13 marzo 16:57 Martina replica a Di Maio: “Sue parole arroganti, il tempo della propaganda è finito”

Dopo la conferenza stampa di Luigi Di Maio, capo politico del M5s, a intervenire e a rispondere al leader pentastellato ci pensa Maurizio Martina, vicesegretario del Pd e reggente del partito fino alla nuova assemblea prevista ad aprile: "Le parole di Di Maio – afferma Martina – sono solo arroganti e per niente utili all'Italia. Altro che responsabilità. Insulta il ministro dell'Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza per poi predicare dialogo: una farsa. Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito". Il riferimento di Martina è alle parole del capo politico del M5s su Pier Carlo Padoan, definito come "irresponsabile".

in evidenza 13 marzo 20:22 Di Maio: “No a governo di tutti e a ministri diversi da quelli M5s, non ci spaventa nuovo voto”

"Le elezioni sono state uno schiaffo al vecchio modo di fare politica. Credo che gli italiani abbiano dato un grande segnale e quel segnale va colto. Si tratta di un voto post-ideologico, un voto su un programma che non è mai stato estremista": così Luigi Di Maio ha aperto il suo intervento in diretta all'associazione stampa estera. "Non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale, di governo di tutti", aggiunge affermando che si sarebbe aspettato dalle altre forze politiche un contatto per parlare dei temi.

Presidenze delle Camere e ritorno al voto

"Per noi l'elezione dei presidenti di Camera e Senato sarà l'elezione di figure di garanzia che non avranno nulla a che vedere" con le consultazioni, spiega ancora Di Maio chiedendo "responsabilità a tutte le forze politiche". "Noi dobbiamo liberare l'Italia dalle dinamiche di potere interne delle forze politiche per cominciare a mettere al centro gli italiani".

Di Maio si rivolge alle altre forze politiche: "Forse stanno chiedendo di tornare a votare per un segnale ancora più forte? A noi questo non spaventa. Il M5s in assenza di una maggioranza assoluta non avrebbe lasciato l’Italia nel caos. Noi vogliamo amministrare con responsabilità questo momento".

Di Maio continua a parlare più volte di responsabilità, definendo le altre forze politiche in grado solamente "di parlare di loro stesse" dal 5 marzo ad oggi. "Noi siamo proiettati al governo del Paese ma siamo disponibili al dialogo sui temi, ma nessuno si è fatto avanti".

Di Maio risponde anche a una domanda sulla regola del doppio mandato dei parlamentari del M5s e come verrà valutato questo principio in caso di scioglimento anticipato delle Camere e nuove elezioni a breve: "Il tema del doppio mandato è fondamentale per noi – replica il capo politico del MoVimento – e si basa su un concetto importante: non esistono professionisti della politica. Il nostro MoVimento è quello che ha eletto più donne in Parlamento e che aveva più titoli di studio delle altre forze politiche. La regola dei due mandati è sacrosanta perché consente dei tempi ben limitati. Oggi il nostro obiettivo è andare al governo, non sto considerando l’ipotesi in cui non parta la legislatura".

Alleanze solo con ministri M5s

Rispondendo a una domanda su una possibile alleanza con la Lega, Di Maio replica: “Noi non siamo disponibili a tradire la volontà popolare. I cittadini hanno votato un candidato premier, una squadra di governo e un programma. Oggi il MoVimento è proiettato al governo del Paese, gli altri che vogliono farsi avanti vengano con proposte, non con posti nei ministeri. Non sono dinamiche che ci appartengono e che appartengono agli italiani. Su questo non ho visto avanzare neanche una proposta”. "Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diverso da quello che la volontà popolare ha espresso", aggiunge rispondendo a chi gli chiede se il M5s accetterà alleanze solo se il presidente del Consiglio sarà lo stesso Di Maio.

Di Maio spiega anche, rispondendo a un'altra domanda, la sua idea di cambio di casacca e perché non c'è contraddizione con il suo appello agli altri partiti: "Il tema dei cambi di casacca interessa i singoli parlamentari, qui stiamo facendo un appello a tutto il Parlamento sui temi. Io non sto facendo un incoraggiamento al cambio di casacca". E ribadisce il suo appello al dialogo per i presidenti delle Camere ma non per gli organi di governo.

La politica estera di Di Maio

"Se dovessimo andare al governo – afferma parlando di politica estera – la linea che vogliamo portare avanti non tende a isolare l'Italia, sarà un Paese che comunica con tutto il resto del mondo. Il mio primo viaggio da candidato premier è stato negli Stati Uniti per raccontare il nostro programma e per ricordare che l'Italia con noi resterà nell'Ue, nella Nato, all'interno dell'occidente. L'idea di stabilizzare la Libia deve partire da una grande conferenza di pace che faremo qui a Roma. Non credo che ci sia da stravolgere la politica estera dell'Italia, ma c'è da far valere di più questo paese nelle dinamiche internazionali. Il mio primo viaggio da premier sarebbe a Bruxelles, dove dobbiamo rappresentare le esigenze di un Paese che ha bisogno di difendere le proprie imprese". "Noi – continua – non vogliamo avere nulla a che fare con i partiti estremisti europei, anzi massimo dialogo con le forze di governo europee".

Di Maio attacca il ministero dell'Economia Pier Carlo Padoan: "Le nostre misure economiche saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese: non vogliamo trascinare le dinamiche economiche nelle diatribe politiche. Credo che oggi Padoan sia stato molto irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo ‘non so' a proposito del futuro dell'Italia. È stata quasi una provocazione, come a dire che ‘ora che me vado all'opposizione avveleno i pozzi'. Tutti siamo chiamati alle responsabilità". Parlando del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil, Di Maio dichiara: "Sul deficit tutti mi pare che concordino sul superare quel parametro, ora vediamo come. Bisogna capire qual è il nuovo parametro che si vuole individuare".

13 marzo 13:34 Padoan dice che non c’è fretta: “Commissione Ue aspetta nuovo governo”

Al termine del vertice europeo dei ministri delle Finanze, Pier Carlo Padoan ha rilasciato una interessante dichiarazione ai giornalisti presenti. “La Commissione UE sa che stiamo lavorando al documento di quadro macro tendenziale”, ha spiegato Padoan, precisando di aver chiarito che “implicitamente, finché non ci sarà un nuovo governo, la Commissione deve attendere l'invio del documento programmatico che è compito nuovo governo redigere”. A questa sollecitazione, secondo Padoan, “la Commissione si è dimostrata aperta e paziente ad attendere questo passaggio ulteriore”. In sostanza, il Governo presenterà un documento che poi sarà presentato al Parlamento, che voterà delle risoluzioni: “Ma non significa emendare il documento, ma affiancarlo ad ulteriori documenti di indirizzo che ogni parlamentare riterrà di rendere pubblici”.