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13 Luglio 2026
10:26

Il cane Astro considerato “arma impropria”: uomo condannato per averlo usato durante una rapina

Un 35 enne è stato condannato a 3 anni e 10 mesi per rapina a Torino: avrebbe usato il cane Astro come "arma impropria" per minacciare due passanti. La perizia veterinaria ha escluso che l'animale sia aggressivo di natura.

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La sentenza è chiara e allo stesso tempo molto peculiare: un uomo è stato condannato a tre anni e 10 mesi di prigione per aver usato il suo cane, Astro, come "arma impropria" durante una rapina in strada a Torino. L'uomo, 35 anni, secondo quanto stabilito dal Tribunale avrebbe aizzato il suo meticcio Astro nei confronti di due passanti cui voleva sottrarre un pacchetto di sigarette e cinquanta euro, usando anche una bottiglia di vetro per minacciarli.

La tesi del Pubblico Ministero Manuela Pedrotta, accolta dai giudici, poggia su un principio giurisprudenziale consolidato, traslato però sull'animale in modo abbastanza inusuale e che crea un significativo precedente in giurisprudenza. Per comprenderne l'impatto, bisogna spiegare il concetto di "arma impropria": Per il diritto penale, la definizione di "arma" infatti non si limita alle sole armi da fuoco o da taglio, appunto dette "armi proprie". Il nostro ordinamento prevede anche qualsiasi oggetto o strumento che, in determinate circostanze, sia utilizzato per offendere la persona e che prende dunque il nome di "arma impropria".

Non solo. Il cane, è stato visto come parte della fattispecie del reato di uso di "mano armata" anche. Secondo la Pm, l'imputato ha annullato la volontà autonoma dell'animale sfruttando la sua vocazione naturale. Ordinando al cane di attaccare e mordere le vittime, l'uomo ha trasformato Astro nella propria "mano armata".

In buona sostanza, con la condanna si è data ragione all'ipotesi che il cane sia giuridicamente equiparato a uno strumento di offesa controllato dalla persona di riferimento.

Ciò che è molto interessante in questo contesto prettamente giuridico è però anche la valutazione della veterinaria coinvolta dal Tribunale per effettuare la perizia sul comportamento di Astro. Dalle parole dell'esperta, è emerso che il meticcio non ha alcun comportamento aggressivo nel contesto dove è ora ospitato e che, "inserito in un regime di gestione ordinaria, strutturata, schematizzata e prevedibile, e pertanto scevra dalle complesse implicazioni e fluttuazioni relazionali tipiche di un contesto domestico, non ha manifestato episodi di avversatività o condotte aggressive”.

Astro è un cane che fa il cane, praticamente, nel senso più corretto e profondo di questa affermazione, che significa conoscere non solo l'etologia della specie ma anche le specifiche caratteristiche di razza che riguardano anche i meticci. La veterinaria ha infatti precisato che Astro ha una “spiccata espressione di comportamenti quali la protettività, la competizione e la docilità verso il conduttore”, tutte caratteristiche tipiche di alcune tipologie di cani, oltre che una “elevata reattività, vigilanza e costante allerta sugli stimoli ambientali. E' un animale privo di manifestazioni avversative, nella routine del canile”.

La sentenza di Torino, così, è da leggere in un quadro più ampio che ci consente di comprendere quanto l'affiliazione sia una delle caratteristiche principali della relazione tra cane e uomo, un rapporto che va avanti dalla notte dei tempi in cui il cane è protagonista quanto l'essere umano e che va valutato sempre ed anche come singolo individuo però.

Il senso di questa decisione, dunque, non è solo da ritrovare nella condanna della persona di riferimento e nel vedere il cane come un oggetto ma va analizzata riflettendo sulla stereotipizzazione degli animali quando vengono malamente "accusati" di essere colpevoli di azioni che, invece, sono indotte dalla qualità della relazione che hanno con le loro persone di riferimento. Questa sentenza ci dice che non si tratta di oggetti ma che, a volte, li trattiamo come tali e anzi approfittiamo della loro famosa "fedeltà" per indurli a comportamenti che normalmente, come dimostra il caso di Argo ora abbandonato in canile, non avrebbero.

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