
Guerra tra Iran, Usa e Israele: Israele ha colpito veicolo italiano Unifil in Libano, fa sapere il Ministro Tajani: convocato l'ambasciatore di Israele. Meloni: "Irresponsabili". Il presidente USA Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum per l'Iran, la cui deadline era fissata a questa notte. La tregua sembra già compromessa: dopo gli attacchi di Israele in Libano, l'Iran ha subito chiuso lo Stretto di Hormuz. Netanyahu specifica: "Il cessate il fuoco non vale per il Libano", ma l'Iran minaccia: "Israele si fermi in Libano o ci saranno conseguenze".Crolla il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari a barile. Negoziati da venerdì a Islamabad.
Pasdaran: "Abbiamo ancora il dito sul grilletto"
I Pasdaran iraniani affermano di avere ancora "il dito sul grilletto" nel caso in cui Stati Uniti e Israele non mantengano le promesse. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran ha dichiarato di aver “ascoltato gli ordini” della Guida Suprema Mojtaba Khamenei ma "il nemico è sempre stato ingannevole e non abbiamo fiducia nelle sue promesse; risponderemo a ogni aggressione con un livello superiore", le parole riportate da Al Jazeera.
Trump: "Lavoreremo con Teheran su sanzioni e uranio arricchito"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a meno di 24 ore dal post in cui minacciava di cancellare la civiltà persiana, ha cambiato completamente tono in un nuovo messaggio che segue l'annuncio di un cessate il fuoco di due settimane con l'Iran, annunciando di aver concordato molti punti di un ipotetico piano di pace con Teheran. "Gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con l'Iran, che, secondo le nostre valutazioni, ha attraversato un processo di regime change che si rivelerà molto produttivo", ha scritto Trump su Truth Social, assicurando che "non ci sarà alcun arricchimento dell'uranio" da parte della Repubblica islamica. Il presidente statunitense ha quindi fatto implicito riferimento agli oltre 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60% che l'Iran ancora possiede, sottolineando che il sito colpito dai bombardieri B-2 lo scorso giugno è "da tempo sottoposto a una sorveglianza satellitare molto rigorosa" e "nulla è stato toccato dalla data dell'attacco". "Stiamo discutendo, e continueremo a discutere, con l'Iran in merito all'alleviamento dei dazi e delle sanzioni", ha aggiunto, precisando infine – in riferimento a un possibile piano di pace – che "molti dei 15 punti sono già stati concordati".
Unicef: "In Iran impedita assistenza sanitaria essenziale a 2,2 milioni di bambini"
I danni subiti da 442 strutture sanitarie in Iran stanno impedendo l’accesso all’assistenza sanitaria essenziale a circa 10 milioni di persone, tra cui 2,2 milioni di bambini. Lo afferma l'Unicef aggiungendo che oltre 760 scuole sono state distrutte o danneggiate.
“I bambini – sottolinea – sono esposti a pericoli fisici e stress psicologico, ma anche ad attacchi e minacce crescenti alle infrastrutture da cui dipende la loro sopravvivenza. In tutto l’Iran, i bambini stanno già subendo le conseguenze più dure del conflitto. L’impatto cumulativo degli attacchi in corso, dell’instabilità e dell’interruzione dei servizi essenziali sta compromettendo la loro sicurezza immediata, nonché la loro salute, il loro sviluppo e il loro benessere a lungo termine".
Trump: "Dazi al 50% su tutte le merci a chi vende armi a Teheran"
"A qualsiasi Paese che fornisca armamenti all'Iran verranno applicati immediatamente dazi al 50% su tutte le merci vendute agli Stati Uniti, con effetto immediato". Scrive così in un nuovo post su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aggiungendo che "non ci saranno eccezioni né esenzioni" dopo l'annunciato accordo per una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran.
Iran rivendica raid su Kuwait ed Emirati: "Risposta a un loro attacco"
L'Iran ha rivendicato di aver colpito installazioni petrolifere in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti, come denunciato dai Paesi interessati nelle ultime ore, giustificando l'azione come una risposta a un precedente loro attacco condotto stamattina in violazione della tregua annunciata da Teheran e da Washington dopo 40 giorni di guerra. Lo riporta la tv di Stato iraniana, citata dai media britannici. L'attacco attribuito dall'Iran ai due Stati del Golfo risulta aver preso di mira impianti petroliferi iraniani sull'isola di Lavan.
Pasdaran: "Non ci fidiamo delle promesse USA"
I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani hanno affermato di "non avere fiducia" nelle promesse USA, dopo la tregua di due settimane raggiunta.
Pasdaran: "Arrestate due spie del Mossad nel nord dell'Iran"
In un comunicato riportato dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, i Pasdaran annunciano che "due spie del Mossad sono state arrestate nella provincia settentrionale di Semnan". "A partire dalla guerra dei dodici giorni" – si legge nella nota – "questi agenti hanno mantenuto contatti costanti con i servizi segreti israeliani, inviando informazioni su luoghi strategici attraverso le reti televisive dissidenti". Secondo il procuratore del Khorasan, Javad Ilali, nella provincia sono stati arrestati "sei mercenari del nemico statunitense-israeliano", con l'accusa di "aver intrattenuto contatti con i media d'opposizione, inviando loro video e immagini da postazioni militari" destinati successivamente "ai servizi di intelligence di paesi ostili", ha aggiunto.
Erdogan: "Non ci sia spazio per sabotaggi del cessate il fuoco"
"Ci auguriamo che il cessate il fuoco sarà pienamente messo in pratica sul campo senza dare alcuno spazio a possibili provocazioni e sabotaggi". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, esprimendo soddisfazione per la tregua temporanea tra Stati Uniti, Israele e Iran, riferisce Anadolu.
Hezbollah agli sfollati in Libano: "Aspettate il cessate il fuoco prima di tornare a casa"
Gli Hezbollah libanesi hanno invitato la popolazione sfollata a non rientrare per il momento nei villaggi e nelle aree colpite nel sud del Libano, nella Bekaa e nella periferia sud di Beirut, in attesa di un annuncio ufficiale definitivo del cessate il fuoco. Lo afferma il Partito di Dio in un comunicato diffuso nelle ultime ore. Il movimento sciita ha chiesto "pazienza, fermezza e attesa", avvertendo del rischio di possibili attacchi da parte di Israele prima della formalizzazione della tregua. Nel testo si sostiene che Israele potrebbe tentare "azioni di inganno" per modificare la percezione dell'esito del confronto sul terreno. Hezbollah ha quindi assicurato che i civili potranno tornare "presto" nelle proprie case "a testa alta".
Germania chiede a Israele di limitarsi a autodifesa contro Hezbollah
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha esortato il suo omologo israeliano Gideon Saar "a limitarsi alla necessaria autodifesa contro Hezbollah e a non andare oltre". Lo ha riferito un portavoce del ministero degli Esteri tedesco. L'obiettivo, ha spiegato, deve essere quello di negoziare una fine duratura della guerra nei prossimi giorni.
Ankara: "Ora parti rispettino accordo"
Il Ministero degli Esteri turco ha accolto con favore il cessate il fuoco temporaneo dichiarato nella notte e che sospende il conflitto tra Usa-Israele e Iran e restituisce spazio a un negoziato. In una nota ufficiale Ankara ha sottolineato la necessità che la tregua venga pienamente attuata sul terreno, esortando tutte le parti a rispettare l'accordo raggiunto e congratulandosi al contempo con il Pakistan per il ruolo svolto nel processo.
"Accogliamo con favore il cessate il fuoco temporaneo dichiarato nel conflitto nella regione. Sottolineiamo che tale cessate il fuoco deve essere pienamente applicato sul campo e auspichiamo che tutte le parti rispettino l'intesa raggiunta", si legge nel comunicato. Il ministero ha quindi delineato la visione di Ankara per la fase successiva alla tregua, evidenziando che "la strada verso una pace duratura sara' possibile solo attraverso il dialogo, la diplomazia e la fiducia reciproca". Ha inoltre assicurato che la Turchia continuera' a fornire "ogni tipo di sostegno affinche' i negoziati a Islamabad si concludano con successo". Infine, il Ministero degli Esteri ha espresso apprezzamento per il contributo di Islamabad: "Ci congratuliamo con il fratello Pakistan per il ruolo assunto in questo processo e auspichiamo la prosecuzione di tutte le iniziative che contribuiscono alla pace", conclude la nota.
Teheran: "Impianto petrolifero attaccato sull'isola di Lavan dopo annuncio tregua"
L'Iran ha dichiarato che un impianto di raffinazione di petrolio è stato attaccato questa mattina sull'isola di Lavan, poche ore dopo la dichiarazione del cessate il fuoco. In precedenza, l'agenzia di stampa iraniana Mehr aveva riferito che esplosioni di "origine sconosciuta" si erano verificate questa mattina sull'isola di Sirri e presso la raffineria sull'isola di Lavan. Lo stesso comunicato affermava che "qualsiasi aggressione contro il Paese riceverà una risposta spiacevole".
Cremlino: "Cessate il fuoco è decisione molto importante"
Il Cremlino accoglie con favore il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Lo ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov citato da Interfax. "Alla luce delle dichiarazioni piuttosto dure di ieri da parte di diverse fazioni, che hanno suscitato non poco scalpore nel mondo, siamo lieti di aver ricevuto la notizia del cessate il fuoco e accogliamo con favore la decisione di non proseguire sulla strada dell'escalation armata, né tantomeno di colpire obiettivi civili o infrastrutture economiche iraniane", ha affermato, definendo la decisione "molto importante".
Emirati: "Difese aeree affrontano attacchi di missili e droni dall'Iran"
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente affrontando attacchi di missili e droni in arrivo dall'Iran. Lo rende noto il ministero della Difesa emiratino in un post su X, confermando che "i suoni uditi in aree sparse del Paese sono il risultato dell'intervento dei sistemi di difesa aerea contro missili balistici, missili da crociera e droni". In precedenza, il ministero dell'Interno aveva riferito che i sistemi di difesa aerea stavano "gestendo una minaccia missilistica", esortando i cittadini a rimanere in un posto sicuro e a rispettare gli avvertimenti delle autorità. Notizie di raid arrivano anche dal Kuwait.
Vance: "Con l'Iran raggiunta tregua fragile, ora negoziare in buona fede"
"Gli iraniani hanno accettato di riaprire Hormuz, gli Stati Uniti hanno accettato di fermare gli attacchi. Questa è la base della tregua fragile che abbiamo ora". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, al Mathias Corvinus Collegium (Mcc) di Budapest, think tank vicino al governo di Viktor Orban. "Come mi ha detto il presidente ieri sera, gli iraniani sono negoziatori migliori di quanto siano combattenti. So che non gradiranno sentirlo, ma è vero", ha aggiunto. Trump "è impaziente di ottenere risultati e ci ha chiesto di negoziare in buona fede".
Kuwait: "Contro di noi intensa ondata di attacchi"
Il Kuwait ha segnalato mercoledì attacchi iraniani in corso dalle 8 del mattino ora locale, che hanno danneggiato centrali elettriche e impianti di desalinizzazione, nonché infrastrutture petrolifere, poche ore dopo l'entrata in vigore della tregua tra Iran e Stati Uniti."Dalle 8:00 di oggi (le 7:00 in Italia), la difesa aerea kuwaitiana è stata impegnata in un'intensa ondata di attacchi ostili iraniani, con 28 droni diretti contro lo Stato del Kuwait", ha dichiarato l'esercito kuwaitiano in un comunicato stampa. Ha aggiunto di aver "intercettato un gran numero di questi droni ostili", ma che gli attacchi hanno causato "danni materiali significativi a infrastrutture petrolifere, centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell'acqua".
Colloquio Iran-Pakistan: "Confermata presenza Teheran ai negoziati di venerdì"
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha confermato che la Repubblica islamica parteciperà ai negoziati attesi venerdì a Islamabad nel corso di un colloquio telefonico con il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. Secondo una nota diffusa dal governo di Islamabad, che ha avuto un ruolo chiave nel raggiungimento del cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, nel corso della conversazione "cordiale" durata oltre 45 minuti, Sharif ha espresso il suo "profondo apprezzamento per la saggezza e la lungimiranza" dimostrata dalla leadership iraniana nell'aver accettato il cessate il fuoco e la proposta di ospitare i negoziati a Islamabad. Pezeshkian, dal canto suo, ha ringraziato il primo ministro e ha apprezzato gli sforzi della leadership pakistana che hanno portato alla tregua temporanea. Entrambi i leader hanno concordato di rimanere in stretto contatto.
Pasdaran: "Navi possono attraversare Hormuz solo con nostro ok"
Nonostante il cessate il fuoco, la Marina iraniana ha avvertito le navi ancorate vicino a Hormuz che resta necessario ottenere l'autorizzazione di Teheran per attraversare lo stretto. "È necessario ricevere il permesso dalla Marina dei Pasdaran per attraversare lo stretto. Qualsiasi nave che tenti il passaggio senza autorizzazione sarà distrutta", si sente in una comunicazione radio diffusa alle imbarcazioni e condivisa con il Wall Street Journal da uno dei membri degli equipaggi.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver accettato una tregua di due settimane con l'Iran a condizione di una riapertura "completa, immediata e sicura" di Hormuz. Teheran, tuttavia, ha lasciato intendere di voler continuare a esercitare la propria influenza sulla rotta marittima.
Due navi attraversano lo Stretto di Hormuz, le prime dopo l'accordo
Due navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz, le prime dall'annuncio della tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, ha reso noto il sito per il tracciamento del traffico marittimo MarineTraffic. La nave cargo NJ Earth, di proprietà di un armatore greco, è passata dallo Stretto dalle 10.44 di questa mattina (ora italiana), e la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata prima, alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas.
Vance: "La tregua è fragile e Trump vuole progressi"
Il cessate il fuoco in Iran è "fragile" e Trump è "desideroso di fare progressi". Lo ha detto il vicepresidente Usa, JD Vance.
Presidente iraniano Pezeshkian: "Cessate il fuoco rispetta i nostri principi"
"Il cessate il fuoco, con l'accettazione dei principi generali auspicati dall'Iran, è stato il frutto del sangue del nostro grande leader martire Khamenei e il risultato della presenza di tutto il popolo sulla scena. Da oggi in poi, resteremo uniti. Sia nel campo della diplomazia, sia in quello della difesa, sia nelle strade, sia nell'ambito dell'erogazione dei servizi". Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato in un post su X.
Russia: "Ora negoziati diretti Washington-Teheran"
La Russia auspica che a breve si possano stabilire contatti diretti tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, secondo quanto riporta Ria Novosti. "Ci auguriamo che, come riportato dai media, nei prossimi giorni si svolgano contatti diretti tra le delegazioni iraniana e americana, che consentano la prosecuzione di colloqui pacifici e permettano a ciascuna parte di difendere i propri interessi non attraverso l'intervento armato, ma al tavolo delle trattative", ha detto Peskov. Il primo colloquio diretto è previsto per venerdì prossimo a Islamabad. A guidare la delegazione Usa sarà il vicepresidente JD Vance.
Oman: "Non applicheremo tariffe per il transito a Hormuz"
Il ministro dei Trasporti dell'Oman, Said al-Maawali, ha dichiarato che il Paese non applicherà tariffe per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. "La posizione dell'Oman riguardo allo stretto è chiara: ha firmato tutti i pertinenti accordi internazionali sul trasporto marittimo e, in base a tali accordi, non possono essere imposte tariffe". Secondo il ministro, molti Paesi non hanno firmato questi accordi, tra cui l'Iran, creando così un "vuoto giuridico". Il ministero degli Esteri è attualmente impegnato in discussioni sulla questione e "spera in un esito positivo".
Kurdistan iracheno auspica che cessate il fuoco sia rispettato
Il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Neshirvan Barzani, ha accolto con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato tra Washington e Teheran, esprimendo la speranza che venga rispettato "in buona fede". Questo accordo "rappresenta un passo importante verso la de-escalation, la protezione dei civili e il ripristino di un dialogo costruttivo", ha scritto su X, aggiungendo di sperare che "tutte le parti rispettino questo impegno in buona fede e lavorino per una pace duratura" nella regione.
Fonti: "Navi si preparano a passare Hormuz ma attendono dettagli tregua"
Le 800 navi bloccate da giorni nel Golfo Persico si stanno preparando a riprendere le operazioni e a transitare per lo stretto di Hormuz ma sono ancora in attesa dei dettagli sulla tregua fra Iran e Usa. Come hanno spiegato diverse compagnie di navigazioni e fonti del settore a Lloydslist da questa mattina molti stanno valutando la ripresa delle operazioni dando precedenza a quelle navi già cariche. Non è ancora chiaro, spiegano le fonti, se dovranno seguire i protocolli di sicurezza e pedaggio imposti dall'Iran negli ultimi giorni. Attualmente ogni richiesta deve essere valutata caso per caso anche in base alla nazionalità della nave, del carico e della destinazione finale al termine della quale le guardie rivoluzionarie indicano la rotta da seguire e spesso accompagnano il transito con le loro imbarcazioni veloci.
Chi ha vinto e chi ha perso la guerra tra Iran, USA e Israele
Con l’annuncio di una tregua di due settimane e l’avvio di colloqui diretti a Islamabad a partire da venerdì 10 aprile, si archivia per il momento una delle guerre più costose e sanguinose di sempre. Ma chi ha vinto tra Iran e USA alla luce delle notizie trapelate nelle ultime ore? L'analisi.
Macron: "15 Paesi mobilitati per la ripresa del traffico a Hormuz"
"Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l'attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l'Iran per facilitare la ripresa del traffico". Così il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo. Lo riporta Reuters sul sito.
Lavrov: "Mosca desidera un Medio Oriente in pace"
La Russia desidera che in Medio Oriente prevalga la pace, basata su un equilibrio tra gli interessi degli Stati dell'area. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. "La situazione geopolitica sta cambiando e, in ogni circostanza, desideriamo, naturalmente, un Medio Oriente pacificato basato su un equilibrio di interessi di tutti i Paesi della regione, senza eccezioni, sia dell'Iran che di tutti i suoi vicini", ha dichiarato Lavrov, citato dall'agenzia Tass.
Il viaggio negato del Nunzio Apostolico nel sud del Libano: "Droni e missili ovunque"
Il racconto dal convoglio della Caritas e del Nunzio Apostolico diretto a Debel, bloccato dall’escalation tra Israele e Hezbollah. Dopo il ferimento di un casco blu dell’Unifil e ore sotto il tiro di droni e missili, la missione è fallita: “La popolazione è isolata e senza viveri, i villaggi cristiani rischiano di svuotarsi per sempre”.
Trump: "L'accordo è buono ma se non funziona torniamo in guerra"
In una conversazione telefonica con Sky News poche ore dopo aver annunciato il cessate il fuoco con l'Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sottolineato che gli Usa hanno raggiunto "tutto ciò che volevamo fare militarmente" in Iran e che si tratta di "una vittoria completa da questo punto di vista e da ogni altro". Trump ha inoltre affermato di ritenere l'accordo "buono", ma ha aggiunto che se non dovesse risultare efficace gli Stati Uniti sarebbero pronti a tornare in guerra: "Ci torneremmo subito, con estrema facilità", ha affermato.