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15 Agosto 2026
11:33

La mamma delfino insegna al cucciolo come far uscire i pesci che si nascondono nelle conchiglie per cibarsi

Uno studio testimonia un raro comportamento di “shelling” nei delfini che vivono nell'Australia occidentale. Nella ricerca viene anche dimostrata la probabile trasmissione della tecnica di predazione dalle madri ai cuccioli, offrendo nuove prove sulle capacità cognitive e sociali di questi tursiopi.

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C'è un comportamento nei delfini, e solo in alcuni di loro e in determinate aree, che viene definito "shelling". Si tratta dell'attività che compiono per predare il contenuto delle conchiglie per poi cibarsene. In pratica i mammiferi marini mettono in atto un comportamento di vera e propria predazione: individuano i pesci che si nascondono nelle conchiglie e con il rostro, che è il prolungamento anteriore della testa, prendono il guscio, lo portano fuori dall'acqua, lo svuotano e si cibano del pesce che rimane incastrato all'interno una volta che l'acqua è defluita.

Questo comportamento già da solo è raro da monitorare, ma adesso uno studio ha identificato degli esemplari femmine che insegnano ai cuccioli come metterlo in atto. La ricerca si è svolta nell'area marina di Shark Bay, nell'Australia occidentale. Già in precedenza nella stessa regione i ricercatori avevano rilevato questo comportamento, rilevando che sembrava diffondersi soprattutto attraverso le relazioni sociali tra delfini: sembrava che un esemplare riuscisse ad avere maggiori probabilità di imparare la tecnica se frequentava conspecifici che sapevano utilizzarla.

Adesso è stato scoperto che questa trasmissione del sapere avviene direttamente da mamma a figlio. In particolare nello studio viene descritta l'osservazione di una femmina adulta che era intenta a cercare cibo e che aveva effettuato diverse immersioni per poi comparire con una conchiglia, senza però mai svuotarla ma lasciandola ricadere. Il drone usato dagli esperti ha mostrato poi la "sorpresa": ad un certo punto è comparso un cucciolo che ha raccolto la conchiglia lasciata cadere in profondità dalla madre, l'ha tenuta nello stesso modo in cui lo aveva fatto in precedenza la genitrice e poi ha iniziato a praticare lo shelling. "Dopo alcune emersioni con la conchiglia – scrivono i ricercatori – il cucciolo ha lasciato cadere il guscio (probabilmente per inseguire il pesce o per inesperienza o scarsa dimestichezza con le tecniche necessarie) ed è riemerso senza la conchiglia".

Nello studio sono riportate altre osservazioni molto dettagliate, con tutte le tempistiche che hanno visto per protagonisti i due animali e le conclusioni degli osservatori sono appunto che le capacità cognitive di questi mammiferi marini ogni volta sorprendono sempre di più, insieme alle impressionanti doti sociali intraspecifiche che hanno.

"Il nostro lavoro fornisce la prima prova dell'uso di conchiglie (ovvero, l'utilizzo di strumenti) al di fuori di Shark Bay, nell'Australia Occidentale, a supporto dell'ipotesi di un'innovazione indipendente di questo comportamento lungo le coste occidentali e orientali dell'Australia", precisano gli esperti, sottolineando come questa caratteristica sia ad oggi stata vista solo in questa zona del mondo.

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