
La riforma del Codice della Strada rischia, secondo la LAV, di mettere da parte gli animali nelle situazioni di emergenza in cui possono essere coinvolti. E' questo l'allarme lanciato dall'associazione che ha analizzato la bozza del decreto approvato dal Governo, e inviato alle Camere, in cui l'articolo 35 risulta mancante di una norma specifica che riguarda il trasporto e il soccorso degli animali in stato di necessità.
Il Ministero dei Trasporti ha risposto subito con una nota sottolineando che "nel nuovo Codice della Strada non è prevista alcuna cancellazione dello stato di necessità per il soccorso degli animali, né delle disposizioni che regolano l’utilizzo di sirene e lampeggianti da parte delle ambulanze veterinarie autorizzate".
La situazione può sembrare ingarbugliata ma solo perché bisogna conoscere bene quali riferimenti normativi sono contenuti o meno nella riforma del CdS. La LAV fa riferimento nello specifico alla disciplina dei dispositivi acustici di allarme, le sirene praticamente, che erano previste per essere utilizzate per il soccorso agli animali secondo una norma contenuta nel decreto legge n. 217 del 2012 e recepita nel Codice della Strada.
Altro punto sollevato dall'associazione riguarda poi "l'errore, speriamo solo materiale, di non aver indicato anche nei veterinari liberi professionisti, gli autorizzati a poter usare sirena e lampeggiante su ambulanze per animali, tanto quelle confermate di enti pubblici e associazioni".
Il MiT ha immediatamente però risposto alla LAV, precisando che il decreto ministeriale n. 217 "resta valido ed efficace anche con il nuovo Codice, come espressamente stabilito dall’articolo 289, comma 2, dello schema attualmente all’esame del Parlamento". Dal Ministero hanno anche sottolineato che nulla cambia rispetto al trasporto d’urgenza degli animali in gravi condizioni di salute anche quando effettuato da privati", e rimane uguale "l’impiego dei dispositivi di emergenza da parte delle ambulanze veterinarie autorizzate, comprese quelle delle strutture private, nei casi e alle condizioni previste".
Sempre nel comunicato ufficiale del Ministero, viene chiarito che l'assenza di riferimento specifico è dovuta non all'eliminazione della casistica in oggetto ma per rispondere "a un'esigenza di semplificazione normativa che non comporta l’eliminazione delle tutele già esistenti".
La nota del MIT si conclude con una chiara affermazione rispetto alla tutela degli animali: "Nessun passo indietro sul soccorso animale" ma la LAV insiste sulla necessità che la normativa preveda nero su bianco quanto precedentemente era appunto chiaro nel dettato normativo. In un video pubblicato sul canale Instagram, il presidente Gianluca Felicetti si è rivolto direttamente a Matteo Salvini, titolare del Dicastero: "Al di là della sua positiva smentita, bisogna però cambiare il testo di questo Codice della Strada che ha omesso la norma primaria di garantire la possibilità per un cittadino di violare il CdS – così come per salvare un essere umano – per portare un cane o un gatto in stato di necessità con urgenza da un medico veterinario. E poi la dimenticanza incredibile da parte dei suoi uffici di quello che è il diritto anche per le ambulanze dei liberi professionisti veterinari di poter usare sirena e lampeggiante. Noi le mettiamo per iscritto tutto quanto e speriamo che i suoi uffici, prima del voto finale, vogliano finalmente riallineare l'Italia a garantire ciò che è in vigore dal 2010: il diritto al soccorso degli animali ottenuto dalla LAV".
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