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Governo Meloni, Tajani assicura: “Niente voto anticipato”. Al via l’esame della legge elettorale in Parlamento: news in diretta

Le notizie dell’ultima ora sul governo Meloni. Il caso Delmastro-Caroccia continua a pesare nonostante le dimissioni dell’ex sottosegretario alla Giustizia. Intanto dal governo smentiscono il voto anticipato. “Nessuno ci pensa”, assicura Tajani. Al via oggi in Commissione affari costituzionali alla Camera l’esame della legge elettorale.T utti gli aggiornamenti sulla crisi interna al governo dopo i risultati del Referendum.

31 Marzo 2026 07:36
Ultimo agg. 09:15
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Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo i risultati del Referendum sulla Giustizia e le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè. La premier punta ad archiviare rapidamente la sconfitta al referendum e ricucire lo strappo con gli elettori. Il caso Delmastro-Caroccia però, continua a pesare. Secondo i pm la società di cui era azionista anche l'ex sottosegretario, riciclava i proventi del clan camorristico Senese. Per la segretaria del Pd Elly Schlein è "inaccettabile il silenzio in cui Meloni si è trincerata, ritenendo chiusa la questione con le dimissioni. Il quadro, anche alla luce di quanto emerge in queste ore, si fa sempre più grave. Delmastro, che fino a pochi giorni fa era sottosegretario alla Giustizia con delega al Dap, deteneva quote in una società legata ad ambienti mafiosi: una circostanza preoccupante e allarmante che mina la credibilità dell'intero governo".

Intanto dal governo smentiscono le ipotesi di un voto anticipato. "Nessuno ci pensa", ha assicurato Tajani. Il focus è sulla legge elettorale. Oggi parte in commissione Affari Costituzionali alla Camera l'esame. La proposta del centrodestra prevede: sistema proporzionale, premio di maggioranza per la coalizione che supera il 40% (con eventuale ballottaggio tra le due coalizioni che raggiungono il 35%), liste bloccate, soglia di sbarramento al 3% e indicazione del candidato premier sul programma elettorale.  La maggioranza cercherà l'intesa con il centrosinistra, ma le opposizioni per il momento fanno muro.  "Hanno fatto un premio che è una supertruffa, non scherziamo", ha commentato il leader M5s Giuseppe Conte.

09:15

Occhiuto: "Forza Italia sia più liberale, pensiamo meno alle tessere"

"Forza Italia deve aprire le porte, serve aria nuova. Tajani non è in discussione, ha fatto un lavoro straordinario tenendo a galla il partito dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi e se non si è raggiunto l'obiettivo del 20% che aveva fissato, è responsabilità di tutti". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia. "Forza Italia – aggiunge – è sempre stata un partito innovativo. Dobbiamo recuperare quello spirito, facendo entrare persone che vengono da mondi diversi, esterni al nostro. Si devono affrontare temi liberali e riformisti che oggi non vengono rappresentati da nessuno. Noto che si è spesso più attenti a difendere gli interessi delle corporazioni che non gli interessi del resto dei cittadini. E poi, sui diritti civili viviamo in un'epoca nella quale la sfera della sessualità è vissuta in maniera diversa; Forza Italia dovrebbe interpretare il cambiamento anche per aprire, su questi temi, una breccia all'interno del centrodestra". Ma può esistere un leader di Forza Italia se i figli del Cav con una parola possono delegittimarlo? "A Forza Italia – afferma ancora Occhiuto – non serve una guida carismatica, perché nessuno potrà mai eguagliare il carisma di Silvio Berlusconi. Noi siamo resilienti. E trovo naturale che i figli di Berlusconi siano interessati al futuro del partito". Dopo la sconfitta al referendum hanno stimolato le dimissioni di Gasparri da presidente dei senatori azzurri. E anche il capogruppo alla Camera, Barelli, è in bilico. "La famiglia – prosegue – non c'entra niente con queste dinamiche. La discussione su un cambio in Senato era partita prima del referendum e non ha a che fare con la sconfitta. Sarebbe utile lasciare da parte l'ansia per le tessere e i congressi, e avere un po' di ansia in più per i temi liberali. Dobbiamo ripensarci come partito smart, moderno, anche nella comunicazione politica". E l'idea di andare a elezioni anticipate l'alletta? "Giorgia Meloni è bravissima e non ha bisogno dei miei consigli, ma fossi in lei andrei avanti, anche per raccogliere quello che si è seminato finora" conclude Occhiuto.

A cura di Giulia Casula
09:06

Urso nega il rimpasto: "Ho il mandato di Meloni e del Parlamento"

"Io mi occupo del mandato che mi è stato conferito da Giorgia Meloni e dal parlamento italiano". Così ha risposto il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ad una domanda dei giornalisti italiani presso la residenza dell'ambasciatore a Washington sulle voci e le indiscrezioni di stampa su un possibile rimpasto di governo che lo vedrebbero coinvolto. ll ministro è nella capitale americana per una serie di incontri sullo spazio, la cooperazione industiale Italia-Usa, materie prime critiche, l'intelligenza artificiale.

A cura di Giulia Casula
09:03

Donzelli: "Nessun dramma al lavoro sereni per l'Italia"

"È la sinistra che spera nella drammatizzazione o in un cortocircuito. Non ci sarà. Stiamo lavorando serenamente per il bene degli italiani. Sono state fatte scelte per lavorare senza essere intralciati da polemiche inutili". Lo afferma Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, in un'intervista al Corriere della Sera. Ma la linea di governo ora non ha bisogno di un ‘reset'? "Per capire quale sarà – prosegue Donzelli – basta andare sul programma delle scorse elezioni e vedere le poche cose che sono rimaste da fare. Quella è la linea e saranno al centro dei nostri sforzi. Finché durerà la legislatura, ci impegneremo a fare quanto promesso. Leggo critiche e bugie. Ma abbiamo realizzato già il 70% del programma". "La legge elettorale – afferma ancora l'esponente di FdI – non è la priorità per gli italiani. Dall'inizio abbiamo cercato il confronto con le opposizioni, ascolteremo qualsiasi proposta e accetteremo qualunque cambiamento. Ma il principio della governabilità è un patrimonio che non va disperso. Non siamo disposti a fare una legge elettorale che riporti l'Italia nel pantano. A noi converrebbe questa. Con un pareggio, come primo partito, daremmo noi le carte per governo, coalizioni e presidente della Repubblica. Ma le larghe intese non sono nel nostro dna. Non governeremo mai con Pd e M5S". Da qui alle elezioni su cosa punterebbe? "Concretizzare tutte le misure sulla sicurezza". Si andrà a elezioni anticipate? "Vedo le opposizioni terrorizzate che possa accadere. Sono nel panico quando si deve votare. Ma li rassicuro: finiremo la legislatura" conclude Donzelli.

A cura di Giulia Casula
08:31

Il relatore della legge elettorale Pagano (FI): "Non faremo colpi di mano"

"Il mio sarà un lavoro di cucitura per mettere in dialogo le istanze di maggioranza e opposizione: le regole del gioco vanno scritte insieme. Non ci saranno colpi di mano". Lo dice in una intervista a Repubblica Nazario Pagano (FI), presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, uno dei quattro relatori della proposta di legge elettorale del centrodestra, che aggiunge: "Io penso che se davvero vogliamo modificare la legge elettorale, dobbiamo farlo adesso, non l'anno prossimo a ridosso delle elezioni. Credo che anche il Quirinale si opporrebbe all'idea di riformare il sistema di voto negli ultimi mesi di legislatura. Se c'è la volontà di farlo, non si può tardare troppo".

A cura di Giulia Casula
08:04

Renzi: "Destra sotto botta, subito le regole per le primarie"

Prosegue il pressing di Matteo Renzi per le primarie nel centrosinistra. "Giorgia Meloni è evidentemente sotto botta. Con la sconfitta al referendum, che non si aspettava, ha subìto un triplo colpo. Per il centrosinistra è un'occasione d'oro: non sprechiamola", ha dichiarato il leader di Iv a Repubblica. Primarie sì o no? "Sì. Bisognerebbe fare due cose: scegliere sin d'ora il periodo in cui farle e mettere subito a lavorare un gruppo di persone sulle regole. Poi, se ci fosse un'intesa fra Schlein e Conte su un ‘papa straniero', ce lo faranno sapere. Ma contestare le primarie è un errore politico: il centrosinistra – conclude – deve viverle come una festa di popolo, affermando il principio che ci vince ha il consenso di chi ha perso"

A cura di Giulia Casula
07:51

Resta l'ipotesi rimpasto

Resta l'ipotesi rimpasto. Il primo nodo da sciogliere è l'interim al Turismo. Meloni potrebbe cederlo, anche prima di Pasqua. In pole position ci sarebbero la presidente dell'Enit Alessandra Priante e il deputato di Fratelli d'Italia Gianluca Caramanna, responsabile del settore turistico. Si vocifera anche un trasferimento del ministro delle Imprese e del Made in Itali, Adolfo Urso, ma per ora da Palazzo Chigi non confermano.

A cura di Giulia Casula
07:48

Il governo rassicura: "Nessun voto anticipato"

Il governo esclude l'ipotesi di un voto anticipato. "Piena fiducia in tutta la squadra di governo", ha ribadito ieri il vicepremier Matteo Salvini. "Nessuno pensa alle elezioni anticipate", ha rassicurato il leader di Forza Italia, Antonio Tajani. L'intenzione dunque, è quella di blindare la maggioranza e andare avanti fino alla fine della legislatura.

A cura di Giulia Casula
07:43

Governo Meloni, le ultime notizie in diretta dopo le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè

Dopo le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè, il governo accelera sulla legge elettorale. Oggi parte l'iter in Parlamento. La bozza presentata dal centrodestra prevede un proporzionale con premio di maggioranza per la coalizione che supera il 40%, eventuale ballottaggio tra le due coalizioni che raggiungeranno il 35%, indicazione del candidato premier nel programma, liste bloccate e soglia di sbarramento al 3%. La maggioranza cerca l'intesa con il centrosinistra ma le trattative partono in salita.

A cura di Giulia Casula
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