
Il 74% degli italiani non ha mai sentito parlare di "One Health". E' uno dei risultati che emerge dalla ricerca condotta da YouTrend per AISA – Federchimica per indagare conoscenze, percezioni e comportamenti sul rapporto tra salute umana, salute animale e ambiente secondo l'approccio "salute unica".
I dati relativi a questa mancata conoscenza e anche ad altri sul rapporto con le altre specie e l'approccio con i veterinari sono emersi durante l'evento "Fedeli alla Salute. Proteggere gli animali, tutelare tutti" che ha rappresentato il momento conclusivo dell'omonima campagna di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione veterinaria.
Gli italiani non conoscono il concetto di One Health
Non è la prima volta che AISA – Federchimica indaga sulla conoscenza degli italiani rispetto al concetto della "salute unica". In un'altra indagine dell'aprile 2021 risultava che più dell’80% degli intervistati non aveva idea di cosa si trattasse ed era anche emerso, in un periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, che il 56% non sapeva la definizione di zoonosi. Il confronto con oggi da un certo punto di vista ci dice che le cose sono leggermente migliorate, considerando appunto che si è ridotto al 74% il livello di ignoranza rispetto al tema ma ancora si tratta di una percentuale elevatissima a fronte appunto anche della pandemia che ha coinvolto tutto il mondo.
Come si può leggere sul sito dell'Istituto Superiore della Sanità, la visione olistica One Health si basa sul riconoscimento che la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema siano legate indissolubilmente. La salute, in buona sostanza, non deve essere vista come un insieme di parti separate, ma come un unico sistema complesso in cui ogni elemento influenza gli altri: se stanno bene le altre specie, staremo bene anche noi esseri umani.
Fiducia nei veterinari e desiderio di essere maggiormente informati
Ma dai dati della indagine emerge anche il desiderio degli italiani di poter avere maggiori informazioni su diversi aspetti che riguardano il nostro rapporto con gli altri esseri viventi: il 33% ha dichiarato che vorrebbe saperne di più proprio sulle malattie trasmissibili dagli animali alle persone, il 28& sulla sicurezza degli alimenti di origine animale e il 23% sui controlli lungo le filiere produttive. La metà degli intervistati però ancora non sa definire correttamente il termine “zoonosi” e meno di uno su due riconosce con precisione il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
Un altro focus della ricerca è quello dedicato al rapporto con i veterinari che hanno una posizione di fiducia consolidata nelle famiglie con animali domestici. l'88% ha infatti definito come "molta" o "abbastanza" la fiducia che ha nelle capacità di questa figura professionale di tutelare la salute degli animali, l'86% nella capacità di offrire il consiglio giusto a chi possiede un animale e il 75% nel suo contributo alla tutela della salute pubblica. E sono proprio i veterinari la prima fonte cui le persone si rivolgono per avere informazioni su tematiche che riguardano gli animali, tanto che il 42% degli intervistati li ha indicati come punto di riferimento da questo punto di vista, mentre il 34% ha scelto il web im generale e il 29% ha dichiarato di informarsi tramite social network.
Questi dati ci obbligano comunque a riflettere sulla capacità anche delle persone di trovare fonti affidabili attraverso i media e l'effettiva volontà di farlo. Spesso ci si perde proprio alla rincorsa di notizie che non sono verificate o si accettano consigli semplicistici che non tengono conto ad esempio dell'importanza di conoscere anche solo la personalità del proprio animale domestico, al di là delle cure strettamente legate alla salute fisiologica dell'animale.