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20 Giugno 2026
12:38

Uccelli guidano esseri umani, larve convincono formiche a non mangiarle: lo studio sulla cooperazione tra le specie

Un team internazionale di ricercatori ha pubblicato uno studio che svela come la comunicazione renda possibile la cooperazione tra diverse specie animali compresa la nostra.

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Un esemplare di Indicator indicator

Si chiama "L'ecologia e l'evoluzione degli indizi e dei segnali nella cooperazione interspecifica animale" ed è uno studio che mostra come e quanto esista in natura la cooperazione tra le varie specie viventi, inclusa la nostra. La ricerca, pubblicata da un team internazionale di ricercatori mette in luce le diverse esperienze che avvengono in natura nelle quali animali completamente diversi l'uno dall'altro si aiutano o comunicano in qualche modo per far sì che vi sia cooperazione e comprensione di determinati segnali.

La cooperazione interspecifica si basa su segnali e indizi per il coordinamento in tempo reale."Queste informazioni aiutano ad attrarre partner, avviare collaborazioni e massimizzare i benefici – spiegano gli esperti – L'espressione è plasmata dai limiti sensoriali, dall'ambiente, dal rischio e dal bisogno di informazioni. I segnali possono essere ereditati geneticamente o culturalmente e, in alcuni casi, possono coevolvere". La cooperazione interspecifica tra animali si verifica quando individui di specie diverse coordinano attivamente il loro comportamento in tempo reale, eseguendo azioni complementari che producono un risultato reciprocamente vantaggioso.

Un esempio che riguarda la nostra specie è il comportamento dell'uccello chiamato Indicatore maggiore (Indicator indicator) che appartiene alla famiglia degli Indicatoridae ed è noto proprio con il nome "guida del miele". Questo volatile, infatti, indica e porta gli esseri umani e altri animali verso gli alveari selvatici, nutrendosi poi dei resti di cera e larve. Altro caso spiegato nel paper è quello dei pesci pulitori che rimuovono gli ectoparassiti dai pesci di barriera più grandi in cambio del cibo che ne ricavano. A proposito di larve, poi, ci sono quelle delle farfalle licenidi che usano segnali chimici e vibrazionali per convincere le formiche a proteggerle invece di mangiarle.

"Dagli esempi che conosciamo, gli individui coordinano le proprie azioni per accedere a risorse condivise, come il cibo, o per scambiare risorse con servizi, come la protezione dai predatori – spiega la dottoressa Katie Dunkley, autrice principale e ricercatrice presso l'Università di Oxford e il professor Jem van der Wal, ricercatore affiliato al FitzPatrick Institute of African Ornithology dell'Università di Città del Capo – Eravamo particolarmente interessati a capire come la condivisione di informazioni permetta un coordinamento così stretto tra le specie e alcune forme di cooperazione interspecifica. Gli indizi e i segnali variano a seconda del contesto ecologico, delle specie coinvolte e del fatto che il segnale sia innato o appreso".

Segnali e indicazioni tra le specie, inoltre, aiutano gli animali a identificare i partner cooperativi, ad avviare interazioni e a garantire di trarre beneficio dalla collaborazione. Avere a che fare con membri di un'altra specie, infine segnalano i ricercatori, può comportare dei rischi e la comunicazione è importante anche per evitare individui che potrebbero sfruttarli.

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