
Se dovesse passare, sarebbe la seconda regione in Italia ad istituire un elenco per i dog sitter. Capofila, infatti, è stato il Piemonte che ha istituito la figura del dog sitter professionista con la Legge Regionale n. 18 del 23 giugno 2021.
Ora è la Lombardia a provare la strada di un primo passo verso l'ufficializzazione della professione, a fronte di una proposta di legge presentata dalla consigliera di Fratelli d'Italia Maira Cacucci. Il testo, intitolato "Percorsi formativi per le attività di cura e accudimento di animali d’affezione (cd ‘pet sitting')” nasce dall'esigenza di far emergere dal sommerso una figura diffusissima in tutta Italia e in continua crescita numerica, a fronte però di molte persone che si presentano come capaci di prestare questo tipo di servizio ma in realtà non dotati di alcuna conoscenza rispetto alle necessità effettive dei cani e anche nei confronti della gestione del rapporto con le persone di riferimento.
Nel dettato si fa riferimento ai dati Istat del 2024 che hanno certificato la presenza di un animale domestico in quasi 4 famiglie su 10 nel nostro paese. Di quetsi il 22,1% ha uno o più cani in casa e tra il 2015 e il 2025 "si è inoltre assistito ad una crescita pari a 1,5 punti percentuali della presenza di animali d’affezione nelle famiglie, soprattutto tra le coppie senza figli".
In base ad uno scenario in cui i cani e i gatti sono ormai considerati membri effettivi della famiglia, la convivenza con un quattro zampe comporta onori e oneri, tra cui quello di soddisfarne i bisogni, non solo quelli primari ma pensare al benessere psicofisico dell'animale in generale. Nel caso del cane le sue necessità non si limitano di certo alle uscite quotidiane ma bisogna assolutamente tenere conto che anche questo sicuramente fa parte della routine. Ed ecco che tra i vari "compiti" che una persona ha nel gestire il proprio tempo e quello da dedicare al cane subentra la figura del pet sitter, che poi sarebbe più corretto chiamare "dog walker": una persona di fiducia che viene a casa, prende il cane e passa del tempo di qualità con l'animale.
Il rapporto di fiducia è ciò che più conta nella relazione umana da questo punto di vista: affidare il proprio "migliore amico" e allo stesso tempo l'accesso anche alla propria abitazione è un fattore importante che deve essere collegato alla capacità di chi presta il servizio di entrare effettivamente in relazione con l'animale.
Cosa prevede la proposta dell'elenco dei dog sitter in Lombardia
Nella proposta piemontese si affronta la questione in modo simile alla legge piemontese: anche in questo caso non c'è l'obbligo di iscriversi all'elenco ma è concesso farlo su base volontaria. Se dovesse passare, la legge infatti non istituisce una nuova professione regolamentata né introduce un albo professionale, tanto che si parla infatti di "albo" e non di "elenco". La funzione principale è quella di essere una "lista" trasparente e accessibile ai cittadini che potranno liberamente consultarla per trovare così la persona cui affidare il proprio animale. Sembra ovvio, ma nel testo è sottolineato che chi fa richiesta non ha condanne definitive per reati contro gli animali.
Possono presentare domanda di iscrizione le associazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), le imprese regolarmente iscritte nel Registro delle Imprese e i lavoratori autonomi (anche se non iscritti nel registro delle imprese). Per queste due ultime fattispecie è richiesto il possesso del codice ATECO relativo all'attività di pet sitter e lo svolgimento di tale attività in via prevalente. In particolare poi le persone fisiche che svolgono materialmente l'attività di pet sitting (in proprio o per conto dell'ente/impresa iscritto) devono possedere almeno uno dei seguenti titoli: un attestato di competenza rilasciato a seguito dei corsi formativi regionali dedicati al pet sitting o dimostrare di essere in possesso di qualifiche alternative reputate idonei dal regolamento attuativo regionale, ad esempio qualifiche riferite alla cura, custodia, educazione o gestione degli animali d'affezione (compresi educatori, istruttori o addestratori cinofili). Altro elemento cardine è il possesso di un'assicurazione per poter svolgere l'attività in sicurezza.
Chi si iscrive ha dei vantaggi, infatti la proposta prevede dei corsi di formazione professionale che la Regione istituisce per valorizzare il ruolo di chi si occupa regolarmente della custodia e della cura degli animali d'affezione per conto altrui. Per questo saranno istituiti dei corsi, erogati da soggetti accreditati, su temi come il benessere animale, gli aspetti legali, l'etologia, la comunicazione interspecifica, il rapporto con la persona di riferimento, il primo soccorso veterinario, la cura dell'animale dal punto di vista dell'alimentazione e dei bisogni fisiologici e così via.