
Su un autobus della linea 302 in sosta a Kensal Rise, nella zona nord-ovest di Londra, c'era un sacco della biancheria abbandonato accanto ad un sedile. Una signora che non riusciva a spostare il passeggino, perché il sacco sporgeva dal vano bagagli, ha chiamato l'autista. L'uomo si è avvicinato e ha incontrato il muso di una scimmietta che spuntava dalla gabbia contenuta all'interno. Così nella capitale inglese è stata abbandonata Oyster, una femmina di uistitì (Callithrix erxleben), ribattezzata con questo nome come il sistema di pagamento dei trasporti pubblici londinesi.
La piccola scimmia è stata recuperata grazie all'intervento della RSPCA, contattata dall'autista del mezzo. Le condizioni dell'animale non erano delle migliori: oltre a essere particolarmente stressata, era in uno stato evidente di disidratazione. Secondo la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals e altre associazioni locali, il marmoset (altro nome della specie) ritrovato sul bus potrebbe essere il "primo di molti abbandoni", ora che nel Regno Unito le persone sono obbligate a ottenere una licenza per detenere dei primati. Da poco infatti è stata approvata in Gran Bretagna una legge che prevede anche l'inserimento del microchip per tutte le scimmie, e chi non si è messo in regola entro il 6 aprile scorso ora rischia una multa o anche la reclusione. Questa specie, poi, è particolarmente attraente per chi vuole una scimmia in casa per le sue dimensioni e il peso leggero. I marmoset infatti hanno un corpo che misura dai 20 ai 50 centimetri, inclusa la coda. Il peso varia tra i 130 grammi per l'uistitì pigmeo e i 400-450 grammi per le altre tipologie come l'uistitì argentato e dai pennacchi neri.
Oyster ora è in un rifugio in cui ci sono specialisti della fauna selvatica a curarsi di lei ma appunto il timore è che altri animali vengano lasciati incustoditi e abbandonati in tutto il Paese. Alison Cronin, direttrice di Monkey World e tra coloro che hanno contribuito alla stesura della nuova legge, ha dichiarato al Guardian che negli ultimi dieci anni "molte persone benintenzionate sono cadute vittime di chi sui social media promuove questi animali selvatici come animali domestici" e che gli allevatori del Regno Unito stavano "facendo affari d'oro" sfruttando questo equivoco.
Ciò che ha sottolineato l'esperta del resto è sotto gli occhi di tutti: sono sempre di più i video in cui si mostrano animali selvatici dentro abitazioni e che subiscono interazioni non adatte alla loro natura con gli esseri umani. In Italia non è possibile detenere un marmoset nè altri primati: come si può leggere anche dal sito del Ministero della Salute si tratta di animali selvatici ed esotici soggetti a una normativa molto restrittiva, soprattutto per motivi di tutela della biodiversità, benessere animale e rischio sanitario.