
Esseri umani e cani condividono molti aspetti della loro esistenza e, adesso, ne è stato scoperto un altro che riguarda la fase anziana della vita del "miglior amico dell'uomo". Le variazioni nella lunghezza del passo sono state associate al deterioramento cognitivo negli esseri umani affetti da demenza. Ora uno studio a cura di ricercatori americani e canadesi ha scoperto che anche nei cani anziani il declino cognitivo è accompagnato da una velocità di deambulazione più lenta.
La lentezza nel passo si manifesta nelle zampe anteriori: la lunghezza del passo dei cani anziani e geriatrici infatti diminuisce con il peggioramento delle loro prestazioni cognitive e una riduzione simile è stata ampiamente documentata nelle persone affette da demenza. Questi risultati suggeriscono che il camminare "più piano" con le zampe anteriori da parte di un cane anziano potrebbe rappresentare un segnale precoce di demenza canina e, di conseguenza, un nuovo strumento utile per i veterinari per riconoscere la patologia.
Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno raccolto i dati provenienti dall'analisi di 88 cani da compagnia anziani e geriatrici che vivono in famiglia, arruolati in uno studio longitudinale sull'invecchiamento neurologico canino. L'andatura al guinzaglio è stata registrata su una passerella standardizzata di 5 metri e la lunghezza del passo è stata ricavata dall'analisi video e il punto di riferimento per ogni cane monitorato è stato preso rispetto all'altezza al garrese.
In umana, l'effetto della demenza sull'andatura è stato dimostrato da tempo. Si manifesta anni prima di iniziare a perdere la memoria: i pazienti iniziano a camminare più lentamente, con passi più corti, irregolari e talvolta strascicati. Si ritiene che questi cambiamenti siano causati da un deterioramento della funzione della corteccia prefrontale e del cervelletto, aree responsabili della pianificazione e del controllo del movimento. "In questo studio dimostriamo che la lunghezza del passo della zampa anteriore dei cani diminuisce con l'età, ma, cosa ancora più importante, diminuisce con il deterioramento cognitivo. Infatti, abbiamo scoperto che l'effetto del declino cognitivo è maggiore dell'effetto dell'età di per sé", ha sottolineato Natasha J Olby, autrice principale e professoressa di neurologia veterinaria e neurochirurgia alla North Carolina State University.