
E' un fenomeno dalle proporzioni enormi quello dell'abbandono di cani e gatti in Francia, secondo le stime rese note dalla fondazione Brigitte Bardot. Nel 2025 sono stati abbandonati tra i 281.000 e i 398.000 animali domestici.
Sono questi i dati ufficiali pubblicati dall'OCAD, l'Osservatorio per la Tutela dei Carnivori Domestici, un ente creato nel 2021 dal governo e dipendente dal Ministero dell'Agricoltura. La Fondazione è membro del comitato direttivo e ha contribuito a questa ricerca che fornisce per la prima volta un quadro preciso del numero di cani e gatti abbandonati in tutto l'Esagono.
Il paragone con l'Italia è in netto sfavore per i cugini d'Oltralpe, considerando che nel Belpaese, secondo una stima fatta nel Report "Cani e Gatti in Italia 2025" nella parte in cui l'attenzione è stata focalizzata sul fenomeno degli abbandoni, il numero di casi si attesta su circa 135.000 animali domestici, di cui tra i 50 mila e i 55 mila cani e 80 gatti.
Lì dove non è di certo una gara quella di fare i conti rispetto alla piaga di un fenomeno che non stenta mai a diminuire, la situazione in Francia è sull'orlo della crisi totale per quanto riguarda l'accoglienza nei canili. Nel report presentato dalla Fondazione si mette in risalto però un aspetto fondamentale, che manca nel nostro Paese: l'essere riusciti a mappare la situazione, cosa estremamente difficile in tutte le Nazioni. In Italia, infatti, per dare un dato già in questo articolo abbiamo fatto riferimento a un rapporto fatto dall'Aduc, fondamentalmente, lì dove il Ministero della Sanità non ha delle stime precise al riguardo. Ciò dipende dal fatto che già solo il data base nazionale, foraggiato dalle singole Regioni, è poco aggiornato anche e soprattutto a causa del mancato reperimento dei dati da parte dei singoli enti locali. Poi c'è da calcolare l' "indotto" dei rifugi privati e dei singoli volontari che operano sul territorio i cui ritrovamenti non vengono calcolati a livello nazionale.
Abbandono di cani e gatti, un triste primato per la Francia
Il report francese è stato fatto proprio per sopperire alla stessa esigenza: in Francia non esisteva un metodo per misurare con precisione il numero di animali domestici abbandonati. L'OCAD, avvalendosi dell'esperienza del Centro Nazionale di Riferimento per il Benessere Animale, ha proposto per primo una formula di calcolo comune basata sui dati registrati nel database nazionale per l'identificazione dei carnivori domestici, noto come I-CAD. Sono tre i parametri che sono stati calcolati: il numero di animali accolti dalle associazioni per la protezione degli animali e dai rifugi, il numero di animali deceduti nel canile dopo il periodo di detenzione legale di otto giorni e il numero di animali restituiti al venditore o all'allevatore dopo l'acquisto.
"Sulla base di questa formula – precisano dalla Fondazione – sono stati utilizzati due metodi di calcolo, il che spiega gli intervalli di valori compresi tra minimo e massimo. Il primo esclude le strutture miste che comprendono canili e rifugi, poiché i dati disponibili non consentono ancora di distinguere tra gli animali accolti nei canili e quelli accolti nei rifugi all'interno di tali strutture. Questo metodo produce una stima più bassa e precisa. Il secondo metodo include queste strutture e produce una stima più alta, che molto probabilmente rappresenta una leggera sovrastima. Questo porta a un risultato compreso tra 281.000 e 398.000 abbandoni per l'anno 2025".
La Francia, in ogni caso, non ha fatto altro che rafforzare il suo primato in Europa. E' lo Stato in cui avvengono più abbandoni in assoluto nel Vecchio Continente: "La Francia rimane la vergognosa campionessa europea dell'abbandono degli animali domestici – concludono nel comunicato stampa dalla Fondazione Bardot – Queste cifre devono provocare una reazione e portare a una reale consapevolezza". Le indagini dei veterinari e delle associazioni animaliste locali indicano che il problema principale risiede nell'acquisto o nell'adozione impulsiva, spesso vissuta come un "regalo" per i bambini, che perde attrattiva e si trasforma in rinuncia di proprietà non appena l'animale cresce o richiede costi di gestione e cure veterinarie più impegnativi.
Il problema del resto è noto da anni e mai però è stato risolto né accenna a diminuire. Storico rimane il video "We are the champions" creato dall'associazione 30 Millions D'Amis che richiama alla mente la canzone dei Queen ma purtroppo rispetto a una piaga chiamata, appunto, abbandono.