
Un cane è d'aiuto o d'intralcio per la sua persona di riferimento in un territorio popolato da orsi? E' questa la domanda che si sono posti gli autori di uno studio dedicato alle interazioni tra cani di proprietà e plantigradi avvenute durante escursioni in natura quando, appunto, si sono verificati casi di incontro. E il risultato della ricerca è molto chiaro: la presenza del "miglior amico dell'uomo" ha reso le cose più difficili, mettendo a rischio la sua incolumità e quella della persona di riferimento.
Lo studio, realizzato da un team di esperti della fauna selvatica della Brigham Young University dello Utah, negli Stati Uniti, ha analizzato numerosi eventi di conflitti tra orsi e cani che hanno visto per protagonisti orsi neri, polari e bruni dall'Alaska alla Florida. I risultati mettono in discussione l'idea che i cani rendano le persone più sicure nelle zone abitate dagli orsi e portano a riconsiderare le "buone prassi" o anche solo a sfatare i luoghi comuni che molti hanno quando si avventurano in zone abitate dai plantigradi sentendosi più al sicuro con un cane al fianco.
Il comportamento dei cani porta a maggiori rischi in un ambiente di orsi
Ciò che emerge, infatti, è proprio l'opposto ovvero che spesso il comportamento del cane ha portato a rischi maggiori rispetto alle reazioni degli orsi. Gli esperti hanno analizzato 326 conflitti tra uomo e orso che hanno coinvolto cani domestici e la maggior parte si è verificata in aree selvagge durante le escursioni (45,1%). "Un numero quasi equivalente di conflitti – precisano però i ricercatori – si è verificato in aree facilmente accessibili (35,3%), sottolineando la necessità che i proprietari di cani siano preparati ad affrontare incontri con gli orsi in entrambe le tipologie di zone". Il dato più rilevante è emerso quando si è accertato che l'interazione è stata scatenata dalla libertà del cane che andando a stanare l'orso nella boscaglia ha determinato un conflitto che non solo lo ha messo in pericolo ma che ha comportato un rischio anche per la persona di riferimento, tanto che in questo tipo di circostanze sono state riportate lesioni a carico delle persone nel 70% dei casi.
"Centodue persone senza alcun dissuasore per orsi sono accorse in aiuto di cani in difficoltà e molte di queste (45 persone su 102) hanno riportato ferite di diversa gravità – precisano gli esperti – Solo nel 9,2% dei casi è stato segnalato che il cane aveva avvertito i proprietari della presenza di un orso, e i cani non sono intervenuti spesso in aiuto dei loro proprietari quando sono stati attaccati (35,9% di tutti i casi)".
I rischi e le conseguenze della presenza di cani
Nello studio viene sottolineato anche che portare con sé un dissuasore per orsi riduce la probabilità di lesioni e aumenta la sicurezza nelle aree frequentate dai plantigradi ed è stato scoperto anche che più grande è il gruppo di persone, minore è la probabilità che si verifichi un incidente tra uomo, orso e cane. "Tuttavia – concludono i ricercatori – la presenza di un cane ha più che raddoppiato la probabilità di un conflitto con un orso rispetto a gruppi di pari dimensioni senza cani".
Gli incidenti che hanno coinvolto cani senza guinzaglio sono stati quasi 6 volte più numerosi di quelli che hanno coinvolto cani al guinzaglio. E ciò accade perché, in buona sostanza, il comportamento dei cani è quello di ritornare dalle loro persone di riferimento e, praticamente, "portargli l'orso", come scrivono gli stessi esperti: "Sebbene non conoscessimo il rapporto tra cani al guinzaglio e cani senza guinzaglio in generale, sappiamo che solo i cani senza guinzaglio potevano riportare gli orsi ai loro proprietari".