
Le notizie di domenica 1 marzo sui bombardamenti di Israele e Stati Uniti all'Iran e sulla crisi in Medio Oriente. I media statali di Teheran hanno confermato l'uccisione della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. L'Iran in risposta ha preso di mira diverse città israeliane.
Ripartito da Dubai il ministro della Difesa italiano Crosetto. Chiuso lo Stretto di Hormuz dove passa la gran parte del petrolio che rifornisce l'Europa. Per la Mezzaluna Rossa, più di 200 persone sono state uccise ieri in tutto l'Iran, almeno 148 delle quali in una scuola femminile. Trump: "La nuova leadership iraniana vuole parlare e ho accettato di farlo".
Pioggia di missili su Dubai, il racconto di un’italiana bloccata: "Aeroporto danneggiato, non sappiamo che fare"
Colpiti gli Emirati Arabi: nel mirino l’aeroporto di Dubai e la Vela. La testimonianza a Fanpage.it: “L’aeroporto è stato chiuso e non abbiamo modo di tornare in Italia”.
Trump: "La nuova leadership iraniana vuole parlare e ho accettato di farlo"

La nuova leadership iraniana vuole parlare e "ho accettato di farlo, quindi parlerò con loro. Avrebbero dovuto farlo prima, era pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo". Lo ha detto Donald Trump a The Atlantic. In precedenza, intervistato da Fox News, il capo della Casa Bianca ha dichiarato che "tutto sta andando molto bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile. L'Iran avrebbe avuto l'arma nucleare fra due settimane senza i nostri attacchi alle sue installazioni nucleari".
Netanyahu: "Intensificheremo i bombardamenti su Teheran nei prossimi giorni"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di intensificare gli attacchi aerei su Teheran nei prossimi giorni, dichiarando che l'esercito israeliano non è "al completo" nella sua campagna contro l'Iran. "Ho impartito istruzioni per la continuazione della campagna… Le nostre forze stanno colpendo il cuore di Teheran con grande potenza, e questa non potrà che intensificarsi nei prossimi giorni", ha affermato Netanyahu in una dichiarazione video.
Benjamin Netanyahu dopo la morte di 9 israeliani a Beit Shemes: "Sono giorni dolorosi"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime degli attacchi iraniani, ammettendo che il Paese vive "giorni dolorosi". Un attacco missilistico iraniano oggi ha ucciso almeno nove persone nella città israeliana di Beit Shemesh, nel raid più mortale nel Paese dall'inizio della guerra. "Questi sono giorni dolorosi. Ieri qui a Tel Aviv, e ora a Beit Shemesh, abbiamo perso persone care. Il mio cuore è con le famiglie e, a nome di tutti voi, cittadini di Israele, invio i miei auguri di una completa guarigione ai feriti", ha detto Netanyahu in un video messaggio.
Raid su caserma iraniana vicina all'Iraq, 43 guardie morte
I media iraniani hanno riferito che 43 membri delle forze di sicurezza sono morti in un attacco contro la caserma di un reggimento di frontiera avvenuto nella città di Mehran, vicino all'Iraq. "L'attacco, accompagnato da bombardamenti, ha causato il martirio di 43 membri delle forze di sicurezza, per lo più guardie di frontiera. Anche gli edifici circostanti hanno subito gravi danni", ha dichiarato l'agenzia di stampa Mehr.
Crosetto in partenza dall'Oman per fare rientro in Italia
Il ministro della Difesa Guido Crosetto tornerà in Italia a bordo di un volo di Stato che sta atterrando a Mascate, la capitale dell'Oman. A quanto si apprende, infatti, Crosetto da Dubai, dove era rimasto bloccato per la chiusura dello spazio aereo emiratino a seguito dell'attacco all'Iran, si è trasferito in Oman via terra a Mascate, distante poco meno di 500 chilometri. Da lì il ministro decollerà nel pomeriggio alla volta dell'Italia, a bordo del Gulfstream G550 dell'Aeronautica militare, partito in mattinata dalla base di Pratica di Mare. Lo stesso Crosetto su X ha annunciato di aver "bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato".
USA: "La portaerei Lincoln non è stata colpita dai missili iraniani"
La portaerei Lincoln "non è stata colpita. I missili lanciati non l'hanno neanche sfiorata. Continua a operare a sostegno della campagna per difendere gli americani". Lo afferma l'Us Central Command rispondendo al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane che ha dichiarato di aver attaccato la portaerei americana Uss Abraham Lincoln nel Golfo.
Anche l'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad sarebbe stato ucciso in Iran

Anche l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe stato ucciso insieme alle sue guardie del corpo durante il primo attacco israeliano di ieri in Iran. Lo riferiscono media israeliani citando media in Iran e nella regione.
Cosa succederà in Iran dopo l’uccisione di Ali Khamenei e chi prenderà il suo posto
Si apre in Iran una lunga fase di successione che in parte era stata già preparata dallo stesso Khamenei: ecco cosa potrebbe accadere a partire dai prossimi giorni dopo l’uccisione della guida suprema.
Gli USA: "Tre nostri militari uccisi in combattimento"
L'esercito statunitense ha fatto sapere che tre militari sono stati uccisi in combattimento e cinque sono rimasti gravemente feriti nell'ambito dell'operazione contro l'Iran. "Diversi altri hanno riportato lievi ferite da schegge e commozioni cerebrali, e stanno per tornare in servizio. Le principali operazioni proseguono e il nostro intervento è in corso", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in una nota.
"La situazione è in continua evoluzione, quindi, per rispetto delle famiglie, non forniremo ulteriori informazioni, tra cui l'identità dei nostri guerrieri caduti, fino a 24 ore dopo che i parenti più prossimi saranno stati avvisati", ha aggiunto.
A Tel Aviv si cerca riparo mentre risuonano le sirene d'allarme
A Tel Aviv si cerca riparo mentre risuonano le sirene d'allarme. Nel centro della città sono stati avvertiti molti boati. Le scosse delle esplosioni hanno scosso anche un rifugio a pochi passi dagli edifici colpiti e distrutti ieri sera dai missili iraniani.
Iran: "Colpita con 4 missili la portaerei USS Abraham Lincoln"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver attaccato la portaerei USS Abraham Lincoln nel Golfo: "La portaerei statunitense Abraham Lincoln è stata colpita da quattro missili balistici", hanno dichiarato in una nota diffusa dai media locali, avvertendo che "la terra e il mare diventeranno sempre più il cimitero degli aggressori terroristici". La USS Abraham Lincoln è operativa nel Mar Arabico dalla fine di gennaio. Non vi è stata alcuna conferma dei danni o delle vittime da parte dell'esercito statunitense.
Il racconto di una ragazza napoletana bloccata a Dubai: "All’improvviso abbiamo sentito dei boati"
Dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, boati e incendi causati dai missili anche a Dubai, dove molti italiani sono rimasti bloccati a causa del collasso del traffico aereo internazionale. Tra loro c’è la napoletana Federica Borrelli che ha raccontato a Fanpage.it la sua esperienza.
La Difesa: "Nessuna conseguenza dagli attacchi iraniani per i militari italiani in Kuwait"
L'evento ostile che ha interessato la base di Al Salem, in Kuwait, dove opera un contingente di circa 300 militari italiani, non ha causato conseguenze al personale, ma solo danni limitati ad alcune infrastrutture logistiche e operative della base. Una valutazione più completa, peraltro, è ancora in corso.
"Sto mantenendo un contatto costante e diretto con tutti i Comandanti delle missioni e operazioni nell’area; in particolare, con il Comandante della Missione UNIFIL e il Comandante del Sector West della stessa missione in Libano, con il Comandante del contingente di stanza a Erbil in Iraq, il Comandante della Task Force Air in Kuwait e i Comandanti delle unità navali impegnate nelle operazioni Atalanta e Aspides. Il Comandante della Task Force Air in Kuwait, Colonnello Marco Mangini, mi ha confermato l’immediata attivazione delle procedure di sicurezza previste. Come detto, si sono verificati danni ad alcune infrastrutture di superficie interne alla base, la cui entità è ancora in corso di valutazione. Tutto il personale italiano era stato prontamente trasferito nei bunker di protezione e, allo stato attuale, risulta incolume e in sicurezza", ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.
Incendio in una base navale di Abu Dhabi dopo attacco con drone iraniano
Un attacco con un drone iraniano ha provocato un incendio in una base navale di Abu Dhabi, senza causare vittime. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa, mentre l'Iran continua ad attaccare i Paesi del Golfo in rappresaglia ai raid americani e israeliani. "Squadre specializzate sono intervenute oggi in seguito a un incidente causato da un attacco di due droni iraniani contro un magazzino presso la base navale di Al Salam ad Abu Dhabi. L'attacco ha causato un incendio in due container di materiali generici, ma non ci sono state vittime", ha dichiarato il ministero.
L'Iran lancia quattro missili balistici contro portaerei USA
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver lanciato quattro missili balistici contro la portaerei Uss Abraham Lincoln. Lo riferiscono i media iraniani.
Ita Airways: "Stop voli da e per Tel Aviv fino all'8 marzo, da e per Dubai fino al 4 marzo"
Alla luce dell'attuale situazione in Medio Oriente, Ita Airways ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino all'8 marzo (incluso il volo AZ809 del 9 marzo) e di estendere fino al 4 marzo la sospensione dei voli da e per Dubai. I seguenti spazi aerei non saranno utilizzati fino al 7 marzo: Israele, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrain, Dammam e Iran. Inoltre, lo spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti non sarà utilizzato fino al 4 marzo. Inoltre, per ragioni operative sono sospesi i voli da e per Riyadh dal 2 al 4 marzo. Lo comunica la compagnia aerea.
Bloccato a Dubai anche il questore di Roma Roberto Massucci
Anche Roberto Massucci, questore di Roma, è rimasto bloccato a Dubai dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran. Secondo quanto si apprende, il questore era negli Emirati Arabi per motivi personali ed è in contatto costante con la questura per seguire l'evoluzione delle dinamiche.
Crosetto annuncia: "Sto rientrando in Italia con un aereo militare pagato da me"

Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha annunciato poco fa che sta facendo ritorno a Rona da Dubai, dove era bloccato da ieri: "Sto rientrando in italia – ha scritto sui suoi canali social – continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero. Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio. Lo farò ovviamente con un aereo militare, e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità. Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina. Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato. Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri. Non penso si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai rimase aperto. Ciò detto la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati. Così come lo sono state le interlocuzioni con i miei colleghi europei e mediorientali oggi e quella che avrò con il Pentagono questa sera tardi".
Il presidente iraniano Pezeshkian: "Porteremo i nostri nemici alla disperazione distruggendo le loro basi"
In un discorso trasmesso in televisione il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha invocato l'unità della nazione: "Porteremo i nostri nemici alla disperazione distruggendo le loro basi e le loro capacita'", ha affermato. Pezeshkian ha aggiunto che "sono iniziati" i lavori del Consiglio direttivo, di cui lo stesso fa parte; l'organismo è preposto, secondo la Costituzione, a guidare ad interim il Paese dopo l'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, nei raid americani e israeliani di ieri.
Nuova ondata di attacchi a Dubai: nel mirino dell'Iran basi USA e luoghi con occidentali
Una terza ondata di raid con droni e missili balistici ha colpito Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e ha distrutto un hotel in Bahrein, mentre prosegue l'offensiva aerea lanciata dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele sul Paese e all'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei. Nel mirino di Theran ci sono le basi militari americane nei Paesi del Golfo e i luoghi frequentanti dagli occidentali. Almeno due droni hanno colpito l'aeroporto di Dubai, mentre ieri sono stati colpiti gli hotel Burj Al Arab e Palm Jumeirah. Oggi gli attacchi stanno proseguendo in tutti gli Emirati. Nella città di Manama, in Bahrein, l'hotel Crowne Plaza è stato distrutto da un drone e missili iraniani stanno colpendo anche Tel Aviv. In queste ore, Ali Larijani, figura di spicco del regime che dovrebbe succedere all'Ayatollah, ha lanciato un appello a intensificare gli attacchi di vendetta contro Israele e l'Occidente.
Perché l’Iran sta attaccando anche altri Stati arabi oltre a Israele
Dopo i violenti raid Usa e israeliani contro l’Iran, Teheran ha colpito anche Paesi del Golfo che ospitano basi statunitensi. La risposta non è casuale: quegli Stati sono considerati parte della rete militare che ha preso di mira l’Iran, e colpendoli Teheran vuole reagire all’attacco senza limitarsi ai confini israeliani.
Tajani: "Con l'Iran dialogo sempre aperto, ma ora fase di transizione"
Con Teheran "abbiamo sempre avuto un dialogo", ma la situazione è destinata a cambiare dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa alla Farnesina. "Adesso la situazione inevitabilmente cambierà perché non c'è più Khamenei, adesso c'è una sorta di guida temporanea poi il consiglio degli esperti dovrà eleggere la nuova guida, quindi adesso c'è una fase temporanea e vediamo quanto durerà" e "quali saranno ancora gli esiti della guerra", ha spiegato Tajani."Certamente è finito un leader che aveva guidato per decenni l'Iran e qualche cosa accadrà, il carisma di Khamenei nei confronti della popolazione era evidente. Ora c'è una situazione che sta cambiando perché ci sono anche per strada manifestazioni contrapposte, sia di chi sostiene il regime, sia di chi si oppone al regime, quindi stiamo vedendo, c'è una situazione in movimento che non è più quella di prima". Il ministro ha poi ribadito la linea italiana: "Noi con l'Iran abbiamo avuto sempre un dialogo ma certamente la repressione violenta con migliaia di morti da parte dei Pasdaran durante le manifestazioni di piazza ha costretto l'Italia ad avere una posizione più rigida e quindi insieme agli altri Paesi europei abbiamo deciso di infliggere sanzioni e abbiamo deciso di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche".
Missile iraniano colpisce città israeliana vicino Gerusalemme: almeno 9 morti e decine di feriti
Almeno nove persone sono state uccise nella tarda mattinata di oggi dopo che un missile iraniano ha colpito un'abitazione nella città israeliana di Beit Shemesh, vicino a Gerusalemme. Lo ha riferito il servizio di emergenza israeliano, spiegando che altre due persone, tra cui una bambina, versano in gravi condizioni. Almeno altre 20 persone presenti sul posto hanno riportato ferite lievi o moderate.
Le squadre dei vigili del fuoco sono alla ricerca di eventuali persone rimaste intrappolate sul posto. Oltre all'abitazione colpita, decine di abitazioni vicine sono state danneggiate.
150 petroliere ferme oltre lo Stretto di Hormuz dopo gli attacchi all'Iran
"Almeno 150 petroliere, comprese navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto, hanno gettato l'ancora nelle acque aperte del Golfo oltre lo Stretto di Hormuz". Lo riporta Al Jazeera citando stime di Reuters e i più recenti dati sul traffico marittimo elaborati dalla piattaforma Marine Traffic. "Altre decine di navi risultano ferme dall'altra parte dello stretto. Questi movimenti sono avvenuti dopo gli attacchi Usa e israeliani contro l'Iran", scrive l'emittente. Secondo quanto riferito, le petroliere si sono concentrate in acque internazionali al largo dei principali Paesi produttori di petrolio e gas naturale liquefatto della regione, tra cui Iraq, Arabia Saudita e Qatar.
Tajani:"Missili dall'Iran non miravano a Cipro"
"Per quanto riguarda Cipro ho parlato con il ministro degli Esteri Constantinos Kombos", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa alla Farnesina. "Mi ha detto che i due missili non erano diretti contro Cipro. C'è stata una smentita ufficiale: quelli lanciati dall'Iran erano missili vaganti nell'area, però il loro giudizio è che non fossero missili lanciati contro Cipro".
Festeggia la comunità iraniana in Italia: manifestazioni da Napoli a Torino

La comunità iraniana è scesa in piazza in diverse città d'Italia per festeggiare la caduta di Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran ucciso nell'attacco degli Stati Uniti e di Israele iniziato la scorsa notte contro l'Iran. Mentre nel paese persiano si contano morti anche tra i civili, e la comunità internazionale si interroga su quali conseguenze ci saranno in Medio Oriente dove è già iniziata la replica missilistica iraniana, in molti sono scesi in piazza con bandiere di Stati Uniti ed Iran: quest'ultima senza più il NIshan Rasmi, emblema di stato introdotto nel 1980, ma con al suo posto il leone che impugna la spada davanti ad un sole nascente, simbolo classico della Persia e sostituito proprio dopo la rivoluzione.
Tajani: "Attaccare i Paesi vicini sta isolando Teheran"
La risposta iraniana ai raid americani e israeliani "ha preso di mira con violenza Paesi vicini che non c'entravano” con quegli attacchi, una scelta che "ha veramente isolato il regime iraniano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa alla Farnesina. "Attaccare Arabia Saudita, Oman, Kuwait, Bahrein è privo di qualsiasi senso", ha aggiunto il ministro, esprimendo la solidarietà dell'Italia ai Paesi del Golfo, "vittime di un attacco insensato". Secondo Tajani, Teheran starebbe cercando "di spingere questi Paesi a convincere gli americani e Israele" a fermare le ostilità. Il ministro ha però sottolineato di riscontrare un "chiaro segno di grande malessere da parte di questi Paesi colpiti" dall'azione iraniana. Dal punto di vista strategico iraniano, la dinamica è però diversa. Non si tratta necessariamente di colpire "Paesi che non c'entrano", quanto piuttosto infrastrutture e dispositivi militari percepiti come parte integrante dell'offensiva. Nella logica della deterrenza e della ritorsione, la presenza di basi e asset americani trasforma proprio quei territori in nodi operativi di una rete considerata ostile. La questione, quindi, sarebbe legata alla geografia militare della regione.
Pakistan, nove morti negli scontri al consolato Usa a Karachi
Sale a nove il bilancio delle vittime degli scontri tra la polizia pakistana e i manifestanti che hanno preso d'assalto il complesso del consolato degli Stati Uniti a Karachi, in Pakistan. La protesta, organizzata principalmente da membri della comunità sciita, è stata innescata dalla notizia della morte della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, durante l'attacco di ieri condotto dagli Stati Uniti e da Israele. Secondo quanto riferito dalla polizia, la manifestazione è stata poi dispersa.
Tajani: "Non sapevo di Crosetto a Dubai, spero rientri prima del 7"
"Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo", ha detto Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri in un punto stampa alla Farnesina, rispondendo a una domanda sul ministro della Difesa, bloccato a Dubai per la sospensione dei voli, che è prevista fino al 7 marzo.
Riguardo alla presenza di Crosetto negli Emirati, Tajani ha precisato: "Io personalmente non lo sapevo. È partito prima. Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa'ar ieri mattina presto quando l'attacco già iniziato".


