
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, 31 marzo, in tempo reale. Teheran ha attaccato e incendiato la petroliera kuwaitiana Al-Salmi al largo di Dubai. Donald Trump ha risposto minacciando l'annientamento dei siti energetici iraniani se l'Iran non riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz. L'incidente ha fatto impennare il greggio sopra i 101 dollari, con i prezzi del carburante ancora in aumento.
Mentre Israele bombarda obiettivi militari a Teheran e Beirut, un missile balistico iraniano è stato abbattuto dai sistemi NATO nei cieli della Turchia. Il clima resta pesantissimo: migliaia di soldati dell'82ª Divisione Aviotrasportata USA stanno raggiungendo la regione, offrendo a Trump opzioni belliche anche all'interno del territorio iraniano.
Nonostante la pressione, la Casa Bianca punta a un accordo entro il 6 aprile, ma l'Iran liquida le proposte americane come "illogiche".
Il premier australiano a Trump: "Chiarisca. suoi obiettivi in Iran"
Il premier australiano, Anthony Albanese, nel suo più duro messaggio a un presidente Usa, ha sollecitato il presidente Donald Trump a mettere in chiaro i suoi obiettivi nella guerra all'Iran, mentre anche l'Australia continua ad affrontare il devastante impatto che il conflitto sta avendo sui prezzi globali del petrolio. "È chiaro che gli obiettivi chiave di Washington per entrare in guerra sono stati conseguiti", ha detto. "Vogliamo vedere maggiore certezza su quali sono quelli ancora da conseguire. E vogliamo vedere al più presto una de-escalation". "All'inizio del conflitto l'obiettivo principale era descritto solo come impedire all'Iran di acquisire un'arma nucleare, e chiaramente questo è stato ottenuto. In secondo luogo, degradare l'opportunità per l'Iran per entrare in azione militare sia apertamente, sia attraverso altri agenti per suo conto, Hezbollah, Hamas o gli Houthi", ha aggiunto. In uno sforzo per attutire l'impatto sui consumatori, Albanese ha avviato un piano nazionale di sicurezza dei carburanti, che include un taglio all'accisa e una riduzione dei pedaggi stradali.
Due navi portacontainer cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
Secondo i dati di Marine Traffic, due navi porta-container appartenenti al colosso cinese delle spedizioni Cosco hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz. La CSCL Indian Ocean ha attraversato lo stretto intorno alle 09:14 di lunedì, seguita dalla CSCL Arctic Ocean 27 minuti dopo, secondo il sito di tracciamento navale.
I Pasdaran: "Taglieremo le gambe agli invasori"
I Pasdaran hanno minacciato gravi conseguenze se le forze americane dovessero entrare in Iran. "I nemici sionisti-americani sconfitti della Repubblica Islamica dell'Iran devono sapere che la nazione consapevole e resiliente e i suoi fieri figli nelle forze armate hanno dimostrato che taglieranno le gambe a qualsiasi aggressore che entri nel loro paese e lo ridurranno alla rovina e all'umiliazione più totale", ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, a quanto riporta la Fars.
Colpita petroliera Kuwait a Dubai, evitato danno ambientale
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti stanno valutando i danni a seguito dell'attacco con droni condotto dall'Iran e che ha colpito la petroliera kuwaitiana al-Salmi che era ancorata nel porto di Dubai. La Kuwaiti Petroleum Company ha spiegato che la petroliera era a pieno carico. Si tratta di una nave enorme con una capacità di 2 miliardi di barili e in caso di fuoriuscita di petrolio, le conseguenze ambientali potrebbero essere catastrofiche.
Al momento, fanno sapere le squadre di intervento di Dubai, è stato contenuto con successo l'incidente senza che si verificasse alcuna perdita di petrolio. L'ufficio stampa di Dubai ha inoltre riferito che non si sono registrati feriti.
Sirene dall'allarme nell'area di Gerusalemme
Le sirene di allarme per il lancio di razzi e missili sono state attivate nell'area di Gerusalemme, nella Valle del Giordano, nella Shephelah, a Lachish, sul Mar Morto e in Giudea e Samaria, in seguito a un bombardamento missilistico proveniente dall'Iran. Lo riporta il sito di Ynet. La contraerea israeliana ha intercettato l'attacco e frammenti di missili sono caduti in aree aperte senza causare danni, né vittime come precisa il Magen David Adom.
Segnalate forte esplosioni a Teheran
"Forti esplosioni" sono state segnalate a Teheran, con successive interruzioni di corrente "in alcune zone" della capitale. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars, mentre l'agenzia Tasnim ha riferito di esplosioni nella parte orientale e occidentale di Teheran, nonché di interruzioni di corrente nella zona est. Tra gli obiettivi colpiti, una sottostazione di una centrale elettrica.
L'esercito israeliano aveva precedentemente avvertito i residenti di un quartiere di Teheran di rimanere in casa in previsione di un attacco contro "infrastrutture militari".
Usa colpiscono deposito munizioni a Isfahan: Trump pubblica video dell'attacco
Gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan, utilizzando un elevato numero di munizioni penetranti da 2mila libbre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. L'attacco è stato immortalato in un video privo di didascalia pubblicato dal presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth, in cui si vedono diverse esplosioni illuminare il cielo notturno.
Secondo quanto precisato dal funzionario, le forze americane hanno colpito oltre 11mila obiettivi durante il conflitto contro l'Iran, durato un mese. Le operazioni si sono concentrate prevalentemente su siti strategici con l'obiettivo di degradare le capacità offensive e le infrastrutture militari del Paese.
WSJ: Trump pronto a finire la guerra senza la riapertura di Hormuz
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all'operazione contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Lo riferisce il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare Hormuz avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite
Iran, guerra Usa-Israele: le ultime notizie in diretta del 31 marzo
Gli Stati Uniti colpiscono il cuore militare dell’Iran: un imponente deposito di munizioni a Isfahan è stato distrutto in un raid notturno. La conferma dell'operazione arriva indirettamente dallo stesso Donald Trump, che su Truth Social ha diffuso un video delle esplosioni che hanno illuminato il cielo iraniano. Mentre Teheran subisce attacchi alle infrastrutture elettriche, Gerusalemme è scossa dalle sirene e l’esercito israeliano conferma la perdita di quattro soldati in duri combattimenti nel sud del Libano.
Nonostante l’escalation, Trump starebbe valutando una via d'uscita strategica. Secondo fonti del Wall Street Journal, il Presidente sarebbe pronto a dichiarare conclusa l'offensiva entro il limite stabilito di sei settimane, anche qualora lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso. L'obiettivo della Casa Bianca è evitare che la missione si trasformi in un conflitto di lunga durata, andando oltre la tempistica prefissata.
Sul piano internazionale, però, il fronte occidentale si spacca: la Spagna ha assunto una posizione di netta distanza, negando agli Stati Uniti l'uso delle basi di Rota e Morón e chiudendo ufficialmente il proprio spazio aereo ai voli militari impegnati nell'operazione contro Teheran.
