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5 Maggio 2026
17:45

Quando la luna decide la vita degli uccelli: il caso studio del succiacapre collorosso

La vita del succiacapre collorosso (Caprimulgus ruficollis) è scandita come un orologio dalle fasi lunari: caccia, migrazione e riproduzione dipendono dalla luna. Più luce significa più cibo ed energia per affrontare le fasi cruciali.

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La vita del succiacapre collorosso (Caprimulgus ruficollis) è scandita come un orologio dalle fasi lunari

Per secoli la luce della luna è stata associata a immagini poetiche e malinconiche, come nei versi di Giacomo Leopardi. Ma per alcuni animali notturni non è solo una compagna nostalgica, ma una vera e propria bussola biologica. Un nuovo studio dell'Università di Lund, in Svezia, dimostra infatti che il succiacapre collorosso (Caprimulgus ruficollis), un uccello migratore diffuso in Penisola Iberica e in Africa occidentale, regola gran parte della sua vita seguendo il ciclo della luna.

Questi uccelli, strettamente imparentati al "nostro" succiacapre comune (C. europaeus), sono attivi soprattutto di notte e dipendono dalla luce lunare per cacciare insetti in volo. Quando la luna è piena, le notti sono abbastanza luminose da permettere loro di alimentarsi per ore. Al contrario, durante le fasi di luna nuova, quando il buio è più intenso, il tempo a disposizione per cacciare si riduce drasticamente e si concentra solo all'alba e al tramonto.

La vita al limite del succiacapre dipende dalla luna

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Un succiacapre comune (C. europaeus), specie presente anche in Italia

A differenza dei pipistrelli che usano l'ecolocalizzazione, i succiacapre – chiamati così per l'errata convinzione che succhiassero il latte agli animali domestici nelle stalle – non sono in grado di orientarsi o cacciare efficacemente nel buio più totale. Questo significa che vivono sempre "sul filo", con un bilancio energetico molto delicato: se non riescono a nutrirsi abbastanza, non accumulano le riserve di grasso necessarie per sopravvivere e migrare.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, si basa su oltre dieci anni di ricerche nel Parco Nazionale di Doñana, un'area naturale protetta della Spagna sud-occidentale. Qui i ricercatori hanno monitorato gli uccelli con piccoli dispositivi elettronici in grado di registrare attività di volo, temperatura corporea e comportamento durante tutto l'anno. Incrociando poi questi dati con le fasi lunari – che seguono un ciclo di circa 29 giorni – è emerso un legame sorprendentemente forte.

Accendersi e spegnarsi in base alle fasi lunari

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Buona parte delle attività del succiacpare, come alimentarsi o migrare, dipendono dalle fasi lunari

Quando la luce diminuisce, gli uccelli rallentano drasticamente le loro attività. Restano immobili per lunghi periodi e abbassano la temperatura corporea per risparmiare energia: una strategia simile a una breve "ibernazione", piuttosto rara negli uccelli. Curiosamente, l'unico uccello noto che affronta una fase di vero letargo è infatti proprio un altro succiacapre, quello di Nuttall (Phalaenoptilus nuttallii), diffuso in Nord America.

Con il ritorno della luna piena, però, tutto cambia. Aumenta il tempo dedicato alla caccia, si accumulano nuove riserve energetiche e gli individui possono prepararsi alle fasi più impegnative della loro vita, come la migrazione. Il viaggio primaverile dall'Africa verso l'Europa, per esempio, inizia solo quando le condizioni energetiche lo permettono, spesso circa due settimane dopo la luna piena.

Le luci artificiali minacciano gli animali notturni

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L’inquinamento luminoso può interferire in maniera negativa con la i cicli di questi e altri animali notturni

Anche la riproduzione segue ritmi molto precisi. Le uova vengono deposte in modo che la schiusa coincida con il periodo di maggiore abbondanza di insetti notturni, aumentando così le probabilità di sopravvivenza dei pulli nelle prime settimane di vita. Questi risultati ci fanno capire meglio quanto gli animali notturni possono essere sensibili alla luce. E in un mondo sempre più illuminato artificialmente e soggetto ai cambiamenti climatici, anche piccole variazioni nella luminosità notturna possono avere effetti negativi significativi.

Alterare il buio naturale significa infatti rischiare di interferire con cicli biologici costruiti nel tempo con equilibri e sincronie molto precisi e fragili. Capire questi meccanismi, concludono i ricercatori, è quindi fondamentale per proteggere specie che vivono già al limite delle loro possibilità energetiche. Per loro, la luna non è solo uno sfondo nel cielo notturno: è un vero e proprio orologio che scandisce quasi ogni aspetto della vita.

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