
Il tema della sperimentazione animale è molto delicato e sempre più scienziati si sono avvicinati a tecniche alternative per evitare sofferenze agli animali e garantire il progresso nella ricerca medica a uso umano. Una nuova legge, la numero 75, in Canada nella regione dell'Ontario ora segna il passo per la decisione di emanare un divieto assoluto di praticare test invasivi su cani e gatti.
Si tratta della prima provincia canadese a decidere in tal senso, diventando un caso esemplare a livello mondiale. La decisione fa parte di un pacchetto di normative sul benessere animale, contenuto nel disegno di legge 75, "Keeping Criminals Behind Bars Act, 2026". Nel testo sono contenute varie fattispecie legate alla sperimentazione in laboratorio e la decisione di agire in tal senso è avvanuta dopo la scoperta di un laboratorio illegale che si trovava all'interno di un ospedale molto noto, il St. Joseph's Health Care London, una delle organizzazioni sanitarie più complesse dell'Ontario.
Un'inchiesta aveva fatto emergere che nella struttura i cani venivano sottoposti a dolorosi test cardiaci prima di essere soppressi. La scoperta è avvenuta grazie alle segnalazioni di alcuni informatori e l'organizzazione Animal Justice ha fatto emergere il caso, scatenando l'opinione pubblica e spingendo il premier Doug Ford ad agire e ad adottare questo divieto senza precedenti.
Un altro fattore importante conseguente a questa novità è che per quanto riguarda gli animali ad ora presenti nei laboratori è stata data indicazione a favorirne percorsi di adozione, ma prima dovranno essere sottoposti a cure psicofisiche attraverso centri di recupero che si occupino della loro riabilitazione.
Secondo i media locali questa decisione potrebbe portare poi ad un ulteriore passo, ovvero quello di estendere il divieto anche per i primati. Secondo Animal Justice, nel 2024 sono stati effettuati esperimenti su 3,7 milioni di animali, anno in cui l'unico centro scientifico nazionale canadese dedicato alla sostituzione dei metodi di sperimentazione animale ha dovuto chiudere per mancanza di fondi.