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21 Settembre 2026
7:40

Era un lupo l’animale che ha aggredito tre persone a Gallipoli: arriva la conferma del DNA

Il DNA della saliva trovata sugli abiti delle tre persone aggredite a Gallipoli conferma che l’animale era un lupo appenninico maschio. L’animale dovrà ora essere identificato e catturato.

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Il DNA ha confermato che si trattava di un lupo appenninico maschio. Foto di repertorio

L'animale che lo scorso agosto ha aggredito tre persone a Punta Pizzo, a Gallipoli, era un lupo. Le analisi genetiche condotte dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana hanno confermato che si trattava di un lupo appenninico maschio. L'aggressione era avvenuta la sera del 20 agosto, nei pressi di una struttura ricettiva. Una donna tedesca di 52 anni stava passeggiando nella pineta insieme alla figlia di 12 anni e al proprio cane, quando l'animale è comparso improvvisamente aggredendole.

Un uomo di 47 anni, anche lui in vacanza in Salento, era intervenuto per soccorrerle ed era stato a sua volta ferito. Madre e figlia erano state trasportate all'ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove avevano ricevuto le cure per le ferite riportate al fianco e al gluteo e, nel caso della donna, anche al braccio. Entrambe erano state dimesse con una prognosi di circa due settimane. Il soccorritore era invece stato medicato all'ospedale di Gallipoli e dimesso con cinque giorni di prognosi.

A chiarire l'identità dell'animale sono state le tracce biologiche raccolte sugli abiti delle tre persone. I campioni sono stati prelevati dai veterinari del Servizio veterinario Area Sud della ASL di Lecce e analizzati dal Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. Il DNA è stato ricavato in particolare dalle tracce di saliva lasciate dall'animale sui vestiti e ha permesso di confermare che si trattava di un lupo appenninico maschio, escludendo quindi l'ipotesi che si trattasse di un cane.

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Nel frattempo a Noicattaro è stata catturata una lupa dopo le aggressioni di inizio agosto

La conferma di Gallipoli arriva mentre la Puglia sta affrontando un'altra situazione particolarmente delicata legata alla presenza di lupi in prossimità dei centri abitati. Nel Barese, a Noicattaro, le analisi del DNA avevano già confermato alla fine di agosto che l'animale responsabile di almeno una delle aggressioni ai bambini avvenute a inizio mese era un lupo appenninico maschio. Le attività di monitoraggio hanno poi documentato la presenza di diversi individui nell'area, tra adulti e giovani.

Il 19 settembre, nelle campagne tra Noicattaro e Rutigliano, la task force coordinata dalla Prefettura di Bari ha inoltre catturato una lupa. L'animale è stato trasferito all'Osservatorio faunistico di Bitetto per gli accertamenti veterinari e genetici. La sua eventuale appartenenza al branco coinvolto negli episodi di agosto dovrà essere verificata.

Nel frattempo proseguono le attività di monitoraggio con fototrappole, sopralluoghi, ricerca di tracce e campioni biologici e droni dotati di termocamere. L'obiettivo è ricostruire con maggiore precisione quanti lupi frequentino l'area e individuare e catturare gli individui che mostrano una particolare confidenza verso le persone persone. Come per i lupi di Noicattaro, anche l'individuo di Gallipoli dovrà ora essere catturato e rimosso dal territorio per motivi di sicurezza.

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