
Chiunque voglia adottare o comprare un cane, di qualsiasi tipologia o razza, dal 1 luglio in due città tedesche dovrà superare un esame. E' la decisione che è stata adottata a Brema e Bremerhaven, le "perle nordiche" sulla costa del Mare del Nord, per favorire le adozioni responsabili e obbligare chi decide di condividere la vita con un quattro zampe ad affrontare l'inizio della relazione con consapevolezza.
Sono 35 le domande che costituiscono la parte teorica della "licenza per cani" introdotta dalla città-stato di Brema, ma il percorso include anche una parte pratica legata alla conoscenza basica di alcune pratiche tra cane e persona come l'acquisizione del "seduto" e "resta" da parte dell'animale e la pratica del guinzaglio.
L'esame teorico va fatto nel momento in cui si decide di adottare un cane, mentre quello pratico si deve svolgere a distanza massimo di un anno dall'entrata in famiglia dell'animale. Il nuovo regolamento vale per tutti obbligatoriamente, sebbene non sia retroattivo per chi ha già invece un cane in casa precedentemente alla data del 1 luglio 2026.
Sul sito ufficiale così viene spiegata l'introduzione della nuova normativa: "Non tutti i proprietari di cani sono in grado di prendersi cura del proprio animale, del suo temperamento e delle sue esigenze specifiche. L'impegno richiesto per accudire e educare un cane può essere facilmente sottovalutato e, a lungo andare, le persone si ritrovano senza tempo o altre risorse. Ciò si riflette anche nel fatto che i cani vengono ripetutamente abbandonati o consegnati ai rifugi per animali, mettendo a dura prova queste strutture gestite da volontari. In altri casi, i cani diventano problematici o pericolosi per altri animali o persone. Un test di competenza è
stato introdotto proprio per prevenire questi problemi".
Il modello tedesco per le adozioni responsabili
Non è la prima volta che in Germania si prevede un percorso finalizzato alla maggiore conoscenza del "miglior amico dell'uomo" rivolto alle persone di riferimento. Brema segue l'esempio della vicina Bassa Sassonia, dove dal 2013 sono in vigore regolamenti sostanzialmente identici. La particolarità della licenza per cani di queste due aree della Germania è che si applica a tutti i proprietari di cani, non solo a coloro che desiderano avere accanto razze specifiche. Questo tipo di percorsi, infatti, mettono comunemente sotto la lente d'ingrandimento i cani che appartengono alle razze o alle tipologie considerate "potenzialmente pericolose" come Terrier di tipo Bull, molossoidi e anche razze da pastore e da guardiania come Pastori Tedeschi o Abruzzesi Maremmani.
Il modello tedesco supera questa logica che non ha nemmeno alcun fondamento scientifico ma che puntualmente riemerge nel dibattito pubblico. Anche in Italia, del resto, la soluzione che viene proposta è ogni volta di inserire una "black list" ed obbligare solo le persone che convivono appunto con specifiche tipologie di cani a seguire corsi per ottenere il cosiddetto "patentino".
Nel nostro Paese sono decenni che si discute su quale sia il percorso migliore per evitare incidenti che, a volte, hanno avuto anche esiti tragici con la morte di persone a causa del comportamento aggressivo di un cane. Il nostro ordinamento non prevede nulla a livello nazionale e anche a livello regionale la situazione è molto frammentaria e le regole poco applicate. L'ultima proposta presentata in Senato dalla Regione Lombardia è ferma in Commissione e risulta particolarmente anacronistica e, soprattutto, contiene un evidente conflitto d'interessi visto che è stata prevista l'esclusione dall'obbligo per chi acquista un cane da un allevamento con affisso Enci.
Per quanto riguarda il percorso di formazione appena licenziato in Germania, la bontà dell'idea si vede anche da come è stata studiata nei dettagli e dal fatto che un'eventuale bocciatura non comporta la separazione dall'animale ma l'obbligo di continuare a studiare e presentarsi fin quando non si supera l'esame. Tra le informazioni che vengono date, infatti, è indicato che "non c'è un limite fisso al numero di tentativi. Tuttavia, è consigliabile lasciare trascorrere un tempo sufficiente tra un tentativo e l'altro per prepararti a fondo, sia tu che il tuo cane".
Per quanto riguarda gli esaminatori, anche in questo caso sembra che la normativa sia stata scritta cum grano salis, e non appunto come ipotizzato qui in Italia di appaltare la gestione solo all'Enci. Nelle faq, infatti, viene precisato che "gli esami teorici e pratici sono somministrati da singoli individui o enti riconosciuti dal Servizio statale di Brema per la sicurezza alimentare, il benessere degli animali e la veterinaria (LMTVet)", facendo dunque comprendere che è stato correttamente privilegiato di avere come punto di riferimento un parterre variegato di esperti che si occupano specificamente di etologia canina.