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18 Giugno 2026
10:45

Nuova specie di squalo scoperta in Papua Nuova Guinea: si muove “camminando” sul fondale usando le pinne

Scoperta in Papua Nuova Guinea una nuova specie di squalo "camminatore" che usa le pinne come zampe per muoversi sul fondale. È innocuo per gli esseri umani, vive in un'area molto ristretta e potrebbe essere già minacciato.

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La nuova specie di squalo Hemiscyllium dudgeonae. Foto di Nesha Ichida

Gli squali non sono tutti uguali. In questo enorme gruppo di pesci cartilaginei esistono infatti grandi nuotatori oceanici, predatori rapidi e infallibili, ma anche specie un po' più "pigre" e che preferiscono muoversi sul fondale utilizzano le loro pinne come fossero zampe. E proprio durante uno studio dedicato a questi particolari squali "camminatori", un gruppo internazionale di ricercatori ha scoperto una nuova specie rimasta finora sconosciuta alla scienza.

La nuova specie è stata chiamata Hemiscyllium dudgeonae in onore della biologa marina Christine Dudgeon, che da oltre vent'anni studia questi animali e che ha partecipato alla spedizione e allo studio. La scoperta è stata annunciata e descritta sulla rivista Journal of the Ocean Science Foundation.

Squali "camminatori", predatori diversi dal solito

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Questi squali preferiscono muoversi sul fondale utilizzando le pinne come arti. Foto di Mark Erdmann

Il "nuovo" squalo è stato scoperto nelle acque basse della Baia di Milne, nella parte sud-orientale della Papua Nuova Guinea, in Oceania. Si tratta di un animale lungo circa un metro che vive esclusivamente in una piccola area geografica. Gli studiosi lo hanno osservato durante immersioni notturne condotte per monitorare altre specie di squali "camminatori" già note.

Questi squali non hanno l'aspetto "classico" dei predatori che siamo abituati a vedere nei film e nei documentari e appartengono alla famiglia Hemiscylliidae, piccoli squali bentonici, cioè legati al fondale marino, chiamati anche bambù e imparentati agli squali tappeto, nutrice, zebra e il gigantesco squalo balena. Si nutrono infatti soprattutto di piccoli invertebrati come i crostacei e non rappresentano alcun pericolo per per gli esseri umani.

La loro caratteristica più sorprendente è però la capacità di utilizzare tutte e quattro le pinne come arti, anche per brevi tratti fuori dall’acqua, avanzando lentamente tra le pozze di marea e sulle barriere coralline poco profonde quando il livello del mare si abbassa.

Uno squalo "pigro" che potrebbe già essere minacciato

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La nuova specie Hemiscyllium dudgeonae è diffusa in un tratto di mare molto ristretto nella parte sud–orientale della Papua Nuova Guinea. Foto di Nesha Ichida

A colpire subito i ricercatori sono state però alcune particolari caratteristiche di questi squali. Sul corpo marrone erano presenti sottili trattini bianchi che non corrispondevano ai disegni osservati nelle altre specie conosciute. Dopo aver raccolto campioni di tessuto e sangue da diversi individui, gli studiosi hanno quindi eseguito delle analisi genetiche che hanno confermato il sospetto: si trattava davvero di una nuova specie.

Il nome in lingua locale attribuito a questo squalo è kadedekedewa, un termine che può essere tradotto approssimativamente come "squalo pigro". Questo soprannome deriva proprio dal suo modo di muoversi lento e apparentemente tranquillo, più simile a una camminata che a una nuotata.

La scoperta, però, porta con sé anche alcune preoccupazioni. Poiché questa nuova specie vive in un'area molto limitata, potrebbe essere già particolarmente vulnerabile alla degradazione degli habitat costieri, alla pesca e agli effetti dei cambiamenti climatici. Gli scienziati stanno infatti già raccogliendo nuovi dati per valutare in maniera più precisa il suo stato di conservazione e proporne l'inserimento nella Lista Rossa dell'IUCN, che classifica le specie a rischio di estinzione.

C'è ancora molto da scoprire sugli squali "camminatori"

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La biologa Christine Dudgeon insieme allo squalo che porta il suo nome. Foto di Mark Erdmann

Lo studio ha inoltre contribuito ad ampliare le conoscenze sugli squali "camminatori" della regione. Fino a poco tempo fa si pensava che ciascuna specie fosse nettamente separata dalle altre da barriere naturali come fiumi o tratti di mare profondo. Le nuove ricerche suggeriscono invece che alcune distribuzioni geografiche possano invece sovrapporsi, rendendo più complessa la storia evolutiva di questi insoliti predatori.

Con questa scoperta, il numero di specie conosciute del genere Hemiscyllium sale ora a dieci. Un risultato importante che sottolinea quanto la biodiversità marina sia ancora in parte inesplorata e come, persino in un gruppo famoso e appariscente come quello degli squali, sia ancora possibile imbattersi in specie completamente nuove per la scienza.

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