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2 Giugno 2026
10:21

Otto ibis crestati sono stati liberati in Giappone: prosegue la reintroduzione dopo l’estinzione locale

Otto rari ibis crestati sono stati liberati in Giappone nella regione di Noto. Prosegue il ritorno della specie in natura dopo l’estinzione locale avvenuto all’inizio degli anni Duemila.

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Un ibis crestato liberato in Giappone con penne colorate per il riconoscimento individuale. Foto di Kazushi Kurihara/Kyodo News via AP

Otto ibis crestati sono tornati a volare liberi nei cieli del Giappone, decenni dopo la scomparsa della specie dal paese. La liberazione è avvenuta nella città di Hakui, nella regione di Noto, nell’isola principale di Honshu, dove questi uccelli erano stati osservati per l’ultima volta in natura ormai molti anni fa.

Gli animali sono usciti uno dopo l’altro da alcune casse di legno durante una cerimonia pubblica molto partecipata. I residenti hanno applaudito mentre gli ibis prendevano quota sopra la città. Alla cerimonia erano presenti anche il principe ereditario Akishino e sua moglie Kiko.

Gli otto uccelli provengono da un centro di allevamento sull’isola di Sado, nella prefettura di Niigata, dove la specie viene allevata grazie a un programma di riproduzione in cattività iniziato oltre vent’anni fa. Altri dieci ibis dovrebbero essere liberati nei prossimi mesi.

Chi sono gli ibis crestati

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Un ibis crestato nella risaia di Sado

L’ibis crestato o giapponese (Nipponia nippon), chiamato Toki in Giappone, è un grande uccello trampoliere originario dell’Asia orientale. Appartiene alla stessa famiglia delle spatole e degli altri ibis ed è riconoscibile per il piumaggio bianco, le sfumature rosa-arancioni sotto le ali e la pelle rossa intorno agli occhi. Durante il periodo riproduttivo le piume assumono tonalità ancora più intense.

Questa specie vive soprattutto in zone umide, risaie, paludi e campagne allagate, dove cerca piccoli animali nel terreno fangoso usando il suo lungo becco ricurvo. Si nutre principalmente di insetti, rane, pesci, crostacei e altri piccoli invertebrati.

Gli ibis crestati nidificano sugli alberi e vivono spesso in piccoli gruppi. La loro presenza è considerata importante anche dal punto di vista ecologico: sono infatti indicatori della buona salute degli ambienti umidi e agricoli tradizionali.

Perché si erano estinti in Giappone

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Una coppia di ibis crestati fotografati in Afghanistan

L’ibis crestato era un tempo diffuso in molte aree del Giappone, ma nel corso del Novecento la popolazione è crollata rapidamente. Le cause principali furono la caccia sregolata e la distruzione degli habitat naturali.

L’intensificazione dell’agricoltura e l’uso di pesticidi hanno impoverito le risaie e le zone umide da cui questi uccelli dipendevano per alimentarsi. Anche il taglio delle foreste e l’espansione urbana hanno ridotto i siti disponibili per la nidificazione.

Negli anni Settanta la specie era ormai scomparsa in natura sull’isola di Honshu. Gli ultimi uccelli giapponesi sopravvivevano soltanto sull’isola di Sado e l’ultimo individuo nato in Giappone morì nel 2003, segnando ufficialmente l’estinzione della specie nel paese.

Il ritorno grazie alla cooperazione con la Cina

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A partire dalla fine degli anni ’90, il Giappone ha avviato un intenso programma di allevamento in cattività grazie ad alcuni individui arrivati dalla Cina

La storia dell’ibis crestato in Giappone non si è però conclusa con quell’ultima morte. La specie è sopravvissuta infatti in alcune aree della Cina, dove piccoli gruppi erano stati scoperti negli anni Ottanta.

Proprio grazie alla collaborazione tra Cina e Giappone è stato possibile avviare un programma di conservazione e allevamento in cattività. Nel 1999 una prima coppia di ibis donata dalla Cina ha permesso la nascita del primo pullo allevato in cattività in Giappone.

Da allora il programma di riproduzione si è intensificato e ha avuto grande successo. Nel 2008 dieci ibis allevati a Sado vennero liberati in natura e la popolazione dell’isola è cresciuta progressivamente fino a raggiungere circa 500 individui di oggi.

La nuova liberazione nella regione di Noto rappresenta quindi un altro passo importante per riportare la specie in altre aree in cui era ormai scomparsa.

Un simbolo di rinascita per la regione di Noto

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Oggi in Giappone si stima ci siano circa 500 ibis crestati in natura

Il ritorno degli ibis crestati ha assunto anche un forte valore simbolico per la popolazione locale. La penisola di Noto sta ancora cercando di riprendersi dal violento terremoto che ha colpito la regione nel 2024 causando centinaia di vittime e gravi danni.

Per molti abitanti vedere questi uccelli tornare a volare nei cieli della regione è stato interpretato anche come un segno di rinascita e speranza. Una storia che mostra come la conservazione della natura possa diventare anche un modo per ricostruire il legame tra comunità e territorio.

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