Il tenente colonnello Marco Mele, portavoce del contingente italiano in Libano, raggiunto telefonicamente da Fanpage.it ha parlato della situazione a Beirut, devastata da potenti esplosioni martedì pomeriggio, e in particolare delle condizioni dei nostri militari nel Paese. “I nostri militari coinvolti nell’esplosione di ieri nel porto di Beirut stanno bene, il militare ferito assieme agli altri soldati del Joint Multinational Operation Unit sono rientrati in base e il soldato ferito ha riportato una frattura alla mano: niente di preoccupante, un grosso spavento per tutti gli altri militari. Il contingente si è mosso immediatamente con degli assetti di medici, psicologi e anche un assetto deputato alla gestione di eventi chimici, biologici, radiologici, nucleari per rilevazioni di possibili contaminazioni dell’aria oggetto delle esplosioni. Adesso stanno in base, stanno bene, un grosso spavento per gli altri, una frattura per uno dei nostri soldati”, ha spiegato. Il tenente colonnello ha chiarito che sono stati indossati anche dispositivi di protezione individuale per garantire adeguata protezione delle truppe, tenuto conto anche del Coronavirus che sta interessando il Paese in questo momento.

"A Beirut tutte le ipotesi sono al vaglio"

Riguardo quanto accaduto ieri a Beirut ha aggiunto: “Tutte le ipotesi sono al vaglio ma dipendono dal governo legittimo libanese. Compito della missione Unifil non è quello di andare a ricercare cause in merito a questa esplosione quanto piuttosto quello di garantire la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele. Il nostro contingente opera in base al mandato delle risoluzioni delle Nazioni Unite quindi non ha nulla a che vedere con le cause che hanno originato l’incidente. Quel che di giusto e vero c’è è che il contingente ha lavorato a stretto contatto con le forze di sicurezza libanesi per poter lavorare in sicurezza e riportare a casa, nella nostra base, i nostri connazionali. Compiti del contingente di Unifil prevede l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità al sud del fiume Litani fino alla blue line. L’assistenza alla popolazione e alle forze armate libanesi rientra nei compiti della missione ma non specifici per quello che è accaduto in questo momento. Ci ha inorgoglito la telefonata del ministro della Difesa: il ministro Guerini si è sincerato delle condizioni di salute del contingente, del nostro militare ferito e di tutti gli altri".