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14 Agosto 2026
11:34

Organi umani coltivati per limitare la sperimentazione animale: il progetto da 24 milioni di euro dell’Università di Cambridge

Un progetto dell’Università di Cambridge prevede lo sviluppo di organoidi umani per ridurre l’uso di animali nella ricerca e nei test farmacologici. Dall'Europa agli Usa sono sempre di più i progressi per arrivare alla fine dell'utilizzo di esseri viventi nei laboratori, a fronte del fallimento dei farmaci poi su esseri umani che secondo dati scientifici si attesta sul 90% dei casi.

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Uno studio già nel 2023 aveva accertato un dato di fatto: oltre il 90% dei farmaci che superano i test sugli animali falliscono poi nelle sperimentazioni sull'uomo. Da anni, infatti, la ricerca scientifica cerca un'alternativa valida perché gli esami in laboratorio di prodotti finalizzati alla cura dell'essere umano non siano più testati su altre specie, a fronte appunto di un fallimento e a costo della sofferenza e della morte di milioni di individui di altre specie al mondo.

Una strada sempre più percorsa da parte dei ricercatori è quella dell'utilizzo di organi umani e altri tessuti in miniatura che vengono prodotti in laboratorio e in Inghilterra è nato un progetto che prevede la coltura di organoidi partendo dalla coltivazione ​​di cellule di pazienti del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) , proprio per migliorare la sperimentazione medica e ridurre il numero di animali utilizzati nello sviluppo di farmaci.

Il progetto è a cura dell'Università di Cambridge e prevede un investimento di 20 milioni di sterline, pari a circa 23,42 milioni di euro. "Avrà un impatto significativo sul numero di animali utilizzati e sul modo in cui svilupperemo nuovi farmaci in futuro – ha dichiarato al Guardian Matthias Zilbauer, professore clinico di gastroenterologia pediatrica presso il Cambridge Stem Cell Institute – Non stiamo dicendo che non ci sarà più alcun utilizzo di animali nel prossimo futuro, perché ci sono ancora alcune questioni che non possono essere testate in questi nuovi modelli, ma la riduzione è molto concreta".

Gli organoidi sono versioni tridimensionali e miniaturizzate di organi o tessuti, derivati ​​da cellule con potenziale staminale, in grado di auto-organizzarsi e differenziarsi in masse cellulari 3D, riproducendo la morfologia e le funzioni delle loro controparti in vivo. La coltura di organoidi è una tecnologia emergente e sono stati generati organoidi derivati ​​da diversi organi e tessuti, come cervello, polmone, cuore, fegato e rene.

Nel solco di una futura dismissione in toto della sperimentazione animale, il progetto di Canbridge sarà gestito in un centro di ricerca finanziato dal Medical Research Council. I ricercatori collaboreranno con altri scienziati per creare una libreria di organoidi standardizzati e validati che saranno messi a disposizione del mondo accademico e dell'industria farmaceutica per supportarli a portare nuovi farmaci verso la fase clinica.

Tanto in Europa quanto negli Stati Uniti da anni si cerca di trovare un'alternativa all'utilizzo degli animali nella sperimentazione medica e farmaceutica. Lo scorso 3 giugno la Commissione europea ha presentato le linee guida per arrivare alla fine dei test su altre specie viventi nei laboratori. La road map definisce "passi chiari e concreti per garantire la transizione verso approcci innovativi che non prevedono l'utilizzo di animali". Per quanto riguarda i tempi, dunque, l'Ue si è data appuntamento per fare il punto della situazione nel 2029 durante una conferenza di alto livello.

Una maggiore sensibilità e attenzione a questo tema è inoltre ormai diffuso all'interno della stessa comunità scientifica e uno dei momenti più significativi del passaggio culturale che sta avvenendo tra gli stessi ricercatori è avvenuto a New York nell'aprile del 2024 quando è stata firmata la "Dichiarazione sulla coscienza degli animali": importanti nomi della scienza hanno esortato i colleghi, attraverso i dati scientifici raccolti, sul dato di fatto che gli altri animali sono esseri senzienti. Corvi, polpi, bombi e pesci pulitori sono solo alcuni degli animali che hanno cognizione citati dagli esperti nel documento in cui si chiede a tutto il mondo accademico di valutare, in buona sostanza, quale sia la differenza dal punto di vista dell'esperienza del dolore e quindi della consapevolezza tra una specie e un'altra.

Secondo i dati pubblicati sul sito del Ministero della Salute, In Italia il numero di animali adoperati per la sperimentazione "è in continua diminuzione, in linea con i principi di riduzione e sostituzione: si è passati dalle 777.731 unità del 2010 alle 607.097 del 2016, una tendenza che dal 1999 è rimasta costante". In Gran Bretagna, dove appunto è stato finanziato il progetto sugli organoidi, sono state effettuate 2,54 milioni di procedure di sperimentazione animale, in calo del 3,8% rispetto al 2024. Oltre il 90% delle procedure ha coinvolto topi, ratti, pesci e uccelli, mentre l'1% ha utilizzato specie protette come gatti, cani, cavalli e scimmie.

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