
Sono sempre di più le sentenze che arrivano dal mondo anglosassone in cui i giudici applicano quello che in Italia è stato definito il "daspo cinofilo". Questa volta è toccata a un uomo, James Marchant, che nel settembre del 2025 era stato ripreso dai suoi vicini di casa mentre maltrattava il suo Terrier, lanciandolo anche in aria.
Il 42enne era stato poi denunciato e la RSPCA, la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals che è la più antica e grande associazione benefica britannica dedicata al benessere e la tutela degli animali, si è costituita parte civile. Il veterinario che aveva visionato il filmato durante il processo, ha dichiarato al tribunale di Bristol che il cane, di nome Boomer, aveva provato dolore ed era in un grave stato d'ansia a seguito dei maltrattamenti subiti. Boomer, inoltre, era sottopeso e malnutrito e anche la compagna di Marchant è stata giudicata colpevole e le è stato fatto divieto di avere animali per cinque anni.
L'esito del processo è stato dunque, al di là del pagamento di una sanzione amministrativa a carico di entrambi, quello di vietare qualsiasi contatto con altri animali per i due imputati, a fronte di una considerazione fondamentale che anche in Italia sta prendendo piede: chi viene condannato per maltrattamento non dovrebbe avere alcuna possibilità di comprare o adottare altri esseri senzienti.
In Italia la proposta di istituire il daspo cinofilo è stata da tempo avanzata nel Comune di Nichelino, in Piemonte. "L'obiettivo è quello di impedire a persone che si sono rese responsabili di crimini contro gli animali di continuare ad adottarli o acquistarli. Lo abbiamo chiamato "daspo cinofilo" perché il cane è l'animale più diffuso ma si tratta di un provvedimento estendibile a ogni caso di maltrattamento su animali", aveva spiegato a Kodami l'assessore alle politiche sugli animali, Fiodor Verzola. Da maggio 2025, poi, l'intera Regione Piemonte lo ha adottato istituendo una blacklist regionale: l'elenco dei maltrattatori di animali dovrebbe essere consultabile da operatori autorizzati tramite il SINAC. Il sistema mira a impedire a chi ha precedenti di prendere altri animali.