
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, lunedì 13 aprile, in tempo reale. Dopo il fallimento dei negoziati tenutisi nel fine settimana a Islamabad, gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco di tutti i porti iraniani da oggi alle 16 ora italiana. La delegazione americana ha già lasciato il Pakistan. Intanto, Donald Trump attacca Leone XIV: "È un debole, pessimo sulla politica estera. Senza di me non sarebbe Papa". Prezzo petrolio sale ancora, Wti supera 104 dollari.
Per approfondire:
- Cosa succede dopo il fallimento dei primi colloqui tra Usa e Iran a Islamabad: scenari e conseguenze
- I negoziati di Islamabad tra Stati Uniti e Iran segneranno il futuro del medio oriente: l’analisi
- "La tregua in Iran non basta, i prezzi di energia e carburante non caleranno per mesi"
- L’ombra della Cina dietro il cessate il fuoco in Iran: Pechino vince anche senza mediare
Media Israele: "Razzo Hezbollah colpisce resti antica chiesa bizantina"
I resti di una chiesa bizantina risalente a circa 1.500 anni fa, nella città di Nahariya, nel nord di Israele sono stati colpiti da un razzo di Hezbollah venerdì sera. Lo ha confermato l'Autorità israeliana per le antichità al Times of Israel, dopo che la notizia era stata riportata per la prima volta dal sito israeliano Ynet. Il razzo ha colpito una struttura moderna inaugurata nel 2022 per preservare un imponente pavimento a mosaico di oltre 500 metri quadrati e renderlo accessibile al pubblico. Secondo quanto riportato dalle autorità culturali israeliane "il mosaico è stato coperto dai detriti della struttura moderna in cui era stato conservato, ma non ha subito danni". Il pavimento faceva parte di una chiesa distrutta durante l'invasione sasanide persiana del 614 d.C. e completamente rasa al suolo da un incendio. I colorati mosaici raffigurano scene di animali, piante e figure umane in varie situazioni. Le immagini scattate dall'Autorità israeliana per le antichità sul sito dopo l'attacco mostrano il pavimento ricoperto di polvere, pietre, piastrelle e mattoni rotti.
Media: "Greggio da Arabia Saudita a Cina dimezzato a maggio"
Le vendite di petrolio greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio a causa delle interruzioni dei flussi e dell'aumento dei prezzi provocati dalla guerra in Medio Oriente. Lo riporta Iran International citando operatori del settore sentiti da Bloomberg. Il più grande esportatore di petrolio al mondo dovrebbe spedire circa 20 milioni di barili ai suoi clienti in Cina il mese prossimo, a fronte dei circa 40 milioni di barili previsti per il carico ad aprile. Gli operatori hanno affermato che i volumi inferiori riflettono le perturbazioni del mercato legate al conflitto regionale, che ha influenzato le rotte di approvvigionamento e fatto aumentare i prezzi del greggio.
Iran: "Danni a 77 monumenti a Teheran da inizio guerra"
Sajjad Asghari, segretario del comitato che sovrintende alla protezione dei monumenti storici di Teheran, ha fornito un aggiornamento sui danni inflitti ai monumenti della capitale dall'inizio della guerra il 28 febbraio. Le sue dichiarazioni, citate dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, indicano che 77 edifici storici, palazzi e musei sono stati colpiti: il 90% dei danni è considerato di lieve entità, mentre il 10% è ritenuto grave.
Vescovi Usa: "Da Trump parole denigratore, Papa non è nemico"
I Vescovi statunitensi reagiscono all'attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV definendo "denigratorie" le parole con cui il Presidente ha apostrofato il Pontefice in un post su Truth. "Sono profondamente addolorato che il Presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie nei confronti del Santo Padre" ha scritto l'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, in una nota "Papa Leone non è un suo rivale, né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime".
Teheran: "Ripristinata a breve raffineria isola di Lavan"
L'Iran ripristinerà a breve la raffineria di petrolio sull'isola di Lavan, che era stata attaccata dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco. Lo ha dichiarato il viceministro del Petrolio Mohammad Sadegh Azimifar e lo riporta l'agenzia di stampa Tass. "Le squadre stanno attualmente lavorando per rimuovere le macerie e sostituire le attrezzature danneggiate. Riapriremo una parte della raffineria tra circa dieci giorni, e anche gli altri impianti torneranno gradualmente in funzione", ha affermato secondo quanto riportato dal canale televisivo Snn.
Ong: "1.639 esecuzioni nel 2025, il 68% in più rispetto al 2024"
Le autorità iraniane hanno giustiziato almeno 1.639 persone nel 2025, un numero mai registrato dal 1989. A riferirne sono state oggi due ONG: il numero delle esecuzioni è aumentato del 68% rispetto al 2024 e include 48 donne impiccate, secondo quanto riportato nel rapporto annuale congiunto dell'organizzazione norvegese Iran Human Rights (IHR) e dell'organizzazione parigina Ensemble contre la peine de mort (ECPM).
Se la Repubblica islamica "sopravviverà alla crisi attuale, esiste un serio rischio che le esecuzioni vengano utilizzate in modo ancora più massiccio come strumento di oppressione e repressione", avverte il rapporto.
Sanchez (Spagna) chiede a Cina "maggior coinvolgimento" per fine conflitto
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, che si trova in Cina in visita ufficiale, in un discorso pronunciato all'Università Tsinghua, ha chiesto alla Cina un "maggiore coinvolgimento", esigendo il rispetto del diritto internazionale e la fine dei conflitti in Ucraina, Libano e Iran. "La Cina sta facendo molto, e noi lo accogliamo con favore, ma può fare di più, pretendendo, come già fa, che il diritto internazionale venga rispettato e che cessino conflitti come quelli in Iran, Libano, Cisgiordania o Ucraina", ha detto il leader socialista, dopo che il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan si è concluso senza arrivare a un accordo. Sanchez ha quindi rimarcato la necessità di un maggiore coinvolgimento delle grandi potenze nella gestione e fornitura di beni pubblici per affrontare sfide come la lotta ai cambiamenti climatici, lo sviluppo di un'intelligenza artificiale responsabile, il controllo degli arsenali nucleari e l'eradicazione della povertà.
Media: "Trump valuta nuova ondata di attacchi mirati"
La Casa Bianca sta valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, oltre al blocco dello Stretto di Hormuz, come strategia per uscire dallo stallo nei colloqui di pace. Lo riporta il Wall Street Journal che cita fonti secondo cui una vera e propria campagna di bombardamenti resta l'opzione meno probabile. Trump potrebbe esercitare ulteriori pressioni sugli alleati affinché si assumano la responsabilità di una futura missione di scorta militare prolungata attraverso lo Stretto.
Dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, Trump ha trascorso gran parte della domenica nel suo resort a Doral, un sobborgo di Miami, intervenendo telefonicamente a una trasmissione di Fox News, giocando a golf e parlando con i suoi consiglieri. Secondo quanto riferito dai suoi collaboratori, Trump rimane aperto a una soluzione diplomatica, pur avendo promesso il blocco navale e minacciato nuovamente di colpire le infrastrutture iraniane.
Il gas decolla ad Amsterdam, +10,45% in avvio di seduta
Vero e proprio decollo in avvio di seduta per il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra Iran e Usa i contratti future sul mese di maggio segnano un rialzo del 10,45% a 48,2 euro al MWh.
Prezzo petrolio sale ancora, Wti supera 104 dollari
Prezzo del petrolio in deciso aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio passa di mano a 104,57 dollari con un avanzamento dell'8,28% mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 102,03 dollari con una crescita del 7,12%.
Ghalibaf: "Pesto gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone"
"Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all'ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l'Iran a Islamabad.
Iran, Trump: "Gli Usa bloccheranno i porti del paese oggi alle 10 (le 16 in Italia)"
"Gli Stati Uniti bloccheranno le navi in entrata o uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle 10 del mattino" ora di Washington, le 16 in Italia. Con queste parole il presidente americano Donald Trump ha comunicato sul suo social Truth l'avvio del blocco navale in Iran preannunciato ieri.
Trump: "Il cessate il fuoco con l'Iran regge, da lunedì blocco dei porti"
Il cessate il fuoco in Iran "sta reggendo bene". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington. Il presidente ha confermato quanto annunciato dal Comando centrale americano che il blocco navale nei porti iranian entrerà in vigore lunedì alle 10:00, le 16 in Italia, e che "ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio".
Cosa succede dopo il fallimento dei primi colloqui tra Usa e Iran a Islamabad
Fallito il primo incontro negoziale di Islamabad, la tensione USA-Iran si sposta in mare. Tra annunci di Trump e il controllo su Hormuz, il rischio escalation minaccia l'economia globale e la pace in Libano.
Capo marina Teheran: "Ridicole minacce di Trump su blocco Hormuz"
Le affermazioni del presidente americano Donald Trump, che vuole imporre un blocco allo stretto di Hormuz, sono "ridicole". Lo ha detto il capo della marina iraniana, dopo il fallimento dei negoziati tra le due parti. "Gli uomini coraggiosi della forza navale (…) sorvegliano e controllano tutti i movimenti" americani nella regione, ha dichiarato Shahram Irani, citato dalla televisione di stato iraniana. "Le minacce del presidente degli Stati Uniti di mettere in atto un blocco marittimo contro l'Iran (…) sono del tutto ridicole e divertenti", ha aggiunto.
Teheran: "Abbiamo leve inutilizzate per contrastare blocco di Hormuz"
Mohsen Rezaei, consigliere militare ed ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie, si è unito al coro di funzionari iraniani che hanno promesso di contrastare il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. In un post sul social X, Rezaei ha affermato che le forze armate del Paese dispongono di "importanti leve ancora inutilizzate" per contrastare un eventuale blocco di Hormuz. Ha aggiunto che l'Iran non si lascerà intimidire da "tweet e piani immaginari".
Esercitazioni congiunte di Usa, Filippine e Australia nel Mar cinese meridionale
Gli Stati Uniti e l'Australia si sono uniti alle Filippine per la seconda serie di esercitazioni marittime congiunte dal 2023 nel Mar cinese meridionale, dal 9 al 12 aprile, nello stesso lasso di tempo nel quale anche la Cina ha svolto quelli che ha definito pattugliamenti di routine, sempre nel Mar cinese meridionale. Lo riporta il sito di Reuters. Le esercitazioni congiunte di Manila, Canberra e Washington hanno visto la partecipazione di navi da guerra, aerei da combattimento e velivoli da sorveglianza in una serie di operazioni coordinate volte a rafforzare le capacità di difesa marittima, come hanno riferito le forze armate filippine.
Araghchi: "A un passo da accordo con Usa per fine guerra"
L'Iran è stato "a un passo" dal concludere un accordo per mettere fine al conflitto in Medio Oriente con gli Stati Uniti a Islamabad. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, attribuendo a Washington la responsabilità del fallimento dei negoziati. "Mentre eravamo a un passo dal protocollo d'intesa di Islamabad, ci siamo trovati di fronte a un irrigidimento totale, a richieste mutevoli e al blocco", ha affermato sul suo profilo X il giorno dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan, attribuito da Washington al rifiuto di Teheran di rinunciare alle sue ambizioni nucleari.
Trump: "Gli aviatori salvati da F-15 abbattuto stanno bene"
I due aviatori statunitensi salvati dopo l'abbattimento dell'F-15 in Iran, "stanno molto bene" e che gli Stati Uniti sono "molto orgogliosi di loro". Lo ha detto Donald Trump parlando ai giornalisti alla Joint Base Andrews in Maryland, dopo il suo ritorno dalla Florida. I due militari sono stati recuperati dopo che il loro F-15E. Strike Eagle era stato abbattuto il 3 aprile. Il pilota era stato ritrovato rapidamente, mentre l'altro membro dell'equipaggio era stato salvato dopo aver trascorso più di un giorno nascosto in Iran.
Trump: Non sono "un grande fan" di papa Leone XIV
Il presidente americano Donald Trump ha affermato di non essere "un grande fan" di papa Leone XIV, che il giorno prima aveva pronunciato un discorso molto duro contro la guerra, e si è lanciato in una violenta invettiva contro di lui sui social network. "Non sono un grande fan di papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta contro la criminalità", ha dichiarato Trump ai giornalisti alla base militare di Andrews, nel Maryland. Ha accusato il pontefice di "giocare con un Paese che vuole dotarsi dell'arma nucleare", riferendosi all'Iran. Poco dopo, il presidente americano ha pubblicato un lungo messaggio sul suo social Truth, accusando Leone XIV di sostenere il programma di armamento nucleare iraniano, di essersi opposto all'operazione militare americana in Venezuela a gennaio e di incontrare simpatizzanti dell'ex presidente democratico Barack Obama, tra le altre cose. "Non voglio un papa che critica il presidente degli Stati Uniti, perché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, IN MODO SCHIACCIANTE, cioè ridurre la criminalità a livelli storicamente bassi e creare il più grande mercato azionario della storia", ha scritto il presidente repubblicano.
Trump: "Non mi importa se Teheran torna a tavolo negoziati"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non preoccuparsi se l'Iran tornerà o meno al tavolo dei negoziati con gli Stati Uniti, dopo che i colloqui in Pakistan non hanno portato a un accordo. "Non mi importa se tornano o no. Se non tornano, per me va bene", ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews, nel Maryland, al suo ritorno dalla Florida. L'esercito statunitense è pronto a far rispettare un blocco dei porti iraniani da oggi, a partire dalle 16 ora italiana.
Iran, guerra Usa-Israele: le ultime notizie in diretta del 13 aprile
Resta alta la tensione in Medio Oriente dopo il fallimento dei negoziati tra Iran e USA a Islamabad. Gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco di tutti i porti iraniani da oggi alle 16 ora italiana. Il Comando Centrale americano ha annunciato che, su ordine di Donald Trump, "sarà applicato in modo imparziale un blocco nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano nei porti e nelle aree costiere iraniane o ne escono, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell'Oman".
Intanto, il presidente ha attaccato il Papa, definendolo un "debole, che senza di lui non sarebbe mai diventato pontefice".