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24 Settembre 2026
16:40

La lanterna maculata arriva in Europa: in Ungheria il primo ritrovamento di questo pericoloso insetto alieno

La lanterna maculata è stata confermata per la prima volta nell'UE in Ungheria. Questo insetto alieno e invasivo, originario dell’Asia, ha già causato grossi danni negli USA e attacca soprattutto vite, alberi da frutto e boschi.

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In Ungheria è stata confermata la prima segnalazione di lanterna maculata (Lycorma delicatula), un insetto di origine asiatica, nell’Unione europea

L'agenzia ungherese per la sicurezza alimentare ha confermato il ritrovamento di una lanterna maculata, una specie aliena di insetto originaria dell'Asia e considerata una grave minaccia per l'agricoltura. Si tratta della prima segnalazione confermata della specie nell'Unione europea: il ritrovamento è avvenuto nell'estate del 2026 nella contea di Bács-Kiskun al confine con Serbia e Croazia, dopo la segnalazione di un cittadino. L'identificazione è stata successivamente verificata in laboratorio dall'autorità fitosanitaria ungherese Nébih.

La notizia arriva poche settimane dopo la prima segnalazione della specie in Moldavia, dove nell'agosto 2026 erano stati individuati sia adulti che ninfe, cioè gli stadi giovanili dell'insetto, in un'area industriale della città di Chișinău. Questa specie ha già causato grossi danni alla produzione agricola degli Stati Uniti, dove è arrivata per la prima volta nel 2014, e ora si teme possa diffondersi e creare danni anche qui in Europa.

Chi è la lanterna maculata e perché è considerata così dannosa

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La lanterna maculata può creare grossi danni all'agricoltura, in particolare alle viti

La lanterna maculata (Lycorma delicatula) è una cicalina appartenente famiglia dei fulgoridi, insetti che si nutrono succhiando la linfa delle piante e che sono imparentati alla cimici. È originaria della Cina e di altre aree dell'Asia orientale e sud-orientale. Gli adulti sono facilmente riconoscibili per le ali anteriori grigie con numerose macchie tonde e scure, mentre quelle posteriori sono in parte rosse e nere. Le ninfe più giovani sono invece nere e bianche e, negli stadi successivi, diventano rosse con parti nere e macchie bianche.

L'allerta intorno a questa specie deriva sia dalla facilità con cui si diffonde una volta arrivata in un territorio, sia per la sua enorme adattabilità e flessibilità alimentare: si nutre di una gran varietà di piante coltivate. L'EPPO, l'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante, ne segnala oltre cento, tra cui vite, alberi da frutto e numerose specie forestali. Tra le piante preferite c'è anche l'ailanto (Ailanthus altissima), un albero esotico invasivo ormai diffuso praticamente ovunque anche in Europa e in Italia.

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I vari stadi citali della lanterna maculata. Foto da Wikimedia Commons

La lanterna maculata provoca innanzitutto un danno diretto: ninfe e adulti pungono i tessuti delle piante e ne succhiano la linfa. Quando gli insetti sono molto numerosi, l'alimentazione continua può così indebolire la pianta fino a causarne la morte. Ma una parte importante del problema è anche indiretta. Mentre si nutre, l'insetto produce infatti una sostanza zuccherina chiamata melata, che si deposita sulle piante e favorisce la crescita della fumaggine, un insieme di funghi che forma una patina scura sulle foglie e può ostacolare la fotosintesi. Le piante indebolite diventano così ancora più deboli e vulnerabili ad altri patogeni e fattori di stress.

Una segnalazione in Europa c'era già stata in realtà nel 2024, in Spagna, ma si trattava di un unico individuo adulto arrivato accidentalmente, forse insieme a una persona presente a Madrid per un congresso internazionale. Le banche dati fitosanitarie dell'EPPO indicano perciò la Moldavia come il primo Paese della regione europea dell'organizzazione in cui la specie è stata ufficialmente segnalata nel 2026, mentre il Nébih considera quello ungherese il primo ritrovamento confermato nell'UE.

I danni della lanterna maculata negli Stati Uniti

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Negli Stati Uniti la specie è arrivata nel 2014 ed è ormai diffusa in vari Stati

La preoccupazione nasce soprattutto dall'esperienza degli Stati Uniti, dove la specie è stata individuata per la prima volta nel 2014 in Pennsylvania. Da allora si è diffusa rapidamente in diversi Stati del nord-est, sfruttando sia la propria capacità di spostarsi sia, soprattutto, il trasporto involontario da parte degli esseri umani. Uno dei settori maggiormente colpiti è quello vitivinicolo. In alcune aree statunitensi le infestazioni hanno provocato perdite molto gravi e, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, in determinate condizioni la perdita della produzione di uva può arrivare fino al 90%.

Il caso americano ha mostrato inoltre anche quanto possa essere difficile contenere la diffusione dell'insetto una volta che si è insediato. L'ailanto, una delle sue piante ospiti preferite, è infatti molto diffuso anche in USA e può sostenere facilmente le popolazioni dell'insetto vicino ai vigneti, favorendone la diffusione. Questo rende ancora più difficile evitare che le lanterne tornino sulle coltivazioni anche dopo i trattamenti nelle aree agricole.

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Il timore è che la specie possa ora diffondersi ulteriormente anche in altri paesi dell'UE

Un altro elemento che rende la specie particolarmente pericolosa è la sua capacità di viaggiare senza essere trasportata direttamente come insetto adulto. Le femmine depongono le uova in masse ricoperte da una sostanza protettiva su superfici dure molto diverse, compresi legno, veicoli, container e altri oggetti artificaili. Le uova possono quindi essere spostate accidentalmente attraverso il commercio e i trasporti diffondendosi facilmente in nuovi territori.

Il ritrovamento in Ungheria è quindi particolarmente importante e meritevole di attenzione. Le autorità hanno infatti già avviato le necessarie misure di quarantena e controllo. In questa fase la rapidità nell'individuare eventuali altri individui può essere fondamentale per capire se si tratta di un caso isolato o se l'insetto ha già iniziato a diffondersi. Per questo le autorità ungheresi invitano i cittadini a segnalare anche casi sospetti, allegando fotografie e indicando con precisione il luogo dell'avvistamento. Proprio una segnalazione arrivata da un cittadino ha infatti permesso di individuare la prima segnalazione confermata nell'Unione europea.

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