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17 Luglio 2026
7:56

Ci sono 81 orsi bruni marsicani nell’Appennino centrale: la fotografia più completa (e incoraggiante) di sempre

La prima stima di popolazione sull'intero areale dell'orso bruno marsicano conta 81 individui presenti nell'Appennino centrale, con un margine di incertezza compreso tra 73 e 88 orsi. Un dato incoraggiante per il futuro di uno degli animali più minacciati d’Europa.

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Una femmina di orso bruno marsicano accompagnata da due cuccioli. Foto di A. Victor

Nell'Appennino centrale vivono circa 81 orsi bruni marsicani. È quanto emerge dalla prima stima di popolazione realizzata sull'intero areale di distribuzione della sottospecie, ottenuta grazie a un ampio monitoraggio genetico svolto nell'estate del 2025. Il risultato, presentato al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica il 16 luglio, arriva poco dopo la consueta conta delle femmine con cuccioli e rappresenta il censimento più completo mai effettuato per uno degli animali più rari e a rischio di estinzione in Europa.

Le precedenti stime, risalenti al 2014, erano di circa 50-60 individui. Si tratta perciò di un risultato positivo e molto incoraggiante.

Per arrivare a questo numero i ricercatori hanno utilizzato il monitoraggio genetico, una tecnica che permette di identificare i singoli individui analizzando il DNA presente in campioni biologici, come peli o escrementi, raccolti sul territorio. I dati sono stati poi elaborati con modelli statistici che hanno permesso di stimare una popolazione di 81 individui, composta da 43 femmine e 38 maschi, con un margine di incertezza compreso tra 73 e 88 orsi.

Lo studio ha interessato oltre 6.000 chilometri quadrati dell'Appennino centrale, cioè l'intero territorio oggi occupato dall'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), una sottospecie unica e che vive esclusivamente in questa parte d'Italia ed è considerata gravemente minacciata di estinzione.

I risultati confermano che il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e la sua zona contigua restano il cuore della popolazione, dove il numero di orsi appare sostanzialmente stabile, con un possibile lieve aumento rispetto alla precedente stima. Allo stesso tempo, circa 16 individui vivono nelle aree più periferiche dell'areale, un segnale che il lento processo di espansione della specie sta continuando.

Perché questa espansione possa proseguire sarà però fondamentale proteggere i cosiddetti corridoi ecologici, cioè le fasce di territorio che collegano habitat e ambienti favorevoli e permettono agli animali di spostarsi in sicurezza, trovare nuovi territori e mantenere gli scambi genetici tra le diverse sotto-popolazioni. Secondo i ricercatori, le aree esterne al nucleo storico dell'orso sono potenzialmente adatte a ospitare una presenza stabile e più ampia della specie.

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I numero sono incoraggianti, ma ora c'è bisogno di favorire l'espansione dell'areale e l'occupazione di nuovi territori. Foto di A. Iannarelli

Tuttavia, la frammentazione dell'habitat, il degrado dei corridoi ecologici e la maggiore presenza di attività umane rappresentano ancora ostacoli importanti. Per questo sarà necessario continuare a mettere in pratica le azioni previste dal Piano d'azione per la tutela dell'orso marsicano (PATOM), coinvolgendo parchi, regioni, Carabinieri Forestali e comunità locali.

La nuova stima non è quindi soltanto un aggiornamento sul numero di orsi presenti in Appennino, ma anche uno strumento prezioso per orientare le future strategie di conservazione. Il monitoraggio conferma infatti che gli interventi messi in campo negli ultimi anni stanno dando risultati incoraggianti, ma evidenzia anche come il futuro dell'orso marsicano dipenderà dalla capacità di conciliare la tutela della biodiversità con lo sviluppo delle attività umane nei territori in cui questa rara sottospecie si sta lentamente espandendo.

I territori attualmente occupati potrebbero essere ormai vicini al limite di "capienza", in un certo senso. Significa che per ottenere un'ulteriore e necessaria crescita della popolazione – fondamentale per ridurre il rischio di estinzione – serviranno nuovi territori. Ed è probabilmente questa la sfida più difficile per assicurare un futuro dell'orso bruno marsicano. Non basta più proteggere: occorre favorire l'espansione dell'areale per aumentare la "capienza".

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