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Esplosione a Beirut, in Libano

Beirut, devastante esplosione al porto: oltre 300.000 persone rimaste senza casa

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Le ultime notizie in diretta da Beirut. Sono almeno 100 i morti e oltre 4.000 le persone rimaste gravemente ferite dopo l'esplosione di un deposito contenente circa 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio nel porto di Beirut in Libano. Si contano anche un centinaio di dispersi. Gli ufficiali dell'autorità portuale sono stati posti agli arresti domiciliari. La deflagrazione ha provocato un'onda d'urto che ha spazzato via auto e case e danneggiato numerose abitazioni. Ferito anche un militare italiano. Guerini a Fanpage.it: “I nostri militari a disposizione per aiutare il Libano”.

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21:26

Sull'esplosione di Beirut quattro ex premier chiedono un'inchiesta internazionale

Il fumo e le fiamme dopo l'esplosione al porto di Beirut
Il fumo e le fiamme dopo l'esplosione al porto di Beirut

Quattro ex primi ministri libanesi hanno chiesto in una dichiarazione congiunta che sia una commissione d'inchiesta internazionale ad appurare le cause delle due gigantesche esplosioni di ieri nel porto di Beirut. Lo riferisce il sito del quotidiano libanese An Nahar. I quattro ex capi di governo, Saad Hariri, Najib Miqati, Fouad Saniora eTammam Salam, affermano che la città di Beirut, dopo avere "sofferto per oltre quattro decenni per una catena infinita di distruzioni e abusi, è colpita da una catastrofe che poteva essere evitata se non fosse stato per l'assenza di leadership". Per questo ritengono necessario chiedere alle Nazioni Unite o alla Lega Araba di formare una commissione d'inchiesta internazionale araba, composta da giudici e investigatori "che siano professionali e imparziali per scoprire le circostanze e le cause della catastrofe. Allo stesso tempo gli ex primi ministri fanno appello a tutte le agenzie del porto perché lavorino insieme per preservare la scena del crimine e assicurare che non sia inquinata".

A cura di Ida Artiaco
21:13

Esplosione Beirut, sono almeno 135 i morti ma all'appello mancano centinaia di persone

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Sono almeno 135 i morti provocati dalla catastrofe avvenuta martedì pomeriggio al porto di Beirut e il bilancio continua drammaticamente a crescere. Centinaia di persone mancano all'appello e il timore concreto è che il bilancio peggiori. Ci sono anche almeno 300mila sfollati. Non è ancora chiaro cosa abbia causato il disastro: il premier ha annunciato un'inchiesta che si focalizzerà sulle 2.750 tonnellate di nitrato d'ammonio, un fertilizzante usato anche come componente negli esplosivi minerari, che, dal 2013, era immagazzinato negli hangar del porto, lasciato da una nave sequestrata. Il governo ha messo agli arresti domiciliari i funzionari responsabili dei magazzini e della sicurezza del porto, in attesa che l'inchiesta faccia il suo corso. Ma si guarda anche a chi potrebbe trarre giovamento da un Paese in ginocchio: Israele però nega ogni responsabilità, così come l'arcinemico Hezbollah. Intanto sono partiti gli sforzi per cercare i dispersi, che sono centinaia. I soccorritori per tutta la giornata hanno continuato a cercare le vittime che rimangono intrappolate sotto le macerie. Già in difficoltà per la pandemia da Coronavirus, gli ospedali, molti dei quali sono stati danneggiati nell'esplosione, sono stati inondati di feriti. Le autorità hanno dichiarato Beirut una "città disastrata" ed è stato decretato lo stato d'emergenza per due settimane che non è escluso che possa essere esteso.

A cura di Ida Artiaco
19:50

Incendio al mercato di Ajman, negli Emirati Arabi Uniti: evacuato un ospedale, ignoti i danni

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A un giorno dal disastro di Beirut, un altro violento incendio scuote il Medioriente: un rogo è scoppiato intorno alle 6:30 ora locale nel mercato di Ajman, negli Emirati Arabi Uniti. Le fiamme hanno interessato una vasta zona ed un ospedale vicino alla zona in cui sono divampate le fiamme è stato evacuato. Non si conosce al momento l’entità dei danni. I vigili del fuoco sono al lavoro per cercare di riportare la situazione sotto controllo.

A cura di Ida Artiaco
18:30

Beirut, la testimonianza di Gabriele: "Qui è tutto distrutto, uno spettacolo desolante"

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Gabriele Natta, dell'ong italiana Avsi in Libano, mostra a Fanpage.it il quartiere del porto di Beirut, epicentro dell'esplosione che ieri ha tolto la vita ad oltre 100 persone e provocato migliaia di feriti. Ragazzi, volontari e scout si stanno organizzando sui social network per ripulire le strade dai detriti dell'esplosione e permettere una ripresa regolare della viabilità. L'onda d'urto provocata dall'esplosione ha distrutto abitazioni, divelto vetro e provocato danni fino a 6 chilometri di distanza in linea d'aria dell'epicentro. "Qui è tutto distrutto, è uno spettacolo desolante", ha detto.

A cura di Ida Artiaco
17:42

Il porto di Beirut prima e dopo l'esplosione: le immagini dall'alto

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Il porto di Beirut completamente distrutto dall'esplosione che si è verificata nel pomeriggio di ieri, martedì 4 agosto. La differenza del prima e dopo l'esplosione è spaventosa, così come appare dalle immagini riprese dal satellite: una parte del sito è completamente sommerso dall'acqua del mare.

A cura di Ida Artiaco
17:01

Ragazzo estratto vivo dalle macerie dopo più di 10 ore

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Un ragazzo è stato estratto vivo dalle macerie a Beirut dopo oltre dieci ore dalle esplosioni che hanno devastato la capitale del Libano. Il giovane è stato salvato da una squadra di soccorritori: non avrebbe riportato gravi ferite.

A cura di Susanna Picone
16:51

Ufficiali autorità portuale di Beirut agli arresti domiciliari

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Gli ufficiali dell'autorità portuale di Beirut sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa di un'indagine sull'esplosione. La decisione sarebbe stata presa durante una riunione d'emergenza del governo. Intanto i capo della dogana locale, Badri Daher, ha dichiarato che la sua agenzia aveva chiesto che il nitrato di ammonio venisse rimosso dal porto, ma "ciò non è accaduto".

A cura di Susanna Picone
16:40

Ministro dell'Interno libanese conferma: esplosivo sequestrato 6 anni fa

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Il ministro dell'Interno libanese Mohammed Fehmi ha confermato che il materiale "estremamente volatile", il nitrato di ammonio, che avrebbe dato origine alle esplosioni a Beirut erano state immagazzinate in un locale all'interno del porto sei anni fa, nel 2014. Il materiale – secondo quanto riporta il sito del quotidiano libanese An-nahar citando il ministro – "era stato confiscato a una nave con bandiera moldava in rotta verso una destinazione sconosciuta in bizzarre circostanze".

A cura di Susanna Picone
16:28

Tenente colonnello Mele: "Militari italiani stanno bene, grosso spavento"

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"I nostri militari coinvolti nell’esplosione di ieri nel porto di Beirut stanno bene, il militare ferito assieme agli altri soldati sono rientrati in base e il soldato ferito ha riportato una frattura alla mano: niente di preoccupante, un grosso spavento per tutti gli altri militari", a dirlo a Fanpage.it il tenente colonnello Marco Mele, portavoce del contingente italiano in Libano. "Ci ha inorgoglito la telefonata del ministro della Difesa: il ministro Guerini si è sincerato delle condizioni di salute del contingente, del nostro militare ferito e di tutti gli altri", ha aggiunto.

A cura di Susanna Picone
15:45

Esplosione Beirut, un italiano sopravvissuto: "Vivo per miracolo, due miei colleghi sono morti"

Screen dal Tg2.
Screen dal Tg2.

Vincenzo Orlandini, direttore della sezione alberghiera dell’Orient Queen, la nave da crociera attraccata al porto della capitale libanese e travolta dalla deflagrazione, ha raccontato al Fatto Quotidiano quanto successo ieri a Beirut, quasi distrutta da una doppia esplosione verificatasi nella zona del porto. Poco prima, si era spostato casualmente in un'area più protetta dell'imbarcazione: "Se fossi andato nella mia cabina a riposare, molto probabilmente non sarei qui a parlare. Dopo che ci siamo messi in salvo credevo che la nave sarebbe colata a picco, visti i danni. Fortunatamente è ancora lì, l’armatore sta facendo la conta dei danni e purtroppo anche delle vittime”. Quelle accertate sono due, mentre i feriti sono sei, tutti membri dell’equipaggio. “Il mio compito in queste ultime ore è stato principalmente quello di rassicurare tutti i componenti del team e di tenere alto il morale della squadra. Molti colleghi vogliono fare ritorno in patria e rivedere le proprie famiglie. Li capisco, ovviamente”.

A cura di Ida Artiaco
15:38

Beirut, parla il responsabile del porto: "Non sapevamo che quelle sostanze fossero così pericolose"

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Le autorità portuali di Beirut erano a conoscenza della presenza di sostanze pericolose, ma hanno sottovalutato il pericolo. Lo ha detto uno dei responsabili del porto, intervistato dai media locali. "Sapevamo che c'erano materiali pericolosi ma non fino a questo punto", ha detto, sostenendo che non c'erano esplosivi immagazzinati in prossimità del vasto quantitativo di nitrato di ammonio esploso ieri. Inoltre, il funzionario ha aggiunto che sia i responsabili delle dogane che quelli della sicurezza avevano inviato alle autorità segnalazioni sulla presenza di materiali esplosivi, chiedendone la rimozione. Tuttavia, "abbiamo atteso sei anni che la questione venisse affrontata".

A cura di Ida Artiaco
15:35

Esplosione in Libano, decine le persone disperse: online gli appelli dei familiari

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Decine di persone restano disperse a seguito delle esplosioni di ieri a Beirut, in Libano, e i parenti stanno chiedendo aiuto sui social media per individuare i propri familiari. Su Instagram è stata creata una pagina chiamata Locating Victims Beirut, dove vengono pubblicate fotografie e informazioni sui dispersi. Nel frattempo, molte famiglie hanno lasciato le proprie case danneggiate dalle esplosioni per trasferirsi da parenti e amici. Gli ospedali sono pieni, quindi molti tentano di curare da sì le ferite riportate, e ci sono timori per la diffusione del Coronavirus a causa dei sovraffollamenti. Secondo la Croce rossa libanese i morti sono almeno 100 e i feriti oltre 4mila, ma le autorità ritengono che il bilancio possa salire ancora.

A cura di Ida Artiaco
15:30

 Italia invia a Beirut due aerei con aiuti umanitari

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Il Dipartimento della Protezione Civile sta coordinando l’invio di aiuti umanitari per dare sostegno alle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione. Nelle prossime ore partiranno dall’Italia due velivoli C130 dell’Aeronautica Militare che trasporteranno in Libano otto tonnellate di materiale sanitario e squadre dei Vigili del Fuoco e della Difesa specializzate in ambienti NBCR ed esperti della valutazione del danno agli edifici coinvolti.

A cura di Susanna Picone
15:22

Fonti Pentagono smentiscono Trump: nessun attacco terroristico a Beirut

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A Beirut non c'è stato un attacco terroristico: così – secondo la Cnn – fonti del Pentagono smentiscono le affermazioni di Donald Trump che dopo le esplosioni nella capitale libanese aveva parlato di "terribile attentato". Almeno secondo tre funzionari del Dipartimento della difesa sentiti dalla emittente televisiva ma che hanno voluto rimanere nell'anonimato, "non ci sono indicazioni di attori nella regione interessati in questa fase a un attacco di così vasta portata".

A cura di Susanna Picone
15:06

Mattarella: "Italia si stringe con affetto all'amico popolo libanese"

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al presidente della Repubblica Libanese, Michel Aoun, un messaggio dopo le esplosioni di ieri a Beirut: "Ho appreso e seguo con profonda tristezza la notizia delle esplosioni verificatesi a Beirut nelle ultime ore. Nel farmi interprete dei sentimenti di vicinanza e solidarietà del popolo italiano, desidero farLe pervenire le espressioni del più sentito cordoglio dell’Italia tutta e porgerLe, anche a nome mio personale, le più sincere condoglianze. In questa dolorosa circostanza ci stringiamo con affetto all’amico popolo libanese. Il nostro pensiero va alle numerosissime vittime della terribile tragedia e alle loro famiglie, mentre con viva speranza auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento".

A cura di Susanna Picone
14:04

Il 90% degli hotel di Beirut danneggiati dalle esplosioni

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Le esplosioni di Beirut hanno danneggiato il 90% degli alberghi della capitale libanese. A riferirne è stata l'agenzia statale Nna, citando Pierre Achkar, presidente della Federazione alberghiera. Negli ultimi anni Beirut ha attratto un numero sempre crescente di turisti, e nel 2018 i visitatori nel paese sono stati due milioni.

A cura di Susanna Picone
13:48

Media: nitrato sequestrato da una nave russa nel 2014

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A monte della catastrofe che ha colpito Beirut pare esserci una nave, la Rhosus, battente bandiera moldava ma di proprietà di un armatore russo di stanza a Cipro, Igor Grechushkin. Il vascello, salpato dalla Georgia e diretto nel Mozambico, nell'ormai lontano settembre del 2013, fu costretto a una sosta a Beirut a causa di problemi tecnici. Nelle sue stive c'erano 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. Le autorità libanesi, dopo le ispezioni, vietano alla nave di proseguire il suo viaggio. Così, per l'equipaggio, in prevalenza di cittadinanza ucraina, inizia un calvario. La loro storia viene descritta da ShipArrested.com, che si occupa della vicenda nel 2014 e offre assistenza legale all'equipaggio bloccato a Beirut, abbandonato dall'armatore "senza stipendi e senza aiuti". Il capitano, Boris Prokoshev, racconta che Grechushkin, invece di affrontare i problemi, "ha abbandonato la nave, dicendo di essere finito in bancarotta, ha smesso di pagare i salari e ha privato la nave di tutti i collegamenti, tra cui internet, satellite e telefono". Le autorità libanesi, dopo l'intervento del consolato ucraino e di quello russo, hanno permesso ad alcuni marinari di fare ritorno in patria ma il capitano e altri quattro marinai sono rimasti bloccati sulla Rhosus per mesi. Stando a ShipArrested.com, i legali della Baroudi & Associates hanno presentato un esposto alla corte di Beirut per chiedere la liberazione dell'equipaggio, con successo. "A causa dei rischi associati alla conservazione del nitrato di ammonio a bordo della nave, le autorità portuali hanno scaricato il carico nei magazzini del porto: la nave e il carico rimangono ad oggi in porto in attesa di essere messi all'asta e/o smaltiti correttamente", recita il bollettino di ShipArrested.com datato ottobre 2015. Secondo quanto ricostruito dalla testata russa Mediazona, la Rhosus era stata bloccata per sei giorni anche nel porto di Siviglia, nel luglio del 2013.

A cura di Susanna Picone
13:39

Francia invia due aerei militari con aiuti soccorso

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La Francia invia oggi due aerei militari in Libano con esperti soccorritori e 15 tonnellate di equipaggiamenti sanitari e un ospedale da campo per contribuire ai soccorrere i feriti: è quanto annunciato dall'Eliseo, precisando che gli aeroplani partiranno dall'aeroporto parigino di Roissy-Charles-de-Gaulle intorno a mezzogiorno per arrivare a Beirut nel pomeriggio. A bordo ci sono anche 55 uomini della sicurezza civile. Altro personale di emergenza verrà inviato presto sul posto per "rafforzare gli ospedali nella capitale libanese".

A cura di Susanna Picone
13:31

Evening Standard: esplosione al porto causata da una saldatrice

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La tragica esplosione di ieri sera sarebbe stata causata da una saldatrice che stava operando pericolosamente vicino al deposito dove erano custodite ingenti quantità di nitrato di ammonio sequestrate da una nave mesi fa. Questa la versione del quotidiano britannico Evening Standard che cita fonti di sicurezza libanese. Intanto il primo ministro Hassan Diab ha rivolto un appello alla comunità internazionale chiedendo aiuti in un discorso televisivo. "Siamo testimoni di una vera catastrofe" ha detto. All'appello hanno risposto numerosi paesi.

A cura di Susanna Picone
13:25

Appello del ministero della Salute: "Servono celle frigo per le vittime"

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Il ministero della Salute libanese ha fatto un appello a tutti gli ospedali del Paese per chiedere celle frigorifero per le salme delle vittime: "Faccio appello a tutti gli ospedali che hanno celle frigorifero per salme di informarci immediatamente perché abbiamo numerosi cadaveri che i loro famigliari devono riconoscere", ha detto all'emittente LBCI, Joseph Hallu, un funzionario del ministero della Salute.

A cura di Susanna Picone
13:19

Ue attiva protezione civile: pronti 100 pompieri qualificati per cercare dispersi

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"La Ue ha attivato il meccanismo di protezione civile in seguito alla richiesta delle autorità libanesi, e coordinerà l'invio urgente di 100 pompieri altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane. Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite": lo annuncia il commissario alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic. "Olanda, Grecia e Cechia hanno già confermato la loro partecipazione, Francia, Polonia e Germania hanno già offerto assistenza", ha aggiunto.

A cura di Susanna Picone
13:13

Caritas Libano: "Situazione apocalittica, il quadro probabilmente peggiorerà rapidamente"

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Caritas Internationalis esprime la propria solidarietà e vicinanza alla Chiesa e al popolo libanesi e a Caritas libanese, dopo le devastanti esplosioni che hanno colpito Beirut provocando morte e distruzione. "È una situazione terribile e disastrosa e oggi ci troviamo nella confusione più totale", riferisce a Caritas Internationalis Rita Rhayem, direttore di Caritas Libano, il cui staff si è immediatamente attivato per soccorrere le persone colpite dall'esplosione. La confederazione Caritas sta lanciando un piano di emergenza coordinato dal segretariato generale di Caritas Internationalis per assistere immediatamente le vittime. "La situazione è critica e questa è la prima volta che affrontiamo un'emergenza di tale portata. La situazione è apocalittica, ma noi non ci fermiamo e andiamo avanti per aiutare tutte le persone in difficoltà", sottolinea Rita Rhayem. "Vi sono molti morti e molti feriti, e da un punto di vista sanitario il quadro probabilmente peggiorerà rapidamente a causa degli effetti dei gas tossici. Caritas Libano si sta preparando a questa eventualità, ma i nostri centri sanitari non hanno mezzi per affrontare una simile evenienza e le operazioni di salvataggio sono rese ancora più difficili dalla mancanza di elettricità". Anche il quartier generale di Caritas Libano è stato gravemente danneggiato ma nessuno dello staff è rimasto ferito. "Dalle 18:00 di ieri, il Paese si è fermato e stiamo vivendo un incubo – afferma il presidente di Caritas Libano, padre Michel Abboud – Non abbiamo nulla per aiutare la popolazione. Beirut è devastata e siamo totalmente sopraffatti dalla portata degli eventi". "I nostri volontari si sono mobilitati immediatamente per individuare ed assistere i feriti, che vengono ricevuti nei nostri centri di assistenza primaria purtroppo già sopraffatti ed incredibilmente affollati, così come gli ospedali. Manca qualsiasi cosa, compreso il cibo per sostenere la popolazione colpita", aggiunge Rita Rhayem. Come sottolinea Aloysius John, segretario generale della Caritas Internationalis, le esplosioni su vasta scala hanno causato un ulteriore danno a un Libano già in ginocchio a causa della crisi economica e politica, delle violenze, della pandemia e delle conseguenze delle sanzioni economiche imposte alla Siria. John esorta quindi "la comunità internazionale a intervenire con urgenza e incondizionatamente al fine di aiutare la popolazione. Devono essere sostenuti gli sforzi delle organizzazioni della società civile di ispirazione religiosa, in particolare Caritas Libano che è presente in tutto il Paese per rispondere ai bisogni della popolazione, specialmente in questo periodo di grave sofferenza per il popolo libanese". "Non dobbiamo inoltre dimenticare quanto gli effetti delle sanzioni economiche e delle violenze abbiano indebolito questo Paese e stiano pesando molto sul Libano, che deve oggi fronteggiare anche una grave crisi alimentare – aggiunge John – È essenziale che la comunità internazionale agisca con decisione per alleviare le sofferenze dei libanesi, rimuovendo immediatamente le sanzioni economiche".

A cura di Susanna Picone
13:06

Ospedali al collasso, mancano anche gli antibiotici

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La Croce Rossa libanese si sta coordinando con il ministero della Sanità per individuare luoghi per allestire obitori improvvisati: gli ospedali sono al collasso dopo le esplosioni di ieri a Beirut. lo ha riferito alla Reuters il direttore, George Kettani. Gli ospedali hanno chiesto ai pazienti con ferite non letali di rimanere a casa perché non sono in grado di far fronte ad un afflusso del genere. Numerosi ospedali sono stati danneggiati dalle esplosioni e nel distretto di Gemmayze, il personale medico è stato costretto a curare i pazienti in un parcheggio. Altri ospedali hanno segnalato carenze di medicinali fondamentali, compresi gli antibiotici.

A cura di Susanna Picone
12:54

Testimone: "A Beirut scene di guerra, curano i feriti nei parcheggi"

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"A Beirut è tutto distrutto, sembra una scena di guerra. È stato come un terremoto, tre ospedali sono distrutti e stanno curando i feriti nei parcheggi, non c'è elettricità e dentro è come se fosse tutto bombardato, per fortuna qualcuno ha solo fratture lievi ma la situazione è grave". A parlare è Myriam Tomè, che all'Adnkronos ha raccontato il day after l'esplosione. Architetto libanese, 30 anni, Myriam vive e lavora a Firenze ma da qualche settimana si trova in Libano per le vacanze. "Al momento dell'esplosione ero a casa, a 7 km dal porto – spiega – in un primo momento ho pensato che fosse un terremoto ma andava avanti. Così sono scesa dai miei genitori e fratelli. Viviamo all'ottavo e al nono piano di un palazzo e da sopra si vede il porto. Si muoveva tutto, è stato come un terremoto di magnitudo 4.5, abbiamo sentito questa esplosione, pensavamo che fosse un aereo di guerra, era davvero forte". Assieme alla sua famiglia, ieri sera Myriam si è diretta verso le montagne, a Batroun, 44 km da Beirut, dove i suoi hanno una casa. "C'era un traffico tremendo – racconta – tutti scappavano verso le montagne o provavano a recarsi negli ospedali per dare una mano. Mia cugina è andata a donare il sangue, davanti a ogni ospedale c'erano 2.000 persone in fila per donare". Tomè assicura di stare bene ma qualche suo amico ha visto la propria abitazione sgretolarsi sotto i piedi. "Ho chiamato i miei amici a Beirut, alcuni hanno le case completamente distrutte, qualcuno al momento dell'esplosione si trovava lì per lavoro. Una mia amica stava prendendo un caffè e voleva andare via ma è dovuta restare in centro fino alle 22 perché la sua macchina era bloccata in un parcheggio e non poteva recuperarla. Beirut era tutta bloccata". Mentre la conta di morti e dispersi va avanti ("abbiamo saputo che nel mio palazzo sono morte tre persone e una ragazza non sappiamo più dove sia" spiega l'architetto), sui social è partita una catena per rintracciare i dispersi. "Abbiamo creato una pagina su Instagram con le immagini delle persone disperse per aiutare a ritrovarle" afferma Tomè. Ora fa paura anche il pericolo di tossine nell'aria: "C'è una grossa nuvola arancione che ha attraversato tutte le montagne del Libano e che si vede anche da qui – racconta ancora -. Adesso si sta dirigendo verso la Siria. Le autorità ci hanno detto di non uscire di casa per tre giorni perché forse pioverà e potrebbe essere pericoloso perché tutto è tossico". L'esplosione di ieri è avvenuta vicino al luogo dell'esplosione che nel 2005 ha ucciso l'ex premier Rafiq Hariri e altre 21 persone "Ma era molto molto più forte stavolta" ammette Tomè. Un'esplosione avvenuta a tre giorni dalla sentenza sull'omicidio dell'ex premier. "Qualcuno dice che si è trattato di un messaggio – chiosa – ieri in un primo momento abbiamo pensato che fosse successo qualcosa al figlio di Hariri ma ora tutti aspettano con ansia venerdì per capire cosa succederà".

A cura di Susanna Picone
12:40

Gas sprigionati dall'esplosione pericolosi se inspirati in grande quantità

Il fumo e le fiamme dopo l'esplosione al porto di Beirut
Il fumo e le fiamme dopo l'esplosione al porto di Beirut

I gas sprigionati dall'esplosione del nitrato d'ammonio che ha devastato Beirut "sono pericolosi se inspirati in grande quantità ma non sono da considerarsi gas tossici" nel lungo periodo. Lo dice Daud Nawfal, docente di chimica all'università libanese di Beirut in una intervista all'emittente satellitare libanese al Mayadeen. Secondo esperto "il nitrato d'ammonio interagisce a una temperatura di 200 gradi centigradi emanando biossido di azoto, un gas nocivo che di norma fuoriesce con gli scarichi delle automobili e delle fabbriche ogni giorno. Ma quello che lo rende più dannoso – come nel caso delle esplosioni di Beirut – è la quantità di gas emanato in poco tempo che potrebbe provocare mal di testa, difficoltà di respirazione o bruciori della gola e salivazione, ma non causa malformazione o problemi cronici". Questo biossido di azoto si disperderà nel tempo in aria e a contatto con l'umidità si trasformerà in acido nitrico, un forte agente ossidante che con il fenomeno che viene chiamato ‘pioggia acida' potrebbe creare danni all'agricoltura ed alle automobili", ha spiegato il docente.

A cura di Susanna Picone
12:31

Oltre 300.000 persone sono rimaste senza casa

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Oltre 300.000 persone sono rimaste senza casa a seguito delle esplosioni al porto di Beirut. Lo ha detto il governatore della città precisando che, secondo una prima stima, i danni materiali ammontano a oltre tre miliardi di dollari. Lo scoppio ha causato gravi danni in circa la metà del territorio cittadino.

A cura di Susanna Picone
12:24

Il porto di Beirut spazzato via: le immagini dall'alto

Le immagini dall'alto a Beirut sono devastanti. Il porto è completamente stato spazzato via e anche parte della città poco distante è stata rasa al suolo.

A cura di Susanna Picone
12:12

Grano tenuto nei magazzini portuali non può essere usato, perse le tracce di 7 impiegati

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Il ministro dell'Economia libanese, Raoul Nehme, ha detto ai media locali che il grano tenuto nei magazzini portuali di Beirut non può essere usato e che il ministero ha perso le tracce di sette impiegati nei granai. Il ministro ha comunque assicurato che il Paese ha attualmente abbastanza grano a disposizione. Secondo l'Associated Press, l'80% del grano nel paese è importato.

A cura di Susanna Picone
11:54

Ong Intersos: "Gente sotto choc, impatto psicologico è drammatico"

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"Ci sono persone e famiglie che hanno passato la notte ospiti di amici e parenti. Qui la gente è ancora sotto choc". Lo dice Riccardo Mioli, operatore umanitario della ong Intersos, che da Beirut riporta la drammaticità delle conseguenze della violenza esplosione di ieri e che definisce un "evento impressionante". "L'esplosione si è sentita molto. Io ero nel parcheggio davanti il nostro ufficio, non molto vicino al luogo in cui è avvenuta. C'è stata una grande vibrazione, abbiamo pensato al terremoto, poi si è sentita l'esplosione e l'onda d'urto. È stato un fatto che ha colto tutti alla sprovvista. Ancora adesso molta gente è sotto choc. Beirut è una città relativamente piccola, tutti hanno parenti o amici coinvolti, l'impatto psicologico è drammatico. Molte persone non hanno più casa e sono state ospitate. C'è molta solidarietà fra le comunità". Mioli sottolinea la gravità del fatto anche in relazione a una situazione preesistente davvero difficile per il paese, sia per la crisi economica che per la pandemia di Coronavirus: "È davvero un brutto colpo per il popolo libanese". La preoccupazione maggiore ora è "l'impatto economico" sulla popolazione e su questo le organizzazioni umanitarie si stanno già organizzando: "Domani è in programma un coordinamento per dare via ad un piano operativo. Ci sarà bisogno di molti aiuti".

A cura di Susanna Picone
11:40

Militare italiano ferito è di Bitonto. Il sindaco: "A lui l'abbraccio della comunità"

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"A Roberto e alla sua famiglia vada l'abbraccio di tutta la comunità bitontina e pugliese". È quanto scrive in un post Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto (Bari) paese in cui risiede Roberto Caldarulo, il militare italiano rimasto ferito a Beirut. "Non riesco neanche a immaginare cosa abbiano provato e quali devastanti ricordi resteranno nella memoria di questo terribile evento", aggiunge il primo cittadino e conclude: "vi siamo vicini". Le condizioni di Caldarulo, 40 anni, a quanto si apprende non sono gravi.

A cura di Susanna Picone
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