
Ascoltare il suono degli uccelli per catturarlo e campionarlo ma essere travolti dal boato dell'esplosione dei missili. E' questa forse una delle scene più potenti di "Animals in War", un film che racconta la guerra in Ucraina dal punto di vista degli animali, una prospettiva puntualmente di "poco conto" quando l'uomo mette in atto conflitti in cui a soffrire e perdere la vita sono tutte le specie che abitano il mondo.
E' di grande impatto il messaggio che passa attraverso il film che è un’opera collettiva, ambientata appunto nel contesto della guerra in corso tra Russia e Ucraina da ormai oltre 4 anni. Si tratta di un progetto corale firmato da diversi registi ucraini e internazionali, tra cui Sviatoslav Kostiuk, Andriy Lidahovskyi, Alexei Mamedov e altri.
C'è anche un volto molto noto ai più, protagonista di uno dei sei episodi: Sean Penn. Il regista e attore americano è sempre stato, del resto, un sostenitore della causa ucraina e ha passato molto tempo nel territorio ferito dall'aggressione russa. Penn interpreta praticamente se stesso in "Animals in war", vestendo i panni però di un sound designer straniero legato a un progetto di registrazioni ambientali. Ed è proprio lui a "saltare in aria" mentre ascolta il suono del canto degli uccelli sovrastato dall'esplosione delle bombe. L'attore americano ha dichiarato che devolverà il suo compenso a organizzazioni benefiche che sostengono l'Ucraina.

Sono sei, dunque, i capitoli di questa narrazione complessiva che attraverso le diverse storie descrive lo sfacelo della distruzione dovuta alla guerra attraverso il rapporto con gli animali, vittime anche loro di quel che accade all'intera popolazione senza distinzione di specie sul territorio ucraino. Cavalli, cani, conigli, mucche, lupi e uccelli sono i principali protagonisti, immersi in un mondo umano che si disgrega sotto il peso del conflitto. L'opera arriva dritta allo spettatore: non c'è retorica sulla guerra ma si cade in una dimensione intima che guarda solo a una destinazione, quella della sopravvivenza.
"Gli animali non hanno una politica, ma possono provare sentimenti di bene e di male – ha dichiarato a The Guardian Oleh Kokhan, produttore del film – Inoltre, vediamo questa guerra come un ecocidio, che avrà ripercussioni sull'ecologia dell'Europa e del mondo". La morte degli animali ha anche toccato direttamente il cast: in uno degli episodi sarebbe dovuto comparire il coniglio domestico di uno dei registi ma è morto per infarto durante le riprese del film a causa di un raid aereo durante le riprese che, in generale, sono state girate a Kiev principalmente nel periodo iniziale della guerra quando le truppe russe si erano ritirate dalla Capitale.