Foto: Twitter/Missione Lifeline
in foto: Foto: Twitter/Missione Lifeline

L’annuncio del ministro dell’Interno Matteo Salvini di chiudere i porti italiani a due Ong, la Lifeline e la Seefuchs, ha visto una risposta della prima di queste due organizzazioni molto dura, con conseguenti polemiche. In un tweet, poi rimosso, Lifeline scrive: "Quando i fascisti ci fanno pubblicità…”, facendo riferimento proprio alla decisione di Salvini di non accettare i migranti a bordo dell’imbarcazione che è intervenuta nel Mediterraneo centrale in soccorso di un gommone con 118 persone, tra cui 14 donne, 4 bambini e un neonato. La Ong ha assicurato che a tutti i migranti soccorsi sono stati forniti giubbotti salvagente.

Il commento della Ong è stato poi rimosso con un netto passo indietro certificato da un altro tweet: “No, Matteo Salvini non è naturalmente un fascista. Ci è scivolato il mouse”. Rettifica che non sembra esser bastata al ministro dell’Interno che ha commentato duramente: “Una pseudo associazione di volontariato che dà del ‘fascista' al vice premier italiano? Questi non toccheranno mai più terra in Italia”. E poi, dal suo profilo Facebook Salvini ha rincarato la dose: “La nave Ong Lifeline commenta: ‘Quando i fascisti ci fanno pubblicità’. Roba da matti. A casa nostra comandiamo noi, la pacchia è stra-finita, chiaro? Insulti e minacce non ci fermano. Se voi mi aiutate, io non mollo”, scrive postando lo screenshot del tweet della Ong.

La Ong tedesca ha spiegato poi di aver aiutato il trasferimento dei migranti sulla nave cargo Viking Amber diretta al porto di Misurata: “Noi siamo preoccupati che queste persone vengano riportate indietro in Libia dopo il loro salvataggio sulla Viking Amber”, ha affermato Alex Steier con una mail inviata alla Dpa. La polemica è nata dopo il post su Facebook di questa mattina di Salvini, in cui il ministro dell’Interno spiegava che altre due “navi di Ong sono arrivate al largo delle cose della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti: dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi”.