
Tenerife è l'isola delle vacanze per milioni di europei, meta ambita anche da molti per trasferirsi tutto l'anno. Su quel lembo di terra vulcanica nell'oceano Atlantico di 2.034,38 chilometri quadrati, la più estesa delle isole Canarie è abitata anche da moltissimi italiani, tanto che si stima che su una popolazione di circa 908.555 abitanti i nostri connazionali residenti sull'isola siano circa 28 mila, pari a più o meno il 3% degli abitanti.
Su questo "paradiso" che appartiene alla Spagna ma che è situato praticamente di fronte al Marocco, avviene però qualcosa di cui nessuno parla o di cui pochissimo si sa, almeno fino ad ora: un abbandono costante di cani e gatti. A far emergere questa triste realtà è stato un rapporto ufficiale commissionato proprio dal Cabildo locale, ovvero l'organo di governo dell'isola di Tenerife, per raccogliere le informazioni necessarie alla creazione di una rete insulare di centri di protezione animale per affrontare quella che viene definita come una vera e propria crisi.
Nella ricerca è emerso che oltre nove cani e quasi due gatti vengono abbandonati ogni giorno, un animale ogni tre ore praticamente. Un numero tale che corrisponde a più di 2.813 cani e 704 gatti abbandonati nell'arco di un anno. Il rapporto indica inoltre che questi numeri sono di gran lunga superiori a quelli precedentemente segnalati dalle amministrazioni locali e dai rifugi.
Più della meta dei cani e due gatti su tre vengono ritrovati nella zona nord dell'isola, secondo i dati raccolti nel censimento svolto relativamente all'anno 2024. Tutti i dati che emergono dal report sono davvero impressionanti se confrontati anche con i numeri degli animali invece registrati che hanno una persona di riferimento. Tenerife conta infatti 237.298 cani e 72.268 gatti censiti , secondo il Registro Canario de Identificación Animal (Zoocan). Si tratta di un numero che accerta una media di circa 1 cane/gatto ogni 3 persone, un dato più o meno in linea con la situazione italiana.
Uno degli aspetti più preoccupanti del rapporto riguarda non solo le migliaia di animali che vengono abbandonati, ma il loro destino perché mancano i posti dove ospitarli. I rifugi nell'area metropolitana hanno un tasso di occupazione del 291% per i cani e per i gatti il tasso di occupazione raggiunge il 125%. Lo studio governativo mette in risalto che questo sovraffollamento, su un'isola con circa venti rifugi e diverse organizzazioni di soccorso, ha un impatto diretto sulle condizioni di vita, sulla salute degli animali e sulle difficoltà di poter mettere in piedi dei corretti percorsi di adozione.
Uno dei primi passi che si stanno muovendo è la costruzione di una struttura che si chiamerà Tierra Azul. Il Consiglio dell'Isola prevede di farla sorgere su alcuni terrazzamenti a Presas del Campo, nell'area compresa tra i municipi di San Cristóbal de La Laguna e Tacoronte. Si tratterà di un canile e gattile publico su una superficie di 27.377 metri quadrati totali, di cui 7.122 destinati ai box. Avrà la capacità di ospitare 600 cani e 400 gatti. Dei gatti la metà è destinata a rimanere all'interno di zone riservate a loro, mentre sono previsti 200 altri "posti" concepiti come spazi individuali destinati, tra le altre funzioni, alle campagne di cattura, sterilizzazione e reinserimento o agli animali che necessitano di isolamento. Il senso di questo luogo dovrebbe essere diverso da quello del canile vecchio stile, infatti già i metri quadri senza box fanno capire che l'intenzione è quella di creare un posto dove gli animali possano vivere serenamente per quanto possibile in una situazione di cattività. Sono stati infatti ideati spazi per l'esercizio fisico e sono previsti dei programmi di adozione, opportunità di volontariato e attività educative. L'ente gestore sostiene che il nuovo centro allevierà la pressione sulle strutture che già operano ben oltre la loro capacità.
L'assessore al benessere degli animali, Valentín González, sui media locali ha sottolineato la necessità di creare una nuova infrastruttura, visti il sovraffollamento e le carenze dei comuni metropolitani. Sebbene la raccolta e la cura degli animali abbandonati rientrino nella giurisdizione dei comuni, il Consiglio dell'Isola ha deciso di intervenire a causa delle difficoltà nel trovare una soluzione. Dopo aver analizzato diverse alternative, ha scelto un proprio terreno per realizzare il canile.
Yahaira Thovar, presidente fondatrice dell'Associazione per la Difesa e la Protezione degli Animali delle Isole Canarie (Adepac) ha commentato il report aggiungendo che ritiene ben superiore alle stime fatte la reale portata dell'abbandono. "Non importa quanti rifugi vengano costruiti – ha dichiarato su alcuni media locali – il problema persisterà se non sarà accompagnato da programmi di sterilizzazione, controlli più severi sui cani non dotati di microchip e interventi concreti nelle numerose gole che attraversano l'isola".