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Non c'è tono polemico nelle parole di Laura Puppato, ma solo la volontà di constatare un dato di fatto, nell'apertura dell'intervista telefonica realizzata a pochi giorni dalle primarie del centrosinistra, per le quali corre come candidata (ecco come si vota). Il nostro sistema informativo, specie quello televisivo, risente di un problema grosso, che ha comportato in questo caso una forte sperequazione nella distribuzione dell'attenzione mediatica tra i candidati. Lo si sapeva già, si continua a percepirlo tutt'oggi e la Puppato l'aveva già denunciato più di venti giorni fa. Con maggiore equità, forse, non sarebbe stata costretta a rincorrere con affanno persino il risultato delle firme necessarie per registrarsi ed avrebbe avuto un'eco maggiore.

Le domande sono incentrate particolarmente sulla necessaria parità di sessi nella rappresentazione politica, l'ecologismo cui intenderebbe indirizzare la sua politica, la risoluzione del problema dell'evasione fiscale, riscontrando una forte passione di Laura Puppato nei confronti di tali tematiche, che sono state al centro della sua esperienza amministrativa comunale. C'è un'esigenza grossa di risanare il buco che l'evasione fiscale comporta, delle grandi imprese, così come delle medio piccole, che in sostanza, con una pressione come quella attuale, sono quasi vincolate all'evasione per garantirsi la sopravvivenza. Investimenti sulla riqualificazione del territorio, premi alle imprese virtuose in termini di rispetto dell'ambiente, investire nei nostri cervelli, così che il prodotto italiano possa essere venduto all'estero. Ricette basilari, di sinistra, sulla scorta di quelle che anche gli altri candidati stanno proponendo.

Cambiano le sfumature, i criteri attraverso i quali le proposte vengono fatte. Laura Puppato, ad esempio, propone con concretezza di mettere in pratica quel meccanismo virtuoso di cui si discute in questi giorni in parlamento, il cosiddetto "contrasto di interesse", un sistema che stimoli il cittadino alla richiesta di ricevuta potendola rendere deducibile dalla propria dichiarazione dei redditi. Al dibattito su Sky, l'unica a portare avanti tale idea che, indipendentemente dalle contraddizioni e le problematiche che può portare con sé, pare il solo strumento che non faccia apparire la richiesta di scontrini, ad un popolo diseducato fiscalmente, come un dispetto al commerciante.