
Guerra tra Iran, Usa e Israele: Israele ha colpito veicolo italiano Unifil in Libano, fa sapere il Ministro Tajani: convocato l'ambasciatore di Israele. Meloni: "Irresponsabili". Il presidente USA Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum per l'Iran, la cui deadline era fissata a questa notte. La tregua sembra già compromessa: dopo gli attacchi di Israele in Libano, l'Iran ha subito chiuso lo Stretto di Hormuz. Netanyahu specifica: "Il cessate il fuoco non vale per il Libano", ma l'Iran minaccia: "Israele si fermi in Libano o ci saranno conseguenze".Crolla il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari a barile. Negoziati da venerdì a Islamabad.
Vance: "La tregua è fragile e Trump vuole progressi"
Il cessate il fuoco in Iran è "fragile" e Trump è "desideroso di fare progressi". Lo ha detto il vicepresidente Usa, JD Vance.
Presidente iraniano Pezeshkian: "Cessate il fuoco rispetta i nostri principi"
"Il cessate il fuoco, con l'accettazione dei principi generali auspicati dall'Iran, è stato il frutto del sangue del nostro grande leader martire Khamenei e il risultato della presenza di tutto il popolo sulla scena. Da oggi in poi, resteremo uniti. Sia nel campo della diplomazia, sia in quello della difesa, sia nelle strade, sia nell'ambito dell'erogazione dei servizi". Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato in un post su X.
Russia: "Ora negoziati diretti Washington-Teheran"
La Russia auspica che a breve si possano stabilire contatti diretti tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, secondo quanto riporta Ria Novosti. "Ci auguriamo che, come riportato dai media, nei prossimi giorni si svolgano contatti diretti tra le delegazioni iraniana e americana, che consentano la prosecuzione di colloqui pacifici e permettano a ciascuna parte di difendere i propri interessi non attraverso l'intervento armato, ma al tavolo delle trattative", ha detto Peskov. Il primo colloquio diretto è previsto per venerdì prossimo a Islamabad. A guidare la delegazione Usa sarà il vicepresidente JD Vance.
Oman: "Non applicheremo tariffe per il transito a Hormuz"
Il ministro dei Trasporti dell'Oman, Said al-Maawali, ha dichiarato che il Paese non applicherà tariffe per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. "La posizione dell'Oman riguardo allo stretto è chiara: ha firmato tutti i pertinenti accordi internazionali sul trasporto marittimo e, in base a tali accordi, non possono essere imposte tariffe". Secondo il ministro, molti Paesi non hanno firmato questi accordi, tra cui l'Iran, creando così un "vuoto giuridico". Il ministero degli Esteri è attualmente impegnato in discussioni sulla questione e "spera in un esito positivo".
Kurdistan iracheno auspica che cessate il fuoco sia rispettato
Il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Neshirvan Barzani, ha accolto con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato tra Washington e Teheran, esprimendo la speranza che venga rispettato "in buona fede". Questo accordo "rappresenta un passo importante verso la de-escalation, la protezione dei civili e il ripristino di un dialogo costruttivo", ha scritto su X, aggiungendo di sperare che "tutte le parti rispettino questo impegno in buona fede e lavorino per una pace duratura" nella regione.
Fonti: "Navi si preparano a passare Hormuz ma attendono dettagli tregua"
Le 800 navi bloccate da giorni nel Golfo Persico si stanno preparando a riprendere le operazioni e a transitare per lo stretto di Hormuz ma sono ancora in attesa dei dettagli sulla tregua fra Iran e Usa. Come hanno spiegato diverse compagnie di navigazioni e fonti del settore a Lloydslist da questa mattina molti stanno valutando la ripresa delle operazioni dando precedenza a quelle navi già cariche. Non è ancora chiaro, spiegano le fonti, se dovranno seguire i protocolli di sicurezza e pedaggio imposti dall'Iran negli ultimi giorni. Attualmente ogni richiesta deve essere valutata caso per caso anche in base alla nazionalità della nave, del carico e della destinazione finale al termine della quale le guardie rivoluzionarie indicano la rotta da seguire e spesso accompagnano il transito con le loro imbarcazioni veloci.
Chi ha vinto e chi ha perso la guerra tra Iran, USA e Israele
Con l’annuncio di una tregua di due settimane e l’avvio di colloqui diretti a Islamabad a partire da venerdì 10 aprile, si archivia per il momento una delle guerre più costose e sanguinose di sempre. Ma chi ha vinto tra Iran e USA alla luce delle notizie trapelate nelle ultime ore? L'analisi.
Macron: "15 Paesi mobilitati per la ripresa del traffico a Hormuz"
"Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l'attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l'Iran per facilitare la ripresa del traffico". Così il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo. Lo riporta Reuters sul sito.
Lavrov: "Mosca desidera un Medio Oriente in pace"
La Russia desidera che in Medio Oriente prevalga la pace, basata su un equilibrio tra gli interessi degli Stati dell'area. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. "La situazione geopolitica sta cambiando e, in ogni circostanza, desideriamo, naturalmente, un Medio Oriente pacificato basato su un equilibrio di interessi di tutti i Paesi della regione, senza eccezioni, sia dell'Iran che di tutti i suoi vicini", ha dichiarato Lavrov, citato dall'agenzia Tass.
Il viaggio negato del Nunzio Apostolico nel sud del Libano: "Droni e missili ovunque"
Il racconto dal convoglio della Caritas e del Nunzio Apostolico diretto a Debel, bloccato dall’escalation tra Israele e Hezbollah. Dopo il ferimento di un casco blu dell’Unifil e ore sotto il tiro di droni e missili, la missione è fallita: “La popolazione è isolata e senza viveri, i villaggi cristiani rischiano di svuotarsi per sempre”.
Trump: "L'accordo è buono ma se non funziona torniamo in guerra"
In una conversazione telefonica con Sky News poche ore dopo aver annunciato il cessate il fuoco con l'Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sottolineato che gli Usa hanno raggiunto "tutto ciò che volevamo fare militarmente" in Iran e che si tratta di "una vittoria completa da questo punto di vista e da ogni altro". Trump ha inoltre affermato di ritenere l'accordo "buono", ma ha aggiunto che se non dovesse risultare efficace gli Stati Uniti sarebbero pronti a tornare in guerra: "Ci torneremmo subito, con estrema facilità", ha affermato.
Papa Leone XIV: "Accolgo con soddisfazione l'annuncio della tregua"
"Accolgo con soddisfazione l'annuncio di un tregua immediata di due settimane". Lo ha detto il Papa all'udienza generale parlando dell'intesa raggiunta tra Usa e Iran.
Zelensky: "Tregua decisione giusta, bene passo diplomatico Usa"
"Il cessate il fuoco" in Iran "è la decisione giusta che porterà alla fine della guerra. Significa salvare vite umane, evitare la distruzione di città e villaggi, consentire alle centrali elettriche e alle altre infrastrutture di funzionare normalmente e, di conseguenza, offre il tempo e le condizioni necessarie affinché la diplomazia possa dare i suoi frutti". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Diversi paesi – dice – sono stati coinvolti nel processo negoziale ed è importante che gli Stati Uniti abbiano compiuto questo passo diplomatico". È "altrettanto fondamentale – ricorda il leader ucraino – proteggere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Anche la determinazione su questo tema ha un significato globale. La situazione in questa regione ha un impatto globale: qualsiasi minaccia alla sicurezza e alla stabilità in Medio Oriente e nel Golfo amplifica le sfide per l’economia e il costo della vita in ogni paese".
Mosca: "Sconfitto l'approccio dell'attacco militare all'Iran"
L'approccio degli Usa e Israele di un "attacco non provocato" contro l'Iran ha subito una "schiacciante sconfitta". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. In un'intervista a Radio Sputnik ripresa dalla Tass, la portavoce ha sottolineato che la Russia "fin dall'inizio ha affermato che questa aggressione doveva essere subito fermata", che "non c'è una soluzione militare" in Medio Oriente e che è invece necessario perseguire una "soluzione politica e diplomatica" basata su un processo negoziale.
Consiglio supremo Iran: "Raggiunta la vittoria ma non è ancora finita"
"Ci congratuliamo con tutto il popolo iraniano per questa vittoria e sottolineiamo che, fino a quando non saranno definiti i dettagli di questa vittoria, è ancora necessaria perseveranza e prudenza da parte delle autorità e il mantenimento dell'unità e della solidarietà del popolo iraniano". Così il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Fars.
Madrid: "Inaccettabile che Israele prosegua invasione Libano dopo accordo tregua con Usa"
La Spagna giudica "inaccettabile" il proseguimento dell'invasione del Libano da parte delle forze israeliane dopo il raggiungimento di un accordo per una tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran. "Devono essere chiusi tutti i fronti e tutti i fronti significa anche il Libano. E' inaccettabile che prosegua la guerra di Israele, l'invasione di Israele di un Paese sovrano come il Libano", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Jose Manuel Albares, citato da Rne. Il Premier Pedro Sanchez ha accolto positivamente il cessate il fuoco come "una notizia positiva" pur precisando che la Spagna "non intende applaudire a chi ha innescato l'incendio del mondo solo perché si presentano con un secchio d'acqua".
Netblocks: "Blackout internet in Iran in corso da 40 giorni"
"Il blackout di Internet è entrato nel suo quarantesimo giorno dopo 936 ore di disconnessione quasi totale dal mondo esterno". Lo riporta l'osservatorio della rete Netblocks. "La censura imposta in tempo di guerra continua anche se i regimi statunitense e iraniano dichiarano entrambi la vittoria, lasciando ancora una volta il popolo iraniano all'oscuro", scrive in un messaggio su X.
Turchia: "Tutte le parti rispettino accordo raggiunto"
La Turchia ha esortato oggi "tutte le parti" a "rispettare l'accordo raggiunto" di cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. "Insistiamo affinché il cessate il fuoco temporaneo venga pienamente attuato sul campo e ci auguriamo che tutte le parti rispettino l'accordo raggiunto", ha dichiarato il ministero degli Esteri turco in un comunicato.
Cina: "Continueremo a lavorare per la pace nella regione"
La Cina continuerà a lavorare per la pace in Medio Oriente. Lo ha detto la portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning annunciando che Pechino "accoglie con favore l'annuncio da parte delle parti interessate del raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco" tra Stati Uniti e Iran.
Governo iracheno accoglie con favore cessate il fuoco USA-Iran
Il governo dell'Iraq ha accolto con favore il cessate il fuoco annunciato tra Stati Uniti e Iran, considerandolo "un'opportunità per allentare le tensioni regionali e rafforzare la stabilità". In un comunicato, il ministero degli Esteri ha elogiato gli sforzi compiuti per contenere le crisi e promuovere il dialogo e la diplomazia, sottolineando la necessita' di trasformare il cessate il fuoco in un processo politico più ampio e duraturo, ribadendo "l'importanza del pieno rispetto del cessate il fuoco e dell'astensione da qualsiasi pratica che possa riaccendere le tensioni". Baghdad ha evidenziato l'importanza del pieno rispetto della tregua, mettendo in guardia contro qualsiasi escalation che potrebbe riportare la regione nell'instabilità. Il governo iracheno ha auspicato di "consolidare questo passo positivo avviando percorsi di dialogo seri e duraturi che affrontino le cause profonde delle controversie e rafforzino la fiducia reciproca". In questo contesto, Baghdad ha ribadito il proprio impegno a proseguire con un approccio "diplomatico equilibrato" e a sostenere gli sforzi volti al raggiungimento della pace e della sicurezza regionali e internazionali per inaugurare "una nuova fase basata sulla fine della guerra, sul rispetto della sovranita' degli Stati, sul buon vicinato e sulla non ingerenza negli affari interni"
Egitto: "Usa danno una possibilità alla diplomazia"
L'Egitto ha accolto con favore il fatto che Washington stia "dando una possibilita' alla diplomazia" con l'Iran.
Esercito libanese a sfollati: "Non tornate ancora nel Sud"
L'esercito libanese ha messo in guardia la popolazione dal tornare nel sud del Paese oggi, dove l'esercito israeliano continua a lanciare attacchi, mentre Israele ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran non include il conflitto con Hezbollah. "Alla luce degli sviluppi regionali e delle notizie che circolano su un cessate il fuoco, (l'esercito) esorta i cittadini ad attendere prima di tornare nei villaggi e nelle città del sud e ad evitare di avvicinarsi alle aree in cui le forze di occupazione israeliane sono avanzate… poiché potrebbero esporsi ai continui attacchi israeliani", ha dichiarato l'esercito libanese in un comunicato.
Madrid: "Cessate il fuoco Usa con Iran passo necessario ma non definitivo"
"Tutti concordiamo che oggi è un giorno di speranza e allegria, perché dopo 40 giorni di guerra finalmente è arrivata un po' di luce. Ma si tratta di due settimane, non è molto tempo, le posizioni restano lontane". Lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, nel commentare l'accordo annunciato dal presidente statunitense Donald Trump per estendere di due settimane l'ultimatum all'Iran con lo stop temporaneo delle ostilità.
"Siamo ancora lontani dal raggiungere ciò che vogliamo, il cessate il fuoco è un passo necessario, ma non definitivo", ha rilevato Albares, che ha fatto appello alla comunità internazionale a fare pressione per "ottenere la fine dei bombardamenti" su Iran e il "lancio ingiustificato di missili e di droni" dal Paese degli Ayatollah in tutto il Medio Oriente.
Media: "Ghalibaf capo negoziatore Teheran, Vance guiderà delegazione Usa"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è stato nominato capo della delegazione che si incontrerà venerdì a Islamabad con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna, riferisce la Tass. Sempre secondo Isna, il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ricoprirà il ruolo di capo della delegazione per la parte americana.
Medvedev: "Conflitto in Iran solo sospeso, per la Ue proseguirà l'austerity"
Nel conflitto tra Stati Uniti e Iran ha trionfato il buon senso, ma la fiducia in esso è stata minata dalle dichiarazioni di Trump. Lo ha dichiarato l'ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. "Il conflitto tra Stati Uniti e Iran – scrive Medvedev sulla piattaforma di messaggistica Max – è stato sospeso. Come prevedibile, entrambe le parti hanno dichiarato vittoria. Chi ha vinto, dunque? Innanzitutto, il buon senso, la fiducia nel quale è stata gravemente minata dalle affermazioni della Casa Bianca sulla distruzione della civiltà iraniana in un solo giorno". Secondo Medvedev, inoltre, la presenza sullo scacchiere di Israele, che "non ha bisogno di un cessate il fuoco e non ha risolto i suoi problemi", rende la situazione estremamente incerta. "Pertanto, le pecore russofobiche europee dovranno vivere in austerità per molto tempo", conclude il vice segretario del Consiglio di Sicurezza.
Attacco a impianto gas negli Emirati: "3 feriti e stop produzione"
Tre persone sono rimaste ferite in un attacco notturno a un complesso gasiero negli Emirati Arabi Uniti. La produzione è stata sospesa.
Media: "L'Iraq ha riaperto lo spazio aereo"
L'Iraq ha riaperto il proprio spazio aereo, dopo la tregua nella guerra in Iran. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa nazionale del Paese.
Macron: "Cessate il fuoco è una cosa molto buona"
Il cessate il fuoco in Iran è una "cosa molto buona". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron durante il Consiglio di difesa e sicurezza convocato all'Eliseo questa mattina. "È con la negoziazione che possiamo apportare le garanzie di sicurezza necessarie alla stabilità in tutta la regione", ha affermato Macron. "Abbiamo dal primo giorno gli stessi obiettivi: non abbiamo cambiato e non cambieremo", ha poi detto il presidente. "Prima di tutto proteggere i nostri interessi e i nostri concittadini, poi essere al fianco dei nostri partner regionali che partecipano alla difesa dei loro territori" e infine "lavorare alla de-escalation", ha aggiunto Macron. Il presidente ha spiegato che nel corso del Consiglio verranno evocate le questioni dello Stretto di Hormuz e del Libano.
Unione Africana: "Impegno per de-escalation"
Il presidente della Commissione dell'Unione Africana (UA), Mahmoud Ali Youssouf, ha accolto con favore mercoledi' l'annuncio di un "cessate il fuoco immediato" tra Iran, Stati Uniti e i rispettivi alleati. In una dichiarazione rilasciata dal suo portavoce, Nuur Mohamud Sheekh, Youssouf ha affermato che si tratta di "un passo significativo" che riflette "una leadership lodevole e un impegno condiviso per la de-escalation". Il capo della Commissione ha sottolineato che questo cessate il fuoco rappresenta "un'opportunita' cruciale per alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite, sia direttamente che indirettamente". Il presidente ha esortato tutte le parti a "mantenere il dialogo e lo slancio verso una pace duratura e globale", riaffermando che la diplomazia, guidata dalla Carta delle Nazioni Unite, rimane "l'unica via percorribile per risolvere le crisi internazionali".
Fonti libanesi a Reuters: "Hezbollah ha fermato gli attacchi"
Hezbollah ha fermato gli attacchi nell'ambito del cessate-il-fuoco annunciato da Stati Uniti e Iran, malgrado la prosecuzione dei raid israeliani. Lo hanno detto alla Reuters tre fonti libanesi vicine al movimento libanese sostenuto dall'Iran, secondo cui Hezbollah dovrebbe rilasciare un comunicato per chiarire la propria posizione ufficiale in merito al cessate il fuoco e alle affermazioni del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo cui il Libano non sarebbe incluso nell'accordo.