Come vi stiamo raccontando, nei prossimi giorni comincerà finalmente la discussione in Parlamento della legge di bilancio predisposta dal governo guidato da Giuseppe Conte. Il testo, che ha subito molte modifiche e arriva ancora privo dei dettagli su reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni (che saranno affidate a ddl collegati alla mlegge di bilancio), è stato al centro di molte polemiche con le istituzioni europee, con la Commissione che ha inviato due lettere con le quali si chiedono spiegazioni al nostro esecutivo e si bocciano le scelte operate in relazione alla crescita del rapporto deficit Pil. Il dialogo con la UE, insomma, si annuncia lungo e complesso, considerando la volontà espressa da Luigi Di Maio e Matteo Salvini di non recedere rispetto agli impegni presi in queste settimane e di non voler modificare i saldi della manovra.

Anche per questo, acquista particolare rilevanza la lettera che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per comunicargli il via libera alla trasmissione del disegno di legge alle Camere. Una lettera che era stata in qualche modo anticipata da alcuini organi di stampa e che il Quirinale ha voluto rendere nota. Eccola:

In riferimento ad alcune indiscrezioni apparse sui media questa mattina, l'Ufficio Stampa del Quirinale rende noto il testo della lettera inviata ieri dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte:

«In data odierna ho autorizzato, ai sensi dell’articolo 87, quarto comma, della Costituzione, la presentazione alle Camere del disegno di legge di bilancio per il 2019, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre 2018.

Nel procedere a tale adempimento desidero rivolgermi al Governo, nel comune intento di tutelare gli interessi fondamentali dell’Italia, con l’obiettivo di una legge di bilancio che difenda il risparmio degli italiani, rafforzi la fiducia delle famiglie, delle imprese e degli operatori economici e ponga l’Italia al riparo dall’instabilità finanziaria.

A questo scopo, sulla base di quanto disposto dalla Costituzione agli articoli 81, 97 e 117, delle valutazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, previsto dalla legge costituzionale n. 1 del 2012, delle osservazioni e della richiesta avanzate dalla Commissione europea, è mio dovere sollecitare il Governo a sviluppare – anche nel corso dell’esame parlamentare – il confronto e un dialogo costruttivo con le istituzioni europee».