
Quando mangiano qualcosa di particolarmente gustoso, come la cioccolata, i ratti producono alcuni suoni molto specifici. Sono vocalizzazioni a una frequenza troppo alta perché l'orecchio umano possa sentirle, ma sembrano proprio essere associate al piacere legato al consumo di un cibo appetitoso. A scoprirle è stato un gruppo di ricercatori della University of Fukui, in Giappone, attraverso uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica eNeuro.
I ratti sono animali molto sociali e comunicativi. Sappiamo già che emettono tanti tipi di vocalizzazioni, inclusi gli ultrasuoni, ovvero suoni con frequenze superiori a quelle percepibili dagli esseri umani. Queste vocalizzazioni ultrasoniche, indicate anche con la sigla USV, possono essere legate a diversi stati emotivi e motivazionali. Studi precedenti avevano infatti già dimostrato che i roditori producono alcuni di questi suoni quando consumano alimenti molto dolci o quando si aspettano di riceverli.
I ricercatori hanno ora individuato una particolare vocalizzazione intorno ai 40 kilohertz, chiamata "40 kHz inverted-U", che compare con maggiore frequenza quando i ratti mangiano la cioccolata. Per individuarla hanno registrato i suoni prodotti dagli durante mentre la mangiavano e li hanno analizzati anche attraverso tecniche di apprendimento automatico, cioè sistemi informatici capaci di riconoscere schemi all'interno di grandi quantità di dati.

Il risultato è stato piuttosto chiaro: i ratti emettevano molte più di queste vocalizzazioni mentre mangiavano la cioccolata rispetto a quando consumavano del normale mangime. E questo non dipendeva semplicemente dalla quantità di cibo consumato. In un test di scelta, infatti, 15 ratti su 16 hanno preferito la cioccolata al mangime.
Un altro elemento interessante riguarda il sistema degli oppioidi endogeni, una parte del cervello coinvolta anche nei meccanismi di ricompensa e nella sensazione di gratificazione. Quando ai ratti è stato somministrato naloxone, una sostanza che blocca i recettori degli oppioidi, le vocalizzazioni che emettevano durante il consumo di cioccolata sono diminuite sensibilmente.

Naturalmente, tutto questo non significa che i ratti provino "felicità" esattamente come la intendiamo noi quando mangiano la cioccolata. Tuttavia, indicano che quella particolare vocalizzazione è strettamente legata al consumo di un alimento altamente gradito e che potrebbe riflettere uno stato emotivo positivo associato a questa particolare ricompensa. Un dettaglio che rafforza ulteriormente questa interpretazione è il fatto che circa il 97% delle vocalizzazioni individuate veniva emesso entro un secondo dall'inizio del consumo di cioccolata.
Secondo gli autori, questi suoni potrebbero quindi diventare uno strumento utile anche per studiare in modo più preciso i meccanismi cerebrali alla base del piacere e della ricompensa. Comprenderli meglio potrebbe per esempio aiutare anche a indagare fenomeni complessi come l'eccessiva assunzione di cibo e l'anedonia, cioè l'incapacità di provare piacere, uno dei sintomi che possono comparire con la depressione.
Ma soprattutto, questi risultati aprono un'ulteriore "finestra" sullo stato emotivo interiore dei ratti, animali fin troppo spesso vittima di pregiudizi. Non tanto per capire se un ratto e felice o meno, ma per restituire un po' di "giustizia" a questi roditori, quasi sempre associati a malattie, infestazioni, fobie e sporcizia. Questi animali così tanto disprezzati sono invece straordinariamente intelligenti e complessi, anche da un punto di vista emotivo. E a farcelo capire meglio ora c'è anche la loro "gioia" ultrasonica mentre mangiano la cioccolata.