
Il punteruolo nodoso di Canterbury (Hadramphus tuberculatus) è una specie che è stata ritenuta estinta per quasi 100 anni, prima che gli scienziati ne scoprissero una piccola popolazione nel 2004. Ora una conferma dell'aumento della popolazione di questo rarissimo insetto arriva grazie a un programma di conservazione in Nuova Zelanda. Dopo aver allevato alcuni esemplari in cattività, gli scienziati ne hanno rilasciato oltre 200 in natura per iniziare un percorso volto al ritorno di questa specie in natura.
Noto anche come punteruolo bitorzoluto di Canterbury, questo insetto è un raro coleottero curculionide endemico della Nuova Zelanda e in particolare proprio della regione da cui prende il nome. Il Dipartimento per la Conservazione (DOC), in collaborazione con esperti e comunità locali, ha avviato il programma di riproduzione partendo da soli sei individui e arrivando a contarne oltre 200. Il primo rilascio sperimentale ha avuto luogo nella regione dei laghi di Ōtūwharekai/Ashburton, un incontaminato sistema di zone umide e laghi glaciali d'alta quota della regione.
Tara Murray, consulente scientifica senior del DOC ha sottolineato che il primo ostacolo per questi insetti in via di estinzione è stata proprio la sopravvivenza in condizioni di laboratorio: "Abbiamo iniziato con pochi esemplari in un centro specializzato. Davamo loro da mangiare ogni sorta di alimenti che potessero interessarli, compresi pezzi di carota. Si sono rivelati poi più facili da far riprodurre di quanto ci aspettassimo e piuttosto resistenti. Abbiamo iniziato con sei esemplari e ora ne abbiamo più di 200, il ché è fantastico".
Una delle cause della quasi scomparsa in natura di questa specie è la sempre più forte mancanza del loro cibo preferito: le "spear grasses" ovvero le piante del genere Aciphylla, note in lingua maori come taramea e spesso chiamate anche Spaniard o Spaniard grass. Le attività antropiche che portano a falciare queste pianta comportano la perdita dell'habitat per questi curculionidi. Murray ha infatti precisato che il team ha ora rilasciato i punteruoli nell'area dei laghi di Ōtūwharekai/Ashburton in via sperimentale per vedere come si adattano anche perché "è un ottimo posto con piante di Aciphylla che sono tra le preferite per questi insetti".
Il punteruolo nodoso di Canterbury viene definito un vero e proprio "fossile vivente": appartiene a una linea evolutiva antichissima e ha mantenuto caratteristiche fisiche quasi identiche a quelle dei suoi antenati vissuti milioni di anni fa. Vivendo in un luogo isolatissimo non ha avuto contatti con predatori che invece in altre aree del mondo hanno contribuito all'estinzione di specie simili.
Non avendo avuto la necessità di evolversi o cambiare radicalmente per sopravvivere rappresenta una specie simbolica per comprendere la vita come era milioni di anni fa e fin quando non è arrivato l'uomo nel suo aerale non aveva avuto mai, praticamente, problemi di sopravvivenza. La principale causa del declino di questi insetti è, come abbiamo accennato, proprio la rimozione da parte degli agricoltori delle piante di Aciphylla su cui vivono ma anche l’introduzione dei ratti europei di cui sono divenuti prede.
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