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29 Ottobre 2026
16:51

Un bucorvo perde il becco, ma i veterinari gliene hanno costruito uno nuovo con la stampa 3D

Un bucorvo di uno zoo di Amsterdam aveva perso gran parte del becco, ma ne ha ricevuto uno artificiale nuovo grazie a due protesi stampate in 3D. È il primo uccello a cui vengono ricostruite artificialmente entrambe le parti del becco.

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Il bucorvo dello zoo ARTIS con il suo nuovo becco artificiale stampato in 3D. Foto di ARTIS

Un bucorvo che aveva perso gran parte del becco è tornato a mangiare autonomamente grazie a due protesi realizzate con una stampante 3D. L'intervento, effettuato allo zoo ARTIS di Amsterdam, nei Paesi Bassi, è considerato il primo al mondo in cui sono state ricostruite contemporaneamente entrambe le parti del becco di un uccello. E i risultati sono stati incoraggianti fin da subito: già il giorno successivo all'operazione, l'animale è riuscito a raccogliere da terra un piccolo topo utilizzando il suo nuovo becco artificiale.

Il protagonista di questa storia è un maschio di bucorvo meridionale o cafro (Bucorvus leadbeateri), un grande uccello africano caratterizzato da piumaggio nero, vistose zone di pelle rossa sulla testa e da un becco robusto e leggermente ricurvo. A causa di alcune fratture, l'animale aveva perso buona parte sia della mandibola superiore che di quella inferiore, ritrovandosi con due monconi che gli impedivano di usare il becco.

Nonostante l'uccello fosse riuscito in parte ad adattarsi alla sua difficile condizione, le sue possibilità di esprimere comportamenti naturali erano comunque fortemente limitate.

Come è stato ricostruito il becco con la stampa 3D

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Il becco artificiale realizzato a partire da una TAC. Foto di ARTIS

L'intervento è stato possibile grazie alla collaborazione tra i veterinari dello zoo ARTIS, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Utrecht, il centro medico universitario UMC Utrecht e l'azienda specializzata Amnovis. I ricercatori hanno effettuato una TAC della testa del bucorvo e utilizzato i frammenti del becco originale, fortunatamente conservati dopo le fratture, per ricostruirne digitalmente la forma.

Su questa base sono state poi progettate e stampate in 3D due protesi su misura, realizzate in materiale plastico e fissate ai monconi attraverso componenti e viti in titanio. L'operazione è stata eseguita dai chirurghi veterinari Bjorn Meij e Lucinda van Stee, mentre la progettazione delle protesi è stata curata da Joëll Magré dell'UMC Utrecht.

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Il bucorvo aveva perso entrambe le estremità del becco. Foto di ARTIS

Una delle principali incognite riguardava soprattutto la reazione dell’uccello. Un becco artificiale, infatti, ha un peso e una sensibilità differenti da quello naturale, e non era affatto scontato che il bucorvo riuscisse ad accettarlo e utilizzarlo correttamente. Per questo motivo, i veterinari avevano previsto anche la possibilità di rimuovere le protesi qualora avessero compromesso ulteriormente il benessere dell'animale.

Fortunatamente non è stato necessario. Il bucorvo ha iniziato a utilizzare il nuovo becco già nel pomeriggio stesso dell'operazione. La mattina successiva ha raccolto autonomamente un topo dal terreno e, dopo pochi giorni, ha ricominciato anche a pulirsi e sistemarsi le penne.

Un intervento che potrebbe aiutare anche altri uccelli

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Già poche ore dopo l'operazione l'uccello ha cominciato a usare il suon nuovo becco artificiale. Foto di ARTIS

Secondo i veterinari dello zoo, si tratta del primo caso in assoluto in cui entrambe le parti del becco di un uccello vengono sostituite contemporaneamente attraverso protesi realizzate con la stampa 3D. In passato erano già stati effettuati interventi analoghi, ma generalmente limitati alla porzione superiore oppure a quella inferiore. L'obiettivo principale, tuttavia, non era realizzare un primato tecnologico, ma migliorare concretamente la qualità della vita dell'animale.

Il successo definitivo dell'operazione dipenderà però dai risultati a lungo termine. I veterinari continueranno a monitorare il comportamento del bucorvo, la resistenza delle protesi e le eventuali difficoltà nell'utilizzarle. Sono inoltre già previsti componenti di ricambio, nel caso in cui le parti artificiali dovessero danneggiarsi.

La tecnica sperimentata in questo caso potrebbe in futuro essere applicata anche ad altre specie, sebbene la diversa anatomia dei becchi renda necessario valutare ogni caso singolarmente. Gli specialisti intendono inoltre i risultati dell'intervento in uno studio approfondito, così da mettere questa esperienza a disposizione di tutti gli altri veterinari.

Per il momento, il risultato più importante è che il bucorvo è tornato a mangiare autonomamente e a prendersi cura del proprio piumaggio. Due gesti apparentemente semplici che erano diventati impossibili, ma che adesso grazie a un nuovo becco artificiale stampato in 3D permetteranno al bucorvo di tornare a esprimere i comportamenti tipici della sua specie e migliorare il suo benessere.

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