05 Agosto 21:26 Sull’esplosione di Beirut quattro ex premier chiedono un’inchiesta internazionale

Il fumo e le fiamme dopo l’esplosione al porto di Beirut
in foto: Il fumo e le fiamme dopo l’esplosione al porto di Beirut

Quattro ex primi ministri libanesi hanno chiesto in una dichiarazione congiunta che sia una commissione d'inchiesta internazionale ad appurare le cause delle due gigantesche esplosioni di ieri nel porto di Beirut. Lo riferisce il sito del quotidiano libanese An Nahar. I quattro ex capi di governo, Saad Hariri, Najib Miqati, Fouad Saniora eTammam Salam, affermano che la città di Beirut, dopo avere "sofferto per oltre quattro decenni per una catena infinita di distruzioni e abusi, è colpita da una catastrofe che poteva essere evitata se non fosse stato per l'assenza di leadership". Per questo ritengono necessario chiedere alle Nazioni Unite o alla Lega Araba di formare una commissione d'inchiesta internazionale araba, composta da giudici e investigatori "che siano professionali e imparziali per scoprire le circostanze e le cause della catastrofe. Allo stesso tempo gli ex primi ministri fanno appello a tutte le agenzie del porto perché lavorino insieme per preservare la scena del crimine e assicurare che non sia inquinata".

05 Agosto 21:13 Esplosione Beirut, sono almeno 135 i morti ma all’appello mancano centinaia di persone

Sono almeno 135 i morti provocati dalla catastrofe avvenuta martedì pomeriggio al porto di Beirut e il bilancio continua drammaticamente a crescere. Centinaia di persone mancano all'appello e il timore concreto è che il bilancio peggiori. Ci sono anche almeno 300mila sfollati. Non è ancora chiaro cosa abbia causato il disastro: il premier ha annunciato un'inchiesta che si focalizzerà sulle 2.750 tonnellate di nitrato d'ammonio, un fertilizzante usato anche come componente negli esplosivi minerari, che, dal 2013, era immagazzinato negli hangar del porto, lasciato da una nave sequestrata. Il governo ha messo agli arresti domiciliari i funzionari responsabili dei magazzini e della sicurezza del porto, in attesa che l'inchiesta faccia il suo corso. Ma si guarda anche a chi potrebbe trarre giovamento da un Paese in ginocchio: Israele però nega ogni responsabilità, così come l'arcinemico Hezbollah. Intanto sono partiti gli sforzi per cercare i dispersi, che sono centinaia. I soccorritori per tutta la giornata hanno continuato a cercare le vittime che rimangono intrappolate sotto le macerie. Già in difficoltà per la pandemia da Coronavirus, gli ospedali, molti dei quali sono stati danneggiati nell'esplosione, sono stati inondati di feriti. Le autorità hanno dichiarato Beirut una "città disastrata" ed è stato decretato lo stato d'emergenza per due settimane che non è escluso che possa essere esteso.

05 Agosto 19:50 Incendio al mercato di Ajman, negli Emirati Arabi Uniti: evacuato un ospedale, ignoti i danni

A un giorno dal disastro di Beirut, un altro violento incendio scuote il Medioriente: un rogo è scoppiato intorno alle 6:30 ora locale nel mercato di Ajman, negli Emirati Arabi Uniti. Le fiamme hanno interessato una vasta zona ed un ospedale vicino alla zona in cui sono divampate le fiamme è stato evacuato. Non si conosce al momento l’entità dei danni. I vigili del fuoco sono al lavoro per cercare di riportare la situazione sotto controllo.

05 Agosto 18:30 Beirut, la testimonianza di Gabriele: “Qui è tutto distrutto, uno spettacolo desolante”

 

Gabriele Natta, dell'ong italiana Avsi in Libano, mostra a Fanpage.it il quartiere del porto di Beirut, epicentro dell'esplosione che ieri ha tolto la vita ad oltre 100 persone e provocato migliaia di feriti. Ragazzi, volontari e scout si stanno organizzando sui social network per ripulire le strade dai detriti dell'esplosione e permettere una ripresa regolare della viabilità. L'onda d'urto provocata dall'esplosione ha distrutto abitazioni, divelto vetro e provocato danni fino a 6 chilometri di distanza in linea d'aria dell'epicentro. "Qui è tutto distrutto, è uno spettacolo desolante", ha detto.

05 Agosto 17:42 Il porto di Beirut prima e dopo l’esplosione: le immagini dall’alto

Il porto di Beirut completamente distrutto dall'esplosione che si è verificata nel pomeriggio di ieri, martedì 4 agosto. La differenza del prima e dopo l'esplosione è spaventosa, così come appare dalle immagini riprese dal satellite: una parte del sito è completamente sommerso dall'acqua del mare.

 

05 Agosto 17:01 Ragazzo estratto vivo dalle macerie dopo più di 10 ore

Un ragazzo è stato estratto vivo dalle macerie a Beirut dopo oltre dieci ore dalle esplosioni che hanno devastato la capitale del Libano. Il giovane è stato salvato da una squadra di soccorritori: non avrebbe riportato gravi ferite.

 

05 Agosto 16:51 Ufficiali autorità portuale di Beirut agli arresti domiciliari

Gli ufficiali dell'autorità portuale di Beirut sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa di un'indagine sull'esplosione. La decisione sarebbe stata presa durante una riunione d'emergenza del governo. Intanto i capo della dogana locale, Badri Daher, ha dichiarato che la sua agenzia aveva chiesto che il nitrato di ammonio venisse rimosso dal porto, ma "ciò non è accaduto".

05 Agosto 16:40 Ministro dell’Interno libanese conferma: esplosivo sequestrato 6 anni fa

Il ministro dell'Interno libanese Mohammed Fehmi ha confermato che il materiale "estremamente volatile", il nitrato di ammonio, che avrebbe dato origine alle esplosioni a Beirut erano state immagazzinate in un locale all'interno del porto sei anni fa, nel 2014. Il materiale – secondo quanto riporta il sito del quotidiano libanese An-nahar citando il ministro – "era stato confiscato a una nave con bandiera moldava in rotta verso una destinazione sconosciuta in bizzarre circostanze".

05 Agosto 16:28 Tenente colonnello Mele: “Militari italiani stanno bene, grosso spavento”

"I nostri militari coinvolti nell’esplosione di ieri nel porto di Beirut stanno bene, il militare ferito assieme agli altri soldati sono rientrati in base e il soldato ferito ha riportato una frattura alla mano: niente di preoccupante, un grosso spavento per tutti gli altri militari", a dirlo a Fanpage.it il tenente colonnello Marco Mele, portavoce del contingente italiano in Libano. "Ci ha inorgoglito la telefonata del ministro della Difesa: il ministro Guerini si è sincerato delle condizioni di salute del contingente, del nostro militare ferito e di tutti gli altri", ha aggiunto.

05 Agosto 15:45 Esplosione Beirut, un italiano sopravvissuto: “Vivo per miracolo, due miei colleghi sono morti”

 
Screen dal Tg2.
in foto: Screen dal Tg2.

Vincenzo Orlandini, direttore della sezione alberghiera dell’Orient Queen, la nave da crociera attraccata al porto della capitale libanese e travolta dalla deflagrazione, ha raccontato al Fatto Quotidiano quanto successo ieri a Beirut, quasi distrutta da una doppia esplosione verificatasi nella zona del porto. Poco prima, si era spostato casualmente in un'area più protetta dell'imbarcazione: "Se fossi andato nella mia cabina a riposare, molto probabilmente non sarei qui a parlare. Dopo che ci siamo messi in salvo credevo che la nave sarebbe colata a picco, visti i danni. Fortunatamente è ancora lì, l’armatore sta facendo la conta dei danni e purtroppo anche delle vittime”. Quelle accertate sono due, mentre i feriti sono sei, tutti membri dell’equipaggio. “Il mio compito in queste ultime ore è stato principalmente quello di rassicurare tutti i componenti del team e di tenere alto il morale della squadra. Molti colleghi vogliono fare ritorno in patria e rivedere le proprie famiglie. Li capisco, ovviamente”.

05 Agosto 15:38 Beirut, parla il responsabile del porto: “Non sapevamo che quelle sostanze fossero così pericolose”

Le autorità portuali di Beirut erano a conoscenza della presenza di sostanze pericolose, ma hanno sottovalutato il pericolo. Lo ha detto uno dei responsabili del porto, intervistato dai media locali. "Sapevamo che c'erano materiali pericolosi ma non fino a questo punto", ha detto, sostenendo che non c'erano esplosivi immagazzinati in prossimità del vasto quantitativo di nitrato di ammonio esploso ieri. Inoltre, il funzionario ha aggiunto che sia i responsabili delle dogane che quelli della sicurezza avevano inviato alle autorità segnalazioni sulla presenza di materiali esplosivi, chiedendone la rimozione. Tuttavia, "abbiamo atteso sei anni che la questione venisse affrontata".

05 Agosto 15:35 Esplosione in Libano, decine le persone disperse: online gli appelli dei familiari

Decine di persone restano disperse a seguito delle esplosioni di ieri a Beirut, in Libano, e i parenti stanno chiedendo aiuto sui social media per individuare i propri familiari. Su Instagram è stata creata una pagina chiamata Locating Victims Beirut, dove vengono pubblicate fotografie e informazioni sui dispersi. Nel frattempo, molte famiglie hanno lasciato le proprie case danneggiate dalle esplosioni per trasferirsi da parenti e amici. Gli ospedali sono pieni, quindi molti tentano di curare da sì le ferite riportate, e ci sono timori per la diffusione del Coronavirus a causa dei sovraffollamenti. Secondo la Croce rossa libanese i morti sono almeno 100 e i feriti oltre 4mila, ma le autorità ritengono che il bilancio possa salire ancora.

05 Agosto 15:30  Italia invia a Beirut due aerei con aiuti umanitari

Il Dipartimento della Protezione Civile sta coordinando l’invio di aiuti umanitari per dare sostegno alle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione. Nelle prossime ore partiranno dall’Italia due velivoli C130 dell’Aeronautica Militare che trasporteranno in Libano otto tonnellate di materiale sanitario e squadre dei Vigili del Fuoco e della Difesa specializzate in ambienti NBCR ed esperti della valutazione del danno agli edifici coinvolti.

05 Agosto 15:22 Fonti Pentagono smentiscono Trump: nessun attacco terroristico a Beirut

A Beirut non c'è stato un attacco terroristico: così – secondo la Cnn – fonti del Pentagono smentiscono le affermazioni di Donald Trump che dopo le esplosioni nella capitale libanese aveva parlato di "terribile attentato". Almeno secondo tre funzionari del Dipartimento della difesa sentiti dalla emittente televisiva ma che hanno voluto rimanere nell'anonimato, "non ci sono indicazioni di attori nella regione interessati in questa fase a un attacco di così vasta portata".

05 Agosto 15:06 Mattarella: “Italia si stringe con affetto all’amico popolo libanese”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al presidente della Repubblica Libanese, Michel Aoun, un messaggio dopo le esplosioni di ieri a Beirut: "Ho appreso e seguo con profonda tristezza la notizia delle esplosioni verificatesi a Beirut nelle ultime ore. Nel farmi interprete dei sentimenti di vicinanza e solidarietà del popolo italiano, desidero farLe pervenire le espressioni del più sentito cordoglio dell’Italia tutta e porgerLe, anche a nome mio personale, le più sincere condoglianze. In questa dolorosa circostanza ci stringiamo con affetto all’amico popolo libanese. Il nostro pensiero va alle numerosissime vittime della terribile tragedia e alle loro famiglie, mentre con viva speranza auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento".

05 Agosto 14:04 Il 90% degli hotel di Beirut danneggiati dalle esplosioni

Le esplosioni di Beirut hanno danneggiato il 90% degli alberghi della capitale libanese. A riferirne è stata l'agenzia statale Nna, citando Pierre Achkar, presidente della Federazione alberghiera. Negli ultimi anni Beirut ha attratto un numero sempre crescente di turisti, e nel 2018 i visitatori nel paese sono stati due milioni.

05 Agosto 13:48 Media: nitrato sequestrato da una nave russa nel 2014

A monte della catastrofe che ha colpito Beirut pare esserci una nave, la Rhosus, battente bandiera moldava ma di proprietà di un armatore russo di stanza a Cipro, Igor Grechushkin. Il vascello, salpato dalla Georgia e diretto nel Mozambico, nell'ormai lontano settembre del 2013, fu costretto a una sosta a Beirut a causa di problemi tecnici. Nelle sue stive c'erano 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. Le autorità libanesi, dopo le ispezioni, vietano alla nave di proseguire il suo viaggio. Così, per l'equipaggio, in prevalenza di cittadinanza ucraina, inizia un calvario. La loro storia viene descritta da ShipArrested.com, che si occupa della vicenda nel 2014 e offre assistenza legale all'equipaggio bloccato a Beirut, abbandonato dall'armatore "senza stipendi e senza aiuti". Il capitano, Boris Prokoshev, racconta che Grechushkin, invece di affrontare i problemi, "ha abbandonato la nave, dicendo di essere finito in bancarotta, ha smesso di pagare i salari e ha privato la nave di tutti i collegamenti, tra cui internet, satellite e telefono". Le autorità libanesi, dopo l'intervento del consolato ucraino e di quello russo, hanno permesso ad alcuni marinari di fare ritorno in patria ma il capitano e altri quattro marinai sono rimasti bloccati sulla Rhosus per mesi. Stando a ShipArrested.com, i legali della Baroudi & Associates hanno presentato un esposto alla corte di Beirut per chiedere la liberazione dell'equipaggio, con successo. "A causa dei rischi associati alla conservazione del nitrato di ammonio a bordo della nave, le autorità portuali hanno scaricato il carico nei magazzini del porto: la nave e il carico rimangono ad oggi in porto in attesa di essere messi all'asta e/o smaltiti correttamente", recita il bollettino di ShipArrested.com datato ottobre 2015. Secondo quanto ricostruito dalla testata russa Mediazona, la Rhosus era stata bloccata per sei giorni anche nel porto di Siviglia, nel luglio del 2013.

05 Agosto 13:39 Francia invia due aerei militari con aiuti soccorso

La Francia invia oggi due aerei militari in Libano con esperti soccorritori e 15 tonnellate di equipaggiamenti sanitari e un ospedale da campo per contribuire ai soccorrere i feriti: è quanto annunciato dall'Eliseo, precisando che gli aeroplani partiranno dall'aeroporto parigino di Roissy-Charles-de-Gaulle intorno a mezzogiorno per arrivare a Beirut nel pomeriggio. A bordo ci sono anche 55 uomini della sicurezza civile. Altro personale di emergenza verrà inviato presto sul posto per "rafforzare gli ospedali nella capitale libanese".

05 Agosto 13:31 Evening Standard: esplosione al porto causata da una saldatrice

La tragica esplosione di ieri sera sarebbe stata causata da una saldatrice che stava operando pericolosamente vicino al deposito dove erano custodite ingenti quantità di nitrato di ammonio sequestrate da una nave mesi fa. Questa la versione del quotidiano britannico Evening Standard che cita fonti di sicurezza libanese. Intanto il primo ministro Hassan Diab ha rivolto un appello alla comunità internazionale chiedendo aiuti in un discorso televisivo. "Siamo testimoni di una vera catastrofe" ha detto. All'appello hanno risposto numerosi paesi.

05 Agosto 13:25 Appello del ministero della Salute: “Servono celle frigo per le vittime”

Il ministero della Salute libanese ha fatto un appello a tutti gli ospedali del Paese per chiedere celle frigorifero per le salme delle vittime: "Faccio appello a tutti gli ospedali che hanno celle frigorifero per salme di informarci immediatamente perché abbiamo numerosi cadaveri che i loro famigliari devono riconoscere", ha detto all'emittente LBCI, Joseph Hallu, un funzionario del ministero della Salute.

05 Agosto 13:19 Ue attiva protezione civile: pronti 100 pompieri qualificati per cercare dispersi

"La Ue ha attivato il meccanismo di protezione civile in seguito alla richiesta delle autorità libanesi, e coordinerà l'invio urgente di 100 pompieri altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane. Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite": lo annuncia il commissario alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic. "Olanda, Grecia e Cechia hanno già confermato la loro partecipazione, Francia, Polonia e Germania hanno già offerto assistenza", ha aggiunto.

05 Agosto 13:13 Caritas Libano: “Situazione apocalittica, il quadro probabilmente peggiorerà rapidamente”

Caritas Internationalis esprime la propria solidarietà e vicinanza alla Chiesa e al popolo libanesi e a Caritas libanese, dopo le devastanti esplosioni che hanno colpito Beirut provocando morte e distruzione. "È una situazione terribile e disastrosa e oggi ci troviamo nella confusione più totale", riferisce a Caritas Internationalis Rita Rhayem, direttore di Caritas Libano, il cui staff si è immediatamente attivato per soccorrere le persone colpite dall'esplosione. La confederazione Caritas sta lanciando un piano di emergenza coordinato dal segretariato generale di Caritas Internationalis per assistere immediatamente le vittime. "La situazione è critica e questa è la prima volta che affrontiamo un'emergenza di tale portata. La situazione è apocalittica, ma noi non ci fermiamo e andiamo avanti per aiutare tutte le persone in difficoltà", sottolinea Rita Rhayem. "Vi sono molti morti e molti feriti, e da un punto di vista sanitario il quadro probabilmente peggiorerà rapidamente a causa degli effetti dei gas tossici. Caritas Libano si sta preparando a questa eventualità, ma i nostri centri sanitari non hanno mezzi per affrontare una simile evenienza e le operazioni di salvataggio sono rese ancora più difficili dalla mancanza di elettricità". Anche il quartier generale di Caritas Libano è stato gravemente danneggiato ma nessuno dello staff è rimasto ferito. "Dalle 18:00 di ieri, il Paese si è fermato e stiamo vivendo un incubo – afferma il presidente di Caritas Libano, padre Michel Abboud – Non abbiamo nulla per aiutare la popolazione. Beirut è devastata e siamo totalmente sopraffatti dalla portata degli eventi". "I nostri volontari si sono mobilitati immediatamente per individuare ed assistere i feriti, che vengono ricevuti nei nostri centri di assistenza primaria purtroppo già sopraffatti ed incredibilmente affollati, così come gli ospedali. Manca qualsiasi cosa, compreso il cibo per sostenere la popolazione colpita", aggiunge Rita Rhayem. Come sottolinea Aloysius John, segretario generale della Caritas Internationalis, le esplosioni su vasta scala hanno causato un ulteriore danno a un Libano già in ginocchio a causa della crisi economica e politica, delle violenze, della pandemia e delle conseguenze delle sanzioni economiche imposte alla Siria. John esorta quindi "la comunità internazionale a intervenire con urgenza e incondizionatamente al fine di aiutare la popolazione. Devono essere sostenuti gli sforzi delle organizzazioni della società civile di ispirazione religiosa, in particolare Caritas Libano che è presente in tutto il Paese per rispondere ai bisogni della popolazione, specialmente in questo periodo di grave sofferenza per il popolo libanese". "Non dobbiamo inoltre dimenticare quanto gli effetti delle sanzioni economiche e delle violenze abbiano indebolito questo Paese e stiano pesando molto sul Libano, che deve oggi fronteggiare anche una grave crisi alimentare – aggiunge John – È essenziale che la comunità internazionale agisca con decisione per alleviare le sofferenze dei libanesi, rimuovendo immediatamente le sanzioni economiche".

05 Agosto 13:06 Ospedali al collasso, mancano anche gli antibiotici

La Croce Rossa libanese si sta coordinando con il ministero della Sanità per individuare luoghi per allestire obitori improvvisati: gli ospedali sono al collasso dopo le esplosioni di ieri a Beirut. lo ha riferito alla Reuters il direttore, George Kettani. Gli ospedali hanno chiesto ai pazienti con ferite non letali di rimanere a casa perché non sono in grado di far fronte ad un afflusso del genere. Numerosi ospedali sono stati danneggiati dalle esplosioni e nel distretto di Gemmayze, il personale medico è stato costretto a curare i pazienti in un parcheggio. Altri ospedali hanno segnalato carenze di medicinali fondamentali, compresi gli antibiotici.

05 Agosto 12:54 Testimone: “A Beirut scene di guerra, curano i feriti nei parcheggi”

"A Beirut è tutto distrutto, sembra una scena di guerra. È stato come un terremoto, tre ospedali sono distrutti e stanno curando i feriti nei parcheggi, non c'è elettricità e dentro è come se fosse tutto bombardato, per fortuna qualcuno ha solo fratture lievi ma la situazione è grave". A parlare è Myriam Tomè, che all'Adnkronos ha raccontato il day after l'esplosione. Architetto libanese, 30 anni, Myriam vive e lavora a Firenze ma da qualche settimana si trova in Libano per le vacanze. "Al momento dell'esplosione ero a casa, a 7 km dal porto – spiega – in un primo momento ho pensato che fosse un terremoto ma andava avanti. Così sono scesa dai miei genitori e fratelli. Viviamo all'ottavo e al nono piano di un palazzo e da sopra si vede il porto. Si muoveva tutto, è stato come un terremoto di magnitudo 4.5, abbiamo sentito questa esplosione, pensavamo che fosse un aereo di guerra, era davvero forte". Assieme alla sua famiglia, ieri sera Myriam si è diretta verso le montagne, a Batroun, 44 km da Beirut, dove i suoi hanno una casa. "C'era un traffico tremendo – racconta – tutti scappavano verso le montagne o provavano a recarsi negli ospedali per dare una mano. Mia cugina è andata a donare il sangue, davanti a ogni ospedale c'erano 2.000 persone in fila per donare". Tomè assicura di stare bene ma qualche suo amico ha visto la propria abitazione sgretolarsi sotto i piedi. "Ho chiamato i miei amici a Beirut, alcuni hanno le case completamente distrutte, qualcuno al momento dell'esplosione si trovava lì per lavoro. Una mia amica stava prendendo un caffè e voleva andare via ma è dovuta restare in centro fino alle 22 perché la sua macchina era bloccata in un parcheggio e non poteva recuperarla. Beirut era tutta bloccata". Mentre la conta di morti e dispersi va avanti ("abbiamo saputo che nel mio palazzo sono morte tre persone e una ragazza non sappiamo più dove sia" spiega l'architetto), sui social è partita una catena per rintracciare i dispersi. "Abbiamo creato una pagina su Instagram con le immagini delle persone disperse per aiutare a ritrovarle" afferma Tomè. Ora fa paura anche il pericolo di tossine nell'aria: "C'è una grossa nuvola arancione che ha attraversato tutte le montagne del Libano e che si vede anche da qui – racconta ancora -. Adesso si sta dirigendo verso la Siria. Le autorità ci hanno detto di non uscire di casa per tre giorni perché forse pioverà e potrebbe essere pericoloso perché tutto è tossico". L'esplosione di ieri è avvenuta vicino al luogo dell'esplosione che nel 2005 ha ucciso l'ex premier Rafiq Hariri e altre 21 persone "Ma era molto molto più forte stavolta" ammette Tomè. Un'esplosione avvenuta a tre giorni dalla sentenza sull'omicidio dell'ex premier. "Qualcuno dice che si è trattato di un messaggio – chiosa – ieri in un primo momento abbiamo pensato che fosse successo qualcosa al figlio di Hariri ma ora tutti aspettano con ansia venerdì per capire cosa succederà".

05 Agosto 12:40 Gas sprigionati dall’esplosione pericolosi se inspirati in grande quantità

Il fumo e le fiamme dopo l’esplosione al porto di Beirut
in foto: Il fumo e le fiamme dopo l’esplosione al porto di Beirut

I gas sprigionati dall'esplosione del nitrato d'ammonio che ha devastato Beirut "sono pericolosi se inspirati in grande quantità ma non sono da considerarsi gas tossici" nel lungo periodo. Lo dice Daud Nawfal, docente di chimica all'università libanese di Beirut in una intervista all'emittente satellitare libanese al Mayadeen. Secondo esperto "il nitrato d'ammonio interagisce a una temperatura di 200 gradi centigradi emanando biossido di azoto, un gas nocivo che di norma fuoriesce con gli scarichi delle automobili e delle fabbriche ogni giorno. Ma quello che lo rende più dannoso – come nel caso delle esplosioni di Beirut – è la quantità di gas emanato in poco tempo che potrebbe provocare mal di testa, difficoltà di respirazione o bruciori della gola e salivazione, ma non causa malformazione o problemi cronici". Questo biossido di azoto si disperderà nel tempo in aria e a contatto con l'umidità si trasformerà in acido nitrico, un forte agente ossidante che con il fenomeno che viene chiamato ‘pioggia acida' potrebbe creare danni all'agricoltura ed alle automobili", ha spiegato il docente.

05 Agosto 12:31 Oltre 300.000 persone sono rimaste senza casa

Oltre 300.000 persone sono rimaste senza casa a seguito delle esplosioni al porto di Beirut. Lo ha detto il governatore della città precisando che, secondo una prima stima, i danni materiali ammontano a oltre tre miliardi di dollari. Lo scoppio ha causato gravi danni in circa la metà del territorio cittadino.

05 Agosto 12:24 Il porto di Beirut spazzato via: le immagini dall’alto

Le immagini dall'alto a Beirut sono devastanti. Il porto è completamente stato spazzato via e anche parte della città poco distante è stata rasa al suolo.

 

05 Agosto 12:12 Grano tenuto nei magazzini portuali non può essere usato, perse le tracce di 7 impiegati

Il ministro dell'Economia libanese, Raoul Nehme, ha detto ai media locali che il grano tenuto nei magazzini portuali di Beirut non può essere usato e che il ministero ha perso le tracce di sette impiegati nei granai. Il ministro ha comunque assicurato che il Paese ha attualmente abbastanza grano a disposizione. Secondo l'Associated Press, l'80% del grano nel paese è importato.

05 Agosto 11:54 Ong Intersos: “Gente sotto choc, impatto psicologico è drammatico”

"Ci sono persone e famiglie che hanno passato la notte ospiti di amici e parenti. Qui la gente è ancora sotto choc". Lo dice Riccardo Mioli, operatore umanitario della ong Intersos, che da Beirut riporta la drammaticità delle conseguenze della violenza esplosione di ieri e che definisce un "evento impressionante". "L'esplosione si è sentita molto. Io ero nel parcheggio davanti il nostro ufficio, non molto vicino al luogo in cui è avvenuta. C'è stata una grande vibrazione, abbiamo pensato al terremoto, poi si è sentita l'esplosione e l'onda d'urto. È stato un fatto che ha colto tutti alla sprovvista. Ancora adesso molta gente è sotto choc. Beirut è una città relativamente piccola, tutti hanno parenti o amici coinvolti, l'impatto psicologico è drammatico. Molte persone non hanno più casa e sono state ospitate. C'è molta solidarietà fra le comunità". Mioli sottolinea la gravità del fatto anche in relazione a una situazione preesistente davvero difficile per il paese, sia per la crisi economica che per la pandemia di Coronavirus: "È davvero un brutto colpo per il popolo libanese". La preoccupazione maggiore ora è "l'impatto economico" sulla popolazione e su questo le organizzazioni umanitarie si stanno già organizzando: "Domani è in programma un coordinamento per dare via ad un piano operativo. Ci sarà bisogno di molti aiuti".

05 Agosto 11:40 Militare italiano ferito è di Bitonto. Il sindaco: “A lui l’abbraccio della comunità”

"A Roberto e alla sua famiglia vada l'abbraccio di tutta la comunità bitontina e pugliese". È quanto scrive in un post Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto (Bari) paese in cui risiede Roberto Caldarulo, il militare italiano rimasto ferito a Beirut. "Non riesco neanche a immaginare cosa abbiano provato e quali devastanti ricordi resteranno nella memoria di questo terribile evento", aggiunge il primo cittadino e conclude: "vi siamo vicini". Le condizioni di Caldarulo, 40 anni, a quanto si apprende non sono gravi.

05 Agosto 10:58 Il ministro Guerini a Fanpage.it: “I nostri militari a disposizione per aiutare il Libano”

Il ministero della Difesa italiano è pronto a “mettere a disposizione i suoi assetti per eventuali iniziative per aiuti che il governo vorrà realizzare” in Libano, dopo la violentissima esplosione avvenuta a Beirut che ha provocato un centinaio di morti e migliaia di feriti. Lo ha detto a Fanpage.it il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha anche ribadito come “il nostro contingente sia e rimanga assolutamente impegnato nella missione internazionale Unifil” nel Paese. "Per ora ci risulta solo un ferito italiano. È un militare del nostro contingente impiegato nella missione Unifil, che ha riportato una ferita e una piccola frattura a un braccio", ha aggiunto il ministro.

05 Agosto 10:42 Governatore Beirut: “È una città distrutta”

I danni causati dalle potenti esplosioni di ieri sera che hanno devastato la capitale libanese Beirut "sono tra 3 e 5 miliardi di dollari americani e forze di più". Lo ha detto il governatore di Beirut, Marwan Abboud, citato dall'emittente locale LBCI. Lo stesso governatore ha dichiarato che ci sono almeno 100 morti e 4.000 feriti e "centinaia di famiglie hanno lasciato la loro case e ora sono senza dimora", sottolineando l'impegno dei pompieri per domare il fuoco che hanno "perso 10 elementi". "Beirut non ha mai visto niente di simile prima, è una città distrutta, gente che giace per le strade, danni ovunque", lo scenario apocalittico descritto ai reporter dal governatore.

05 Agosto 10:32 Papa Francesco: “Morti, feriti e distruzioni a Beirut, preghiamo per il Libano”

"Ieri a Beirut nella zona del porto delle fortissime esplosioni hanno causato decine di morti, migliaia di feriti e molte gravi distruzioni". A ricordarlo papa Francesco all'udienza generale: "Preghiamo per le vittime e per i loro familiari, e preghiamo per il Libano, perché con l'impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso, e con l'aiuto della comunità internazionale superare la grave crisi che sta attraversando".

05 Agosto 10:22 Almeno 100 dispersi a Beirut

Sarebbero almeno un centinaio le persone che risultano disperse dopo le potenti esplosioni che hanno devastato parte di Beirut e che potrebbero essere sotto le macerie, soprattutto nelle vicinanze del porto. Lo ha confermato all'agenzia Dpa un funzionario della protezione civile. Intanto il segretario generale della Croce Rossa libanese, George Kettneh, ha detto alla stessa Dpa che nelle prossime ore potrebbe ulteriormente aggravarsi il bilancio delle vittime.

05 Agosto 10:06 La devastante deflagrazione al porto di Beirut: il video realizzato a pochi metri dall’esplosione

 

Un video della devastante deflagrazione avvenuta nel porto di Beirut, in Libano, realizzato a pochi metri dall'esplosione: si vede all'interno di un edificio una serie di piccole e esplosioni che diventano sempre più grandi, che poi arriveranno a quella più grande e devastante.

05 Agosto 09:56 Il messaggio del cantante Mika per Beirut: “Ciò che è accaduto mi strazia”

"Sto guardando e leggendo con apprensione, tristezza e orrore quello che succede a Beirut. Ciò che è accaduto, la distruzione, i feriti, e le vite perse mi strazia. Possiamo anche non sapere ancora cosa sia successo di preciso ma il danno e la sofferenza è orribile. In questo giorno di quattro anni fa mi stavo esibendo a Baalbek in Libano. Ho passato la mia giornata guardando quelle immagini fantastiche e l'ho finito guardando le immagini di Beirut oggi con il freddo nelle ossa. Il mio cuore è con Beirut e con il Libano". A scriverlo Mika, cantante nato in Libano, che sui social ha voluto esprimere il suo dolore per quanto accaduto a Beirut.

05 Agosto 09:38 Esplosioni Beirut, accuse incrociate di sabotaggio tra Israele ed Hezbollah

Israele ha fatto sapere che non ha nulla a che vedere con quanto accaduto ieri a Beirut, ma una fonte dello Stato ebraico ha tenuto a sottolineare che il magazzino presso cui è avvenuta la deflagrazione veniva utilizzato da Hezbollah, il movimento sciita filo-iraniano che ha sempre giocato un ruolo di spicco nella politica libanese. Fonti di Hezbollah attribuiscono invece a un sabotaggio israeliano la responsabilità della potente esplosione che ha sconvolto Beirut. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, le milizie sciite filoiraniane ritengono possibile che le due esplosioni che hanno interessato il deposito n. 12 del porto di Beirut siano state causate da un’azione di sabotaggio di Israele. La versione ufficiale riferisce di un esplosione di un deposito di fuochi di artificio o di nitrato di ammonio, causata da un incendio. Fonti di intelligence occidentali ritengono che ad esplodere potrebbe essere stato un deposito di armi di Hezbollah.

05 Agosto 09:20 Esplosione Beirut, appello del ministro della Salute: “Qui manca tutto: serve l’aiuto internazionale”

È un appello diretto alla comunità internazionale quello lanciato dal ministro della Salute libanese Hams Hassan dopo l'esplosione avvenuta al porto di Beirut che ha causato la morte di oltre 100 persone e il ferimento di migliaia di cittadini. Tre gli ospedali della città andati distrutti mentre due sono stati fortemente danneggiati dopo la deflagrazione costringendo medici e personale sanitario a lavorare per tutta la notte al buio o nei parcheggi delle strutture sanitarie.

"Abbiamo stilato liste di aiuti e le abbiamo inviate a diversi Paesi – ha fatto sapere il ministro Hassan – gli ospedali da campo saranno una soluzione adeguata e rapida perchè i nostri depositi sono stati gravemente danneggiati". In una dichiarazione all'emittente LBCI, il ministro ha rimarcato l'impellente necessità di ricevere aiuti: "Abbiamo bisogno di ogni cosa per soccorrere i feriti e le vittime: qui manca praticamente manca ogni cosa". Hassan ha affermato inoltre che "le sostanze pericolose sprigionatesi nell'aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali".

A confermare la gravità della situazione sanitaria è anche Save the Children che in una nota spiega come a pagare il prezzo più alto come sempre siano i bambini che rischiano di non poter essere curati negli ospedali della città quasi collasso. "Il porto principale di Beirut, ormai completamente devastato, è vitale per gran parte del cibo, i cereali e il carburante che il Libano importa – prosegue la nota – e le famiglie, già colpite dalla crisi sanitaria ed economica, risentiranno immediatamente della carenza di beni di prima necessità a causa di questa tragedia".

05 Agosto 09:19 Il racconto di una coppia milanese: “Come un aereo sull’hotel, sembrava la guerra”

"Con la prima esplosione sono finita a terra, con la seconda è crollato tutto. Per un attimo ho pensato che un aereo si fosse schiantato sull'hotel, come l'attentato delle Torri Gemelle. Ora stiamo scappando, per strada sembra sia scoppiata la guerra". A parlare sono Eleonora Carrai e Anas Riachi, coniugi di Milano in fuga a Beirut. I due giovani – lei ha 29 anni e organizza eventi, lui ne ha 27, è libanese e fa l’imprenditore – erano in vacanza nella capitale libanese, ospiti del Phoenicia, uno dei migliori hotel della zona del porto. Repubblica riporta la loro testimonianza: “La nostra stanza era al dodicesimo piano dell'albergo, è crollato tutto. Noi siamo scesi gattonando in mezzo ai cocci di vetro delle finestre in frantumi, tra calcinacci, sangue e gente disperata", racconta Eleonora. "Avevo appena guardato l'orologio, erano le 18.10″, ricorda Anas Riachi. Parlano di una esplosione simile a un terremoto, con soffitto e mobili crollati. “Io mi sono messa a cercare Bella, la nostra cagnolina Chihuahua. Temevo fosse morta sotto i calcinacci, invece si era riparata sotto il letto. Siamo riusciti a uscire a fatica dalla stanza, non capivamo neanche più dove fosse la porta per uscire"."Erano tutti accalcati sulle scale, per un momento ho pensato che non saremmo mai riusciti a uscirne vivi", ammette la donna. Al Phoenicia c'era anche il fratello di Anas, anch'egli di Milano. Si sono trovati tutti e tre fuori, nel piazzale dell’albergo. "Ho le ginocchia distrutte – continua Eleonora – . Mi si sono conficcati i vetri mentre strisciavo a terra nel tentativo di mettermi in salvo. Ero talmente impaurita che, lì per lì, non ho nemmeno sentito il dolore dei tagli". A quel punto i tre giovani hanno preso l’auto per muoversi verso Zahle, a 53 chilometri da Beirut. In condizioni normali si raggiunge in poco più di un'ora. "Ma qua sembra sia scoppiata la guerra, ci sono ingorghi per strada, tutti scappano. Non sappiamo se e quando riusciremo ad arrivare a destinazione”. Eleonora ammette di aver pensato a un attentato.

05 Agosto 09:06 Esplosione a Beirut, l’ex agente segreto Robert Baer: “Non è solo nitrato di ammonio”

L'esplosione non sarebbe stata causata solo dal nitrato di ammonio ma anche dalla presenza di armi e propellenti militari, almeno secondo quanto dichiarato da Robert Baer, ​​ex agente segreto della CIA, in una intervista alla Cnn. Secondo l'esperto di terrorismo e di Medio Oriente, i video dell'esplosione avvenuta martedì pomeriggio al porto di Beirut in Libano, mostrano sì la presenza di nitrato di ammonio ma anche la presenza di altro materiale. "Credo fossero presenti munizioni e propellenti militari – ha dichiarato Baer – è probabile che quello fosse più un deposito di armi, ma bisogna capire a chi appartenesse".

"Guardi quella palla arancione (di fuoco) – ha spiegato l'ex agente segreto – è chiaramente, come ho detto, un esplosivo militare". Baer ha confermato quanto anche spiegato da fonti della Difesa americana che escludono l'ipotesi attacco, come invece accusato da Trump dopo l'esplosione: "Sembra quasi un incidente – ha spiegato – credo si tratti più di incompetenza, ma la domanda è se si trattasse di esplosivi militari, perché era stao immagazzinato lì?". Intanto il primo ministro libanese Diab ha fatto sapere che è stata avvita una indagine interna e che verranno chiarite le responsabilità e soprattutto la dinamica dell'incidente costato la vita a oltre 100 persone.

05 Agosto 08:45 Beirut, cos’è il nitrato di ammonio che ha causato la devastante esplosione

Il fumo e le fiamme dopo l’esplosione al porto di Beirut
in foto: Il fumo e le fiamme dopo l’esplosione al porto di Beirut

Continuano le indagini per chiarire cosa abbia provocato l'esplosione avvenuta martedì nel porto di Beirut in Libano costata la vita a oltre 100 persone, mentre sono migliaia quelle rimaste ferite: la pista confermata anche dal primo ministro libanese è quella che imputa alla presenza di circa 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio all'interno di un deposito del porto la seconda e violentissima esplosione la cui onda d'urto ha provocato danni a case a palazzi in tutta la città. Il materiale chimico era stato trasportato a Beirut via nave nel 2013 ed era stato immagazzinato senza precauzioni di sicurezza.

Il nitrato di ammonio è un composto industriale utilizzato principalmente per i fertilizzanti perché rappresenta una buona fonte di azoto per le piante, ma anche per realizzare esplosivi da miniera. Di base si tratta di un composto chimico che dunque non è esplosivo di suo ma è un ossidante, cioè è in grado di intensificare gli effetti di un'esplosione. Ma per far sì che avvenga questa "trasformazione" c'è bisogno della presenza di olio e potrebbe essere stato proprio questo il caso nell'esplosione di Beirut: il nitrato di ammonio potrebbe infatti essere stato contaminato da sostanze esterne portando alla seconda esplosione.

05 Agosto 08:20 Beirut, fonti della Difesa americana contro Donald Trump: “Nessun attacco”

La città di Beirut devastata dopo l’esplosione
in foto: La città di Beirut devastata dopo l’esplosione

Sono state le stesse fonti della Difesa americana a smentire le parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ieri in merito alla devastante esplosione avvenuta a Beirut aveva parlato di un "terribile attacco", facendo così intendere di non poter escludere la possibilità proprio un attacco terroristico.

Ma secondo le fonti della Difesa non ci sono al momento elementi per sostenere quanto dichiarato da Trump, ovvero che quello avvenuto nella capitale libanese sia connesso a un qualsiasi tipo di attacco: "Qualora ci fossero indicazioni su qualcuno nella regione responsabile di un evento di tale portata, sarebbero già scattate misure per proteggere le forze americane presenti nella regione, mentre al momento non è accaduto nulla di tutto questo", avrebbe dichiarato una fonte del Dipartimento di Stato alla Cnn.

05 Agosto 07:58 Esplosione al porto di Beirut, Croce Rossa: “Più di 100 i morti”

Continua a salire il bilancio dei morti causati dall'esplosione a Beirut in Libano. Secondo la Croce Rossa sono oltre 100 le vittime mentre i feriti sono più di 4.000. Un bilancio destinato purtroppo ad aumentare visto che sono ancora tante le persone travolte dalle macerie e non ancora soccorse e quelle invece giunte in gravi condizioni negli ospedali della città.

Ed è proprio l'emergenza sanitaria a preoccupare maggiormente: sono infatti tre gli ospedali andati completamente distrutti così come denunciato da Mirna Doumit, presidente dell'Ordine degli infermieri di Beirut. Mentre altre due strutture sanitarie sarebbero state fortemente danneggiate dall'onda d'urto provocata dalla deflagrazione partita da un deposito in cui erano stipate tonnellate di nitrato d'ammonio. Intanto il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale al termine della riunione del Consiglio di difesa, durante il quale il premier Hassan Diab ha definito "inaccettabile che un carico di nitrato di ammonio, stimato in 2.750 tonnellate, sia stato presente per sei anni in un deposito, senza misure di precauzione".

05 Agosto 07:49 Esplosione a Beirut, ministro della Salute: “Aria tossica in città, andate via”

Mentre il bilancio delle vittime e dei feriti continua pericolosamente a salire, il ministro della Salute libanese Hamad Hasan ha consigliato a chiunque si trovi in questo momento a Beirut di lasciare quanto prima la città di Beirut. Dopo la devastante esplosione avvenuta martedì pomeriggio si sarebbe infatti alzata una nube tossica, riconducibile a una sostanza chimica, che era stata segnalata anche dai residenti della capitale libanese.

A provocare la deflagrazione che secondo quanto riportato dal primo ministro ha avuto la potenza di un terremoto di magnitudo 4.3 ed è stata percepita a più di 250 km di distanza, la presenza di nitrato d'ammonio all'interno di un deposito nel porto di Beirut. Circa 2.750 tonnellate della pericolosa sostanza utilizzata sia come fertilizzante che come base chimica per la costruzione di esplosivi sarebbero stati raggiunti da diverse scintille sulla cui origine però ci saranno ora delle indagini così come annunciato dal governo libanese.

05 Agosto 07:38 Beirut, devastante esplosione al porto: distrutti tre ospedali

Sono tre gli ospedali di Beirut che sono stati "completamente distrutti" dopo la devastante esplosione avvenuta martedì pomeriggio nel porto della città: secondo quanto dichiarato da Mirna Doumit, presidente dell'Ordine degli infermieri di Beirut, altre due strutture sanitarie sarebbero state fortemente danneggiate dall'onda d'urto provocata dalla deflagrazione partita da un deposito in cui erano stipate tonnellate di nitrato d'ammonio.

"Abbiamo dovuto trasferire i pazienti in altri ospedali – ha spiegato Mirna Doumit – altri due ospedali sono parzialmente distrutti. È una catastrofe". Danni che rendono ancora più difficoltosa l'assistenza che in queste ore viene data alle persone ferite dopo l'esplosione che ha causato oltre 4.000 feriti e oltre 100 morti.

05 Agosto 07:25 Esplosione al porto di Beirut: almeno 78 i morti, oltre 4.000 i feriti

Continua a salire il bilancio delle vittime causate dall'esplosione avvenuta ieri pomeriggio a Beirut in Libano: sono oltre 78 i morti e almeno 4.000 i feriti registrati finora. La deflagrazione avvenuta alle 18 ore locali ha distrutto auto e palazzi più vicini e mandato in frantumi le finestre di numerose case danneggiandone le facciate esterne. L'impatto dell'onda d'urto è stata percepita fino a 250 km di distanza.

Come confermato dal primo ministro libanese Hassan Diab l'esplosione è nata in un deposito sito nel porto della città dove erano stipate circa 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio, un materiale altamento esplosivo usato per fabbricare bombe e fertilizzanti: il materiale si trovava lì da circa sei anni perché confiscato. Diab ha definito la tragedia "inaccettabile" e ha assicurato che tutti i responsabili verranno individuati.