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15 Giugno 2026
7:47

Dopo decenni nei laboratori di ricerca Shogun e Harry Danger ritornano liberi: la storia degli scimpanzé salvati dalla sperimentazione

Dopo oltre 20 anni come cavie nei laboratori USA, un gruppo di scimpanzé guidato da un individuo chiamato Shogun è stato trasferito al santuario Chimp Haven. I primati hanno finalmente esplorato la foresta mostrando curiosità, gioco e capacità di adattamento all’ambiente naturale.

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Shogun si gode uno spuntino (Foto: Chimp Haven)

Hanno passato più di vent'anni chiusi dentro i laboratori come cavie per la sperimentazione. Ora un gruppo di scimpanzè è potuto ritornare in libertà, calpestando di nuovo il terreno di una foresta da anziani ma finalmente liberi.

E' quanto è accaduto ad alcuni primati, guidati da un esemplare chiamato Shogun, che erano segregati all'Alamogordo Primate Facility, una struttura di stallo per scimpanzé utilizzati nella ricerca biomedica e aerospaziale dal governo degli Stati Uniti. Dal 2025, a seguito di sentenze federali e della decisione dei National Institutes of Health (NIH), tutti gli scimpanzé della struttura sono stati trasferiti in via definitiva nel santuario per primati Chimp Haven.

Il gruppo di Shogun è diventato il primo tra gli scimpanzé di Alamogordo ad entrare in uno degli habitat forestali del santuario che si estende su diversi ettari.

Gli scimpanzé si stanno adattando a una vita che sarebbe stata la loro se non fossero stati catturati da giovani e portati all'interno dei laboratori di sperimentazione animale. Molti di loro sono stati reclusi per decenni e nel santuario stanno incontrando nuovi compagni, entrando a far parte di grandi gruppi sociali misti e scoprendo esperienze che la maggior parte degli scimpanzé vive naturalmente nel corso della propria vita.

L'associazione internazionale "Rise for animals" ha raccontato la loro storia, seguendo passo passo il percorso di liberazione degli animali. In particolare sul loro sito descrivono la reazione dei singoli individui nel prendere confidenza con l'habitat naturale a cui sarebbero stati normalmente destinati se l'uomo non fosse intervenuto.

Shogun, ad esempio, si è dedicato prima all'alimentazione, potendo scegliere tra le abbondanti quantità di patate dolci e banane. Poisi è incamminato nel vede della foresta, per esplorare una grande struttura di gioco all'estremità del suo habitat. Dopo una giornata di esplorazione, si è sistemato per un lungo pisolino con vista sull'acqua.

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Henry Danger entra nel bosco che ospita il suo rifugio (Foto: Chimp Haven)

E' stato un altro esemplare il primo ad allontanarsi dall'area in cui il gruppo era stato inizialmente portato. Harry Danger, questo il nome dato allo scimpanzè si è praticamente subito avventurato nella foresta.  Lo staff ritiene che possa essere nato in natura prima di essere portato negli Stati Uniti da cucciolo per essere utilizzato per la ricerca.

È già accaduto, infatti, che gli operatori del santuario abbiano già notato che gli scimpanzé nati in natura riscoprano il richiamo della natura più rapidamente rispetto a chi è nato in cattività. Henry Danger però ha fatto qualcosa di più: ha iniziato a prendere subito confidenza con l'ambiente, giocando nel verde, mostrando una felicità immensa nel toccare le foglie e lasciandosi andare ai suoni e alle sensazioni della foresta.

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