
Mugi, Ichigo e Luena sono tre leonesse morte allo zoo di Tama a Hino, in Giappone, e sono il simbolo della condizione in cui vengono detenuti gli animali, ancora, in molte strutture di tutto il mondo. La scomparsa di questi tre esemplari, infatti, sta scuotendo le coscienze nel paese del Sol Levante, con le organizzazioni di tutela animale sul piede di guerra a causa delle motivazioni che hanno portato alla morte dei tre grandi felini.
Il Giappone, come gran parte del Pianeta, sta subendo i danni di un'estate ad altissime temperature e le cause del decesso di Mugi, Ichigo e Ruena secondo quanto riferito dallo stesso zoo sarebbe da attribuire proprio al caldo estremo. La struttura ha infatti riferito che i felini mostravano sintomi di inappetenza e affaticamento dal 18 luglio, e l'autopsia ha rivelato disidratazione diffusa e insufficienza multiorgano , suggerendo che il colpo di calore sia stato un fattore determinante.
A muovere le accuse più pesanti nei confronti dello zoo è stata la PETA, che ha denunciato la mancanza di misure adeguate per proteggere gli animali in cattività ma sottolineato anche quanto sia grave che ancora ci siano animali come queste tre leonesse nate e cresciute in cattività: "Mugi, Ichigo e Luena sono state private di tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta per un animale selvatico – scrivono da PETA Asia – Prendersi cura dei leoni e degli altri animali durante un'ondata di calore è il compito più elementare di uno zoo, eppure sono gli animali a pagarne il prezzo quando le strutture non funzionano correttamente. Questa tragedia è un crudo monito che gli zoo non potranno mai fornire agli animali selvatici il controllo e la libertà di cui hanno bisogno per proteggersi. Gli zoo non sono rifugi o santuari; esistono per esporre gli animali a scopo di lucro, non per mettere al primo posto i loro bisogni".
Il Tama Zoological Park si trova a Hino, una città nella prefettura di Tokyo. La struttura sorge nella periferia occidentale della capitale, a circa un'ora di treno dal centro della capitale e ha una popolazione di 16 leoni di cui, secondo la stampa locale, ben dieci hanno mostrato gli stessi sintomi delle tre leonesse morte, tanto che per gli altri esemplari si parla di "condizioni critiche". I veterinari che lavorano le parco zooligico hanno reso noto le procedure di emergenza che hanno messo in atto, tra cui la sospensione dell'esposizione degli animali al pubblico e il trasferimento in recinti singoli con sistemi di raffreddamento e allestimento di ventilatori e condizionatori d'aria.
La morte delle tre leonesse è avvenuta a stretto giro. La prima a morire è stata Mugi, tre anni: ha perso l'appetito il 19 luglio e il giorno successivo non riusciva ad alzarsi in piedi. Dopo diversi giorni di agonia, è morta il 28 luglio. Poco dopo, la undicenne Ichigo ha fatto la stessa fine, morendo il 31 luglio. La più anziana delle tre era invece Luena: è morta a 15 anni la scorsa domenica.
La questione del caldo globale non riguarda solo gli esseri umani ma, chiaramente, tutte le specie che abitano il mondo. In condizioni di libertà questi animali non si troverebbero mai in Giappone e mai confinati in aree in cui non hanno alternative se non la dipendenza dall'essere umano per una vita minimamente dignitosa. Le condizioni in cui vivono gli animali negli zoo sono molto lontane dal loro habitat naturale, anche quando si tratta di strutture che hanno grandi spazi e si opera secondo i protocolli internazionali riconosciuti dalla comunità scientifica e finalizzati alla preservazione delle specie. "La mancanza di spazio, l'isolamento, la carenza di stimoli e la continua vista del pubblico causano negli animali frustrazione, stress, apatia e depressione – ha spiegato Laura Arena, veterinaria esperta in benessere animale su Kodami – L’assenza o la scarsità di stimoli complicano il quadro insieme alla privazione della possibilità di sviluppare i comportamenti propri della specie; da quelli più basilari ai più complessi, come camminare su lunghe distanze, arrampicarsi, cacciare, poter avere relazioni sociali o poter riprodursi".
Nel caso delle tre leonesse morte in Giappone, poi, la condizione climatica sembra aver contribuito in maniera decisiva alla loro morte e una delle componenti più serie che possono contribuire alla sopravvivenza di animali di questo tipo è l'elevata umidità che rende difficile per i leoni regolare la propria temperatura corporea.