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16 Giugno 2026
15:17

“Cani da incubo” su Amazon Prime: quando la TV trasforma l’addestramento coercitivo in spettacolo

Una nuova serie con l'addestratore Tommaso Castellano tra narrazione emotiva, collare a scorrimento e frasi da guru alla Cesar Millan: così viene mostrata la relazione con il cane su Amazon Prime grazie al successo ottenuto sui social network.

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La tv si affida sempre più al numero di follower e like e così personaggi da social diventano star del piccolo schermo. Il bacino ormai è quello per tirare fuori dal cappello intere serie tv o programmi. Lo dimostra l'ultimo reality show The Fifty che ha messo insieme una carovana di volti che o campano proprio di questo tipo di televisione o, appunto, sono frutto dell'abilità di fare marketing di se stessi sulle piattaforme sociali. E da questa logica, applicata per cogliere l'interesse del grande pubblico, non viene risparmiata la cinofilia e quanto più "spettacolare" è tanto più otterrà spazio e visibilità.

E' iniziata su Prime la serie "Cani da incubo". Protagonista l'addestratore Tommaso Castellano, che solo su Tiktok ha mezzo milione di follower, ottenendo una media di visualizzazioni dei suoi video che si aggira puntualmente sulle centinaia di migliaia soprattutto per quelli in cui mostra cani aggressivi che diventano docili sotto al suo comando.

Castellano si è caratterizzato nel mondo dell'addestramento canino come un Cesar Millan de noantri. Ha lo stesso piglio deciso dell'addestratore più famoso del mondo, finito sotto i riflettori dei tribunali americani e più volte accusato di maltrattamento d'animali. Il protagonista della serie che va in onda su Amazon Prime è anche il fondatore di "Scuola per cani", centro che ha fondato e in cui organizza corsi per diventare addestratore sempre più partecipati e in cui vende il suo strumento d'elezione per "governare" un cane, il collare a scorrimento.

Il dog trainer qualche tempo fa ha vinto pure una causa per diffamazione contro un'influencer che sposa tesi opposte alle sue, ma sempre a botta di provocazioni e discussioni che avvengono sui social e di cui la maggioranza delle persone che vedrà la serie poco sa e anche poco ne sarebbe interessata, considerando la totale ignoranza media delle persone rispetto ai nuovi approcci sulla relazione con il cane di cui l'Italia è capofila.

Perché come del resto accade già guardando i suoi video online che ora sono tutti perfettamente confezionati, mentre sono stati rimossi quelli in cui evidentemente aveva un atteggiamento violento, il "prodotto televisivo Castellano" è stato costruito ad arte per trasmettere un solo messaggio: basta la sua presenza perché i cani la smettano di tirare, abbaiare e, soprattutto, mettere in atto comportamenti aggressivi e mordere.

La sceneggiatura della prima puntata è montata per fare breccia su emozioni profonde da parte di chi guarda. Si mette in luce un problema comune all'interno di molte famiglie: la presenza di un cane complesso con cui convivere. E tutto avviene in una sistemica familiare da cui emerge furbamente anche il periodo di depressione della madre single, che vive con un ragazzo di diciotto anni che si è preso in carico tutto il peso di una quotidianità in cui il meticcio Cesare minaccia costantemente gli altri cani, le persone e ha anche aggredito il ragazzo.

L'arrivo di Castellano cambia tutto nell'arco di poche ore, praticamente. La linea temporale della puntata mostra esattamente questo: "In mezza giornata, Cesare ha fatto già degli incredibili progressi", sottolinea l'addestratore e figlio e madre si commuovono per quanto l'esperto è riuscito a realizzare in breve tempo.

La narrazione segue un copione perfetto dal punto di vista dell'attaccamento allo schermo che può generare entusiasmo e speranza sia in chi si trova già in situazioni critiche con i cani di famiglia che anche di persone che nulla sanno della convivenza con un cane. Lo spettatore inconsapevole potrà infatti facilmente pensare che, in fondo, bastano i metodi di Castellano per poter avere accanto un animale di qualsiasi tipologia. Del resto l'addestratore non spiega mai nulla nella puntata né sul cane in quanto tale né sul metodo che usa. Perché la chiave di tutto, guardando attentamente quel poco in fondo che fa tra le chiacchiere con la famiglia e i momenti di generata commozione dovuta allo story telling, è solo applicare al cane un bel collare a scorrimento.

"Le carezze non servono a costruire un cane sereno", dice Castellano a un certo punto al ragazzo. E avrebbe anche ragione considerando che era fuori luogo il momento in cui l'umano di riferimento di Cesare stava allungando la mano verso il suo cane. Ma questa frase la riportiamo perché è il verbo utilizzato dall'addestratore che fa capire la sua visione del cane, cosa che manca completamente nella spiegazione della serie e che gli autori forse hanno ritenuto non opportuno approfondire per dare fondo a quel "tesoro" dei centinaia di migliaia di follower che si porta dietro. E che forse non avranno indagato nemmeno su due video in particolare, ora rimossi dal feed di Castellano e dai social tutti, in cui in uno prendeva per il collo il suo cane durante una video chiamata con un educatore cinofilo per dimostrare quanto fosse lui a comandare e un altro in cui schiacciava a terra un "temibile" Barboncino mordace che si paralizzava per la paura.

Quella di Castellano è la visione di un cane macchina, un soggetto inferiore che va messo al suo posto perché diventi un prodotto "costruito", fondamentalmente. E al di là dell'essere d'accordo o meno con questa impostazione, il punto rimane che tutto ciò che possiamo davvero notare in questa serie è che chi guarda recepirà principalmente una cosa: la tecnica funziona perché c'è quel collare che stringe il collo di Cesare. E quel collare Castellano lo promuove e lo vende come suo marchio di fabbrica e su Amazon in modo sottile non si fa altro che un bel product placement di cui qualcuno dovrebbe chiedere conto.

Bisogna infatti uscire dalla trama che ci viene imposta per andare a fondo e interrogarci su cosa davvero stanno insegnando una serie del genere e quest'uomo a chi guarda quel suo interporsi tra il cane e la famiglia e quali sono le dritte che sta realmente dando. Perché ciò che traspare subito dalla prima puntata è che a livello pratico non si impara nulla, mentre tante sono le frasi ad effetto senza alcuna indicazione concreta: c‘è una retorica della solidarietà con il giovane protagonista perché "ho vissuto la tua stessa esperienza e con un cane che ha lo stesso nome" e c'è il chiedere all' "allievo" di "camminare a spalle dritte e di far sentire la propria energia". Ma c'è soprattutto quel collare che a piccoli colpi e tenuto con maestria, senza che si percepisca l'imposizione violenta in modo evidente, praticamente obbliga Cesare a fare tutto quello che gli viene imposto.

Castellano ogni tanto ci prova a dare lezioni di cinofilia, per mostrare forse che una base di conoscenza etologica ce l'ha, come quando invita ad osservare come un miglioramento la postura del cane, la posizione delle orecchie e della coda in particolare. Lo fa in una scena in cui proprio osservando Cesare un occhio esperto vedrebbe invece che quell'atteggiamento non è di un cane che rinuncia a fare qualcosa di "negativo" perché sta bene ma lo fa perché è completamente inibito.

Ma se vi piace "Cani da incubo" e la tecnica di Castellano, il punto allora è chiedersi che cane volete accanto e perché avete scelto di averne uno. Da anni infatti imperversa la diatriba che riguarda il mondo della cinofilia rispetto a chi spinge per un approccio cognitivo e chi continua con l'addestramento anche coercitivo.

Bisognerebbe sapere anche, almeno da parte di chi crea format televisivi, che esiste appunto il cognitivismo applicato anche ai cani in cui "armi" da usare da parte di chi educa o istruisce  non servono, ma serve il necessario impegno per comprendere l'animale e fargli comprendere quanto e quando un suo comportamento non è consono al contesto, in base sempre però alla valutazione del suo stato d'animo.

Oppure possiamo continuare ad accontentarci, a mostrare i cani come oggetti da comandare e vedere la serie di Castellano e far finta di niente. Accettando la sua impostazione e quella che ci è imposta da una serie, ovvero l'idea che un cane vada praticamente e semplicemente dominato in base a un metodo che non è scienza ma una sorta di magia, ovvero come lui stesso consiglia facendo leva sulla nostra "energia" e con quell'aiutino che così poco valore non ha. Perché quel collare ad ogni colpo soffoca e nessun cane, pur considerandolo un essere inferiore, avrà mai piacere a farselo fare. Piuttosto rinuncerà al mettere in atto il comportamento, chiudendosi in un triste "silenzio" che uccide tutta la sua personalità.

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