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Brexit. L’Ue: “Londra fuori subito”. Ma gli inglesi vogliono nuovo referendum

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Con la vittoria dei Leave si apre un percorso lungo e complesso che Inghilterra e Unione europea dovranno per forza di cosa percorrere dopo il risultato del referendum. Ma intanto una petizione sul ritorno alle urne ha già superato il milione di sottoscrizioni.

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Brexit, il giorno dopo. UE: "Londra subito fuori"

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Sono passate ormai oltre 24 ore dal terremoto Brexit, ma la terra continua a tremare in tutto il Vecchio Continente. La vittoria dei Leave al referendum sull’uscita dall’UE da parte dell’Inghilterra dà il via a una complicata procedura di divorzio e costringe Londra e Bruxelles a rivedere il loro rapporto dopo un unione durata anni e anni. Se da una parte Juncker, Tusk e Schulz, i presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento, premono per l'avvio dei negoziati di uscita degli inglesi "al più presto possibile", dall’altra Londra cerca di temporeggiando. Del resto, l’articolo 50 del Trattato sull'Unione europea (che regola il “meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall'Unione”) prevede due anni di tempo per ultimare il Leave.

Le ipotesi sull'uscita di Londra dall'UE

Ma il negoziato per stabilire un nuovo rapporto tra l’UE e l’Inghilterra indipendente potrebbe durare molto di più. Lo stesso Tusk ha ammesso che per ottenere l’okay di tutti i 27 Stati restanti, più il Parlamento europeo, potrebbero volerci altri cinque anni. Il risultato è sette anni. Ma febbraio il governo Cameron aveva detto che per organizzare tutto potrebbero volerci 10 anni. Per adesso l’opzione più probabile (e semplice) l’Inghilterra si unisca a Norvegia e Islanda, tra i paesi dell'Area economica europea, così da poter accedere al mercato unico. Altre possibilità riguardano un accordo di libero scambio con la Ue o un'unione doganale come quella con la Turchia. Se tutte queste ipotesi dovessero saltare, il Regno unito diventerebbe un semplice, ma comunque importante partner commerciale come lo sono Usa o Cina.

Un vertice europeo è già in programma poi per la settimana successiva, il 28-29 giugno. Oggi invece a Berlino si vedono i ministri degli Esteri dei Paesi fondatori (Gentiloni per l’Italia). Probabile anche una seduta straordinaria del Parlamento Ue prima del vertice.

A cura di Biagio Chiariello
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