposta: "L'Olanda si assume la sua responsabilità in quanto stato di bandiera" della nave umanitaria, ma "questo non significa che si prenderà i migranti" che sono a bordo della nave. È quanto si legge in una dichiarazione inviata all'Adnkronos della sottosegretaria olandese responsabile per l'Immigrazione, Ankie Broekers-Knol, nella quale si anticipa che "sarà presto pronta una risposta alla lettera" del vicepremier leghista. "Siamo a conoscenza del punto di vista italiano come della valutazione italiana delle azioni della Sea Watch 3 – si legge ancora – Per la nostra risposta saranno usati i canali diplomatici. È anche ben noto che il governo condivide le preoccupazioni per le azioni della Sea Watch 3".

Salvini aveva avvertito il suo omologo olandese con questo monito: "Riterremo il governo olandese, e l'Unione Europea assente e lontana come sempre, responsabili di qualunque cosa accadrà alle donne e agli uomini a bordo della Sea Watch".

27 giugno 16:18 È partita la staffetta dei parlamentari: un gommone si dirige verso la Sea Watch 3

Graziano Delrio, Davide Faraone, Matteo Orfini, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi sono saliti a bordo di un gommone, partito intorno alle 16 dal ‘porto nuovo' di Lampedusa e diretto verso la Sea Watch 3, ferma ad un miglio dalla costa lampedusana. A bordo del mezzo anche giornalisti, cameramen e fotografi. Il gruppo è poi salito sulla nave: i parlamentari hanno spiegato di volere "esercitare" le loro "prerogative ispettive". Sul molo, dove si trovano in questo momento circa una cinquantina di persone, tra volontari di Frontex e uomini delle forze dell'ordine, è arrivata anche la segretaria di Possibile Beatrice Brignone.

27 giugno 15:15 Sea Watch 3 stava entrando al porto di Lampedusa, ma è stata bloccata

La nave Sea Watch 3 stava per entrare al porto di Lampedusa. L'imbarcazione con 42 persone a bordo, salvate due settimane fa, era arrivata nei pressi dell'isola intorno alle 17 di ieri, ed è rimasta per tutta la notte ferma a mezzo miglio dall'isola. "Alle 10 Sea Watch ha inviato una comunicazione alle autorità informandole che sono trascorse 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che ha costretto all'ingresso nelle acque territoriali. Alle 14 e 16, non avendo ricevuto alcuna indicazione e assistenza, Sea Watch ha dichiarato di stare procedendo verso il porto. A circa un miglio dall'ingresso del porto le è stato intimato di spegnere i motori. La nave si trova ora a circa un miglio dall'ingresso del porto di Lampedusa", ha detto la portavoce dell'ong Giorgia Linardi. La Guardia di Finanza è poi salita a bordo della Sea Watch.

27 giugno 14:52 Sea Watch ha presentato un esposto alla procura di Agrigento

La Sea Watch ha presentato un esposto alla procura di Agrigento affinché si valutino "eventuali condotte di rilevanza penale" da parte delle "autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso" e per chiedere che venga valutata "l'adozione di tutte le misure necessarie" per consentire lo sbarco dei migranti "e porre fine alla situazione di gravissimo disagio" a cui sono sottoposti. L'esposto è stato presentato dagli avvocati Alessandro Gamberini e Leonardo Marino. La nave Sea Wacth 3 non ha rispettato l'alt imposto dalle autorità italiane e si trova adesso a circa un miglio dalla banchina dell'isola di Lampedusa, di fronte al porto. Al momento Guardia Costiera e Guardia di Finanza stanno aspettando istruzioni, e i 42 migranti sono ancora in attesa.

27 giugno 12:28 Commissione Ue sollecita lo sbarco: “Una soluzione è possibile solo se i migranti scendono dalla nave”

"La Commissione Ue è coinvolta da vicino nel coordinarsi con gli Stati membri per trovare una soluzione per ricollocare i migranti della Sea Watch 3 una volta sbarcati". Così ha replicato il commissario Dimitris Avramopoulos all'Ansa, spiegando che "alcuni Stati stanno mostrando la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà" ma "la soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcate. Per questo spero che l'Italia, in questo caso, contribuisca ad una veloce soluzione per quanti sono a bordo". La via ‘diplomatica' è quella che il vicepremier leghista Matteo Salvini sta cercando di perseguire. L'ong Sea Watch si è rivolta proprio all'Unione europea, dopo che le 42 persone hanno trascorso un'altra notte a bordo della nave.

27 giugno 12:05 Danilo Toninelli: “Sea Watch ha violato la legge, i porti restano chiusi”

"Per chi viola la legge i porti sono chiusi e rimarranno sempre chiusi. Tutti i paesi devono rispettare la legge. In questo caso non hanno rispettato il coordinamento dell'operazione e hanno violato il diritto internazionale della navigazione", ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli, sulla vicenda della nave Sea Watch 3. Già ieri pomeriggio il capo politico del M5S Luigi Di Maio aveva accusato l'ong di voler fare pubblicità, al fine di raccogliere fondi per nuove missioni.

Per l'imbarcazione dell'organizzazione umanitaria, in stallo davanti al porto di Lampedusa, si aprono due strade: la prima è quella prospettata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, che sta cercando accordo diplomatico con l'Europaper la ridistribuzione dei 42 migranti, che coinvolga Olanda e Germania; la seconda è quella di un provvedimento di sequestro della polizia giudiziaria o dell'autorità giudiziaria che, come avvenuto in passato proprio per la Sea Watch e per la nave di Mediterranea Saving Humans ‘Mare Jonio', consentirebbe di far arrivare l'imbarcazione in porto e far scendere i migranti.

27 giugno 11:16 Sea Watch chiede aiuto all’Ue: “Non possiamo più aspettare, i migranti sono disperati”

L'ong tedesca ha scritto un appello all'Europa sul suo profilo Twitter: "Buongiorno Ue. Ieri, a causa di un'emergenza, siamo entrati nelle acque italiane. La guardia costiera e la Guardia di finanza sono stati a bordo. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare. La disperazione delle persone non è qualcosa con cui giocare". La nave è ferma da ieri appena fuori dal porto di Lampedusa, a circa un miglio dalla banchina dell'isola, col divieto di sbarcare, e 42 migranti salvati due settimane fa.

Al momento non è stata formalizzata alcuna denuncia né nei confronti della capitana Carola Rackete, che ieri ha forzato il blocco e ha deciso di entrare in acque territoriali italiane. Ora rischia oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina anche la contestazione del reato di mancato rispetto dell'ordine di arrestare l'imbarcazione. Al momento è al lavoro la diplomazia italiana, nel tentativo di trovare una soluzione per ridistribuzione dei migranti, che secondo il ministero degli Interni dovrebbero essere suddivisi tra Olanda e Germania. Dal punto di vista penale però non dovrebbe scattare l'arresto per la giovane comandante tedesca, dal momento che la situazione che si sta verificando in queste ore è identica a quelle precedenti che hanno coinvolto sia la Sea Watch sia la Mare Ionio. E in quei casi i comandanti delle navi non sono stati stati arrestati.

27 giugno 10:52 Opern Arms torna in mare: nave ong di nuovo operativa nel Mediterraneo

La Sea Watch è ancora bloccata davanti al porto di Lampedusa con 42 migranti a bordo. Ieri la nave è entrata in acque territoriali italiane, forzando il blocco. La diplomazia è al lavoro per cercare una soluzione, coinvolgendo l'Unione europea nella ridistribuzione dei profughi, che per il ministro degli Interni Matteo Salvini dovrebbero essere accolti dall'Olanda, Stato di bandiera della nave Sea watch 3 e dalla Germania, sede dell'ong. Intanto un'altra nave umanitaria è tornata operativa nel Mediterraneo: si tratta di Open Arms. L'imbarcazione dell'ong spagnola Proactiva Open Arms ha lasciato infatti il porto di Napoli, diretta verso Sud. Lo ha annunciato su Twitter: "Leviamo l'ancora. Sei mesi dopo, ci dirigiamo di nuovo verso la frontiera più letale del pianeta. #bastamorti".

27 giugno 10:25 Oltre 80 mila euro raccolti su Facebook per la Sea Watch

La raccolta fondi lanciata su Facebook in sostegno alle spese legali della Sea Watch e della sua comandante Carola Rackete, che rischia una multa fino a 50mila euro per aver forzato il blocco imposto dal Viminale ed essere entrata in acque italiane, ha già oltrepassato gli 80mila euro. “Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone salvate dalla Sea Watch 3 in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti condanne in Italia. Aiutaci a difendere i diritti umani, condividi questo post e fai una donazione per la sua difesa legale. Per Sea-Watch e il tuo contributo farà la differenza, piccolo o grande che sia. Ogni contributo è utile. Grazie per il tuo sostegno", si legge nel post della raccolta. "In caso non fosse necessario usare i fondi, questi rimarranno a disposizione di Sea-Watch per la prossima missione", viene specificato.

26 giugno 21:30 Sea Watch, Salvini: “Parlamentari Pd in gita a Lampedusa non rispettano la Costituzione”

"Mi aspetto solidarietà non dal governo, ma dal Parlamento. I parlamentari Pd in gita a Lampedusa mancano di rispetto al Paese, alla Costituzione, non a me". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Porta a Porta. La delegazione dem è partita questo pomeriggio per raggiungere l'isola siciliana e inaugurare una ‘staffetta', di parlamentari con lo scopo di vigilare sulle operazioni di sbarco. Nel gruppo che è partito per raggiungere l'isola c'è Matteo Orfini, Graziano Delrio, Davide Faraone, Fausto Raciti, Luca Rizzo Nervo e Giuditta Pini. Con loro anche Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana.

 

26 giugno 21:06 Sea Watch, Salvini furioso: “Capitana eroina della sinistra faccia volontariato in Germania”

"La capitana eroina della sinistra, nata bianca ricca e tedesca, faccia volontariato in Germania invece di sequestrare 42 esseri umani da 15 giorni". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Porta a Porta, riferendosi alla giovane comandante della Sea Watch, la 31enne tedesca Carola Rackete. La nave dell'ong tedesca battente bandiera olandese si trova davanti al porto di Lampedusa. Lo sbarco dovrebbe avvenire a breve. Accanto alla nave umanitaria ci sono in questo momento due motovedette della Guardia di finanza. La comandante Rackete si è diretta oggi pomeriggio verso l'isola siciliana, entrando in acque italiane, ignorando l'alt ufficiale dei militari.

Dopo aver preso atto della violazione da parte della nave del provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali, il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi hanno deciso di proseguire nelle iniziative formali per verificare l'eventuale condotta omissiva dello Stato di bandiera della nave, cioè l'Olanda.

Come aveva spiegato la Farnesina oggi pomeriggio il ministro degli Esteri aveva dato "istruzioni all'Ambasciatore d'Italia all'Aja di fare, immediatamente, un passo formale presso il governo olandese" sul caso della nave dell'ong.

26 giugno 20:43 Sea Watch, Di Maio: “L’ong si fa solo pubblicità, poteva sbarcare altrove”

"Siamo diventati il palcoscenico del Mediterraneo. Come mai la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi a Malta o alla Grecia? Non fa notizia. Hanno preferito restare 14 giorni a largo delle nostre coste anziché chiedere a La Valletta, Madrid o Atene lo sbarco. I governi di questi Paesi sono forze politiche tradizionali Ue. Se uno dei popolari o dei democratici ti nega lo sbarco, i media neanche ne parlano, se lo fa il Governo italiano si mette in moto il carosello. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi, così può ripartire". ha detto su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio.

"In mezzo però ci sono le persone. Gli esseri umani. Che sono comparse inconsapevoli di questo grande teatro che sono diventate le acque territoriali italiane. Io non ho tutte le risposte. Ma se dovremo passare tutta l'estate a litigare con le Ong abbiamo già perso – ha aggiunto – Servono corridoi umanitari legali per chi può venire qui. Se entri in Italia lo fai col permesso dei cittadini italiani. Servono più rimpatri delle migliaia di irregolari non identificati che abbiamo nel nostro Paese".

26 giugno 20:10 Sea Watch, la comandante Rackete: “Guardia di finanza a bordo per controlli sull’equipaggio”

A brave la nave Sea Watch 3 attraccherà in porto, e i 42 migranti potranno finalmente scendere dall'imbarcazione. La comandante 31enne, Carola Rackete, ha fatto sapere, tramite il profilo Twitter dell'ong, che la Guardia di Finanza è salita sulla nave, per compiere un'ispezione e controllare i documenti della nave e i passaporti dell'equipaggio. Al momento i militari stanno aspettando istruzioni dai superiori.

26 giugno 19:00 Consiglio d’Europa: “Italia faccia sbarcare migranti senza conseguenze per equipaggio”

Il commissario ai Diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, invia un chiaro messaggio all'Italia, chiedendo di far sbarcare i migranti a bordo della Sea Watch, che ora si trova nelle vicinanze di Lampedusa dopo aver forzato il blocco. Rispondendo all'Ansa, Mijatovic afferma: "Nell'attuale situazione si dovrebbe dare il permesso alla Sea Watch di far sbarcare le persone senza conseguenze per il capitano, l'equipaggio e l'armatore". Il commissario del Consiglio d'Europa assicura che continuerà a "sollecitare gli altri Stati a prendere la loro parte di responsabilità in modo che l'Italia non sia lasciata sola a gestire le operazioni di ricerca e salvataggio e l'accoglienza di rifugiati, richiedenti asilo e migranti sul suo territorio. La Sea Watch 3 è stata lasciata in una situazione impossibile, dovendo decidere tra l'obbedire alle istruzioni dell'Italia e adempiere al suo compito umanitario".

26 giugno 18:20 Matteo Salvini: “Se l’Ue continua a non fare nulla non identificheremo più gli immigrati”

"Non accetto che sia un’associazione di fuorilegge stranieri a dettare le regole dell’immigrazione in Italia – spiega Matteo Salvini in conferenza stampa dal Viminale – È come uno che non si ferma a un blocco stradale". Secondo il ministro dell'Interno "c’è flagranza di reato, anche se non spetta a me giudicarlo, ma non capisco cosa si aspetti a emettere un ordine d’arresto, questa è una nave pirata". Il governo olandese "è menefreghista e lo faremo pesare ai tavoli europei – continua il leader della Lega – immaginate la reazione se una nave illegale entrasse in un porto australiano". Nel frattempo "c’è una carovana di parlamentari del Partito Democratico che a Lampedusa con le bandierine, ma tutti i politici che sostengono questa cosa sono complici". In questi giorni, insiste Salvini, ho letto che "questa comandante è li perché è nata bianca, ricca e tedesca, ma non tutti quelli che nascono bianchi, ricchi e tedeschi devono rompere le palle all’Italia, possono anche andare a lavorare. È una questione di principio". La Sea Watch 3 è "illegalmente nel porto di Lampedusa, non autorizzo lo sbarco, il ministero degli esteri sta facendo presente al governo olandese il suo comportamento indegno".

"L’Ue brilla per il suo nulla, si fa viva solo per batter cassa – continua Salvini – Non vorrei dover ricorrere a iniziative come quella di non identificare più nessun immigrato, ma a mali estremi estremi rimedi, se l’Europa continua a dimostrare il suo abbandono". In tal caso, spiega il ministro dell'Interno, "non inseriremo più in banca dati europea i dati anagrafici degli immigrati, così saranno liberi di andare dove meglio credono".

"Dall’Olanda ancora non si sono degnati di rispondere, puoi rispondere ‘crepa' ma almeno rispondi – insiste Salvini – Io il porto di sbarco non lo do, ma non sta a me decidere se ci sono reati". Certo è che "si è disobbedito più volte a ordini della guardia di finanza e mi sembra che sia palese la volontà espressa pubblicamente di violare la legge – conclude il leader della Lega – Questi negli Stati Uniti o in Australia sarebbero in galera da giorni".

26 giugno 17:29 I migranti esausti sulla Sea Watch: le immagini a bordo dell’imbarcazione

 

La Sea Watch naviga da ormai 14 giorni con a bordo 42 migranti, soccorsi nel Mediterraneo. Non avendo ricevuto il permesso per sbarcare in un porto italiano, dopo aver violato la direttiva del Viminale, l'imbarcazione ha deciso di dirigersi ugualmente verso Lampedusa. In un video si possono vedere le immagini dei migranti a bordo: molti sono esausti, sfiniti, con lo sguardo perso nel vuoto. In tanti sono buttati a terra, si muovono il meno possibile. E tutti attendono un segnale, con la speranza di poter sbarcare a Lampedusa. L'imbarcazione dovrebbe attraccare nel porto italiano in serata, ma il trasferimento dei migranti potrebbe avvenire già prima attraverso le motovedette della capitaneria.

26 giugno 17:10 Sea Watch, Saviano: “Mi riconosco nel gesto del comandante Rackete, non sta violando la legge”

Il giornalista Roberto Saviano, intervenuto a ‘In viva voce' su Rai Radio1, ha commentato il caso della nave della Sea Watch, esprimendo sostegno al capitano, che ha deciso di forzare il blocco ed entrare in acque italiane. La comandante Carola Rackete "agisce secondo i principi costituzionali del nostro Paese e non sta violando nessuna legge. I porti sono aperti c'è un'emergenza. Siamo con lei, sento di riconoscermi in questo gesto. Sono persone stremate hanno vissuto nell'inferno libico". L'imbarcazione dovrebbe attraccare dopo le 20 perché, come ha spiegato il sindaco Salvatore Martello, fino a quell'ora il molo commerciale – l'unico in cui la nave può attraccare – è occupato dal traghetto per Porto Empedocle. Ma non è escluso che i 42 migranti a bordo possano essere raggiunti dalle motovedette per essere portati sull'isola.

26 giugno 16:57 Giorgia Linardi: “Non possiamo rischiare un suicidio a bordo. Vita umana vale più di un sequestro”

La portavoce italiana di Sea Watch, Giorgia Linardi, intervenendo a Tagada su La7 commenta la decisione della nave di entrare in acque italiane, nonostante il divieto di Matteo Salvini. "Cosa potevamo fare? Malta ci ha rifiutato il porto, la Tunisia in passato ha rimpatriato migranti in Libia. Se nessuna autorità ci aiuta, dobbiamo aiutarci da soli", afferma, sottolineando come ci siano degli esseri umani a bordo, non un carico merci.

"La nostra non è una provocazione, ma un caso di necessità. Siamo in emergenza da due settimane", continua Linardi: "Non possiamo rischiare un suicidio a bordo, le vite delle persone sulla Sea Watch valgono molto di più dell'eventuale sequestro di una nave". Linardi replica sulla definizione di "sbruffoncella" utilizzata dal ministro dell'Interno e alle polemiche sui finanziamenti della Ong: "La comandante della Sea Watch 3 ha un contratto da freelance che viene pagato con le donazioni destinate all'organizzazione, che provengono per la maggior parte dalla Chiesa protestante".

26 giugno 16:52 Zingaretti scrive a Conte: “Basta teatrino indegno su Sea Watch, chiedo incontro urgente”

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, chiede un “incontro urgente” al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “per discutere delle politiche sul tema dell’immigrazione e della gestione dei flussi”. Una richiesta, inviata attraverso una lettera, che arriva in seguito al caso Sea Watch. “Credo siano temi da affrontare in maniera seria, responsabile e istituzionale evitando di offrire al Paese questo osceno teatrino indegno per un Paese civile”, scrive Zingaretti. Il segretario dem riporta il contenuto della lettera: “Le scrivo in queste ore drammatiche sulla vicenda che riguarda i 42 naufraghi da 14 giorni a bordo della nave Sea Watch. Stiamo assistendo ad un dibattito surreale e indegno per un Paese civile. Paese il cui Governo, le ricordo, non è stato rappresentato dal ministro dell'Interno Salvini in sei vertici su sette che si sono svolti con i rispettivi ministri degli Stati europei, sede autorevole per porre il tema di una politica comune sui migranti a livello Ue”.

Zingaretti prosegue: “Si gioca, quindi, sulla pelle di questi naufraghi, di uomini e donne in mare: ci sono alcuni parlamentari che invitano addirittura ad affondare la nave. In questo contesto il ministro dell'Interno Salvini ostenta come un trofeo questi naufraghi dimenticando che la chiusura dei porti, da lui tanto millantata, in realtà non esiste: anche in questi giorni continuano a sbarcare migranti, come ricorda lo stesso sindaco di Lampedusa. Inoltre, il Dl Sicurezza bis recentemente approvato dal suo Governo prevede che la decisione sulla chiusura dei porti debba essere presa di concerto tra il ministro dell'Interno, il ministro della Difesa e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, informando il presidente del Consiglio. Per tutti questi motivi, mentre una delegazione di parlamentari del Partito Democratico si appresta a raggiungere Lampedusa, le chiedo un incontro urgente per discutere delle politiche sul tema dell'immigrazione e della gestione dei flussi. Credo siano temi da affrontare in maniera seria, responsabile e istituzionale evitando di offrire al Paese questo osceno teatrino indegno per un Paese civile".

26 giugno 14:28

 

Carola Rackete, capitana della Sea Watch 3, ha annunciato la decisione di fare ingresso nelle acque territoriale italiane, violando le indicazioni del Viminale (diramate d’Intesa col ministero dei Trasporti e della Difesa). Dopo la decisione della Corte Europea e stante l’immobilismo della politica europea, dunque, la capitana della nave ha deciso di provare a entrare nel porto di Lampedusa. “So cosa rischio, ma le persone a bordo sono allo stremo”, ha spiegato Rackete, ricordando le conseguenze immediate dell’ingresso della Sea Watch 3 nelle acque territoriali italiane, ovvero la confisca della nave e una denuncia nei suoi confronti. Con un tweet, poco dopo, la Sea Watch conferma di essere entrata nelle acque italiane:

La colpa: essere stati soccorsi da una Ong. La punizione: friggere sul ponte di una nave per settimane. Rifiutati e abbandonati dall'Europa. Intanto sono più di 200 le persone sbarcate nei giorni scorsi a Lampedusa. Basta, siamo entrati.

Ricordiamo che la Corte Europea non aveva accolto il reclamo urgente della ONG, confermando però di contare “sulle autorità italiane affinché continuino a fornire l'assistenza necessaria alle persone a bordo di Sea Watch 3, che sono vulnerabili a causa della loro età o delle loro condizioni di salute". Per 14 giorni, invece, il governo si è praticamente disinteressato del destino delle 42 persone ancora a bordo (11 sono state evacuate per urgenti ragioni mediche), lasciando che la nave stazionasse al limite delle acque territoriali italiane.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha sempre ribadito la propria contrarietà all’arrivo in Italia della nave della ONG (“la Sea Watch 3 è una nave olandese di proprietà di una ong tedesca, il problema quindi non è nostro”), ha commentato immediatamente in diretta Facebook: “L’Italia non può essere punto d’approdo per i complici dei trafficanti. Io questa autorizzazione allo sbarco non la do e non la darò mai, nessuno pensi di poter fare i porci comodi suoi per fregarsene delle leggi di uno Stato. Il governo olandese e quello tedesco ne risponderanno, perché io sono stufo e parlo a nome di 60 milioni di italiani. Siamo stanchi e chiediamo dignità e rispetto”.

Diverso l'approccio dell'opposizione, con Matteo Orfini, del Partito Democratico, che anticipa la partenza per Lampedusa di una delegazione del partito:

Guardia di finanza verso la Sea Watch

La Guardia di finanza si è diretta verso la Sea Watch 3, dopo che l'imbarcazione ha deciso di forzare il blocco e di entrare nelle acque italiane per far sbarcare i 42 migranti a Lampedusa. A riportarlo è l'Agi, spiegando che a confermarlo sono le stesse fiamme gialle che, inoltre, intendono intimare l'alt alla nave della Ong che è ormai da quasi due settimane in mare con a bordo le persone soccorse. La Guardia di finanza avrebbe ribadito l'alt alla nave che però non si è fermata e avrebbe continuato la sua rotta in direzione di Lampedusa.