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18 Giugno 2026
13:52

Le capre ci ascoltano e seguono la nostra voce per trovare il cibo nascosto, una capacità rara negli animali

Le capre riescono a usare la direzione della voce umana per trovare del cibo nascosto, una capacità molto rara negli altri animali e che finora era stata osservata in pochissime specie.

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Le capre riescono a individuare la posizione di una ricompensa sfruttando gli indizi direzionali presenti nella voce umana

In giro c'è chi ancora pensa che le capre siano animali stupidi, cosa ormai ampiamente smentita da tempo dalla scienza. Ma ora sembra proprio che questi animali domestici siano ancora più "svegli" di quanto si pensasse e che possiedano una capacità molto rara negli altri animali. Secondo infatti un nuovo studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, questi animali sono in grado di utilizzare la direzione della voce umana per trovare oggetti nascosti, un'abilità documentata finora in pochissime specie.

Due secchi rossi, una ricompensa e la frase "Guarda lì!"

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Il set up sperimentale dell’esperimento. Immagine da Watson et al., 2026

Molti animali reagiscono ai suoni: possono riconoscere richiami che segnalano la presenza di un predatore oppure quelli che indicano una fonte di cibo. In questi casi, però, rispondono soprattutto alle informazioni contenute nel suono. Un'altra cosa è invece usare la direzione da cui proviene una voce per capire dove si trova qualcosa che non si può vedere. Questa abilità è stata osservata nei cani e nei bambini molto piccoli, mentre persino alcuni dei nostri parenti più stretti, come gli scimpanzé, hanno mostrato difficoltà in esperimenti simili.

Per capire se anche le capre possiedono questa capacità, un gruppo di ricercatori ha condotto una serie di test su 29 animali ospitati in un santuario nel Regno Unito. Gli studiosi hanno sistemato due secchi rossi ai lati di un grande pannello di legno e hanno poi abituato le capre alla procedura, chiamandole per nome mentre collocavano del cibo in uno dei contenitori. Nella fase sperimentale, però, le cose sono diventate più complesse.

Una persona nascosta dietro al pannello metteva del cibo in uno dei secchi senza che le capre potessero vedere l'operazione. Successivamente, un'altra persona lasciava entrare l'animale nell'area di prova. Il ricercatore nascosto si posizionava vicino al secchio vuoto, ma orientava la propria voce verso quello contenente il cibo pronunciando una frase in tedesco che significava più o meno "Oh, guarda lì! È fantastico!". In altre prove rimaneva invece in silenzio oppure parlava rivolgendosi in una direzione diversa da entrambi i contenitori.

Le capre individuano una posizione ascoltando la nostra voce

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Ascoltando la direzione della voce del ricercatore dietro al pannello, le capre individuavano il secchio corretto nel 60% dei casi. Immagine da Watson et al., 2026

I risultati hanno mostrato che le capre sceglievano il secchio corretto circa nel 60% dei casi quando potevano utilizzare l'indizio fornito dalla direzione della voce. Quando il ricercatore non parlava, la percentuale scendeva invece al 47%, un dato che suggerisce che gli animali non stavano semplicemente seguendo l'odore del cibo. Se invece la voce non forniva indicazioni utili sulla posizione del cibo, le scelte corrette si fermavano al 49%, praticamente al livello del puro caso.

Secondo gli autori, i risultati dimostrano che almeno alcune capre sono capaci di usare spontaneamente gli indizi direzionali presenti nella voce umana per individuare la posizione di una ricompensa o di un oggetto nascosti. La scoperta aggiunge un nuovo tassello alla nostra conoscenza dell'intelligenza sociale di questi sottovalutati animali, e più in generale sui domestici allevati, purtroppo considerati per lungo tempo solo cibo o reddito.

Dopo il cane, infatti, le capre sono tra le prime specie domesticate dall'essere umano e convivono con noi da migliaia di anni. E proprio come accaduto con il migliore amico dell'uomo, questa lunga storia condivisa potrebbe aver favorito lo sviluppo di una particolare sensibilità verso i segnali umani, inclusi quelli vocali. E suggerisce che, quando parliamo, le capre potrebbero ascoltarci con molta più attenzione di quanto immaginiamo. Altro che animali testardi o incapaci di comprendere anche le cose più semplici.

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