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15 Giugno 2026
10:55

Anche i macachi sanno pianificare il futuro e prevedere il successo delle proprie azioni: la nuova ricerca

Un nuovo studio dimostra che i macachi sanno pianificare il futuro e prevedere il successo delle proprie azioni. Un tassello importante per la ricerca sulle radici evolutive della metacognizione, la capacità di immaginare e riflettere sui propri pensieri.

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I macachi reso (Macaca mulatta) sono in grado di immaginare il futuro e pianificare le proprie azioni

Per molto tempo si è pensato che la capacità di immaginare il futuro e pianificare le proprie azioni fosse un’abilità quasi esclusivamente umana. Quando dobbiamo prendere una decisione importante, infatti, spesso immaginiamo diversi scenari possibili, valutiamo rischi e opportunità e cerchiamo di prevedere quale scelta ci porterà al risultato migliore. Un nuovo studio suggerisce però che questa capacità potrebbe avere radici evolutive molto più profonde: anche i macachi sembrano essere in grado di "simulare" mentalmente il proprio futuro.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour e condotto da ricercatori della University of Oxford e del RIKEN Center for Brain Science, ci aiuta a comprendere meglio l'origine evolutiva di una delle capacità cognitive più complesse: la metacognizione.

Cos'è la metacognizione?

Con il termine metacognizione gli scienziati indicano la capacità di riflettere sui propri pensieri, valutare ciò che sappiamo e prevedere come potremmo comportarci in una determinata situazione. È una sorta di "pensiero sul pensiero".

Quando, per esempio, dobbiamo scegliere come raggiungere un luogo che non conosciamo, non ci limitiamo infatti a valutare solo il traffico o gli orari dei mezzi pubblici. Consideriamo anche quanto siamo sicuri delle nostre capacità: riusciremo a orientarci? Saremo in grado di trovare il percorso giusto? Questo tipo di valutazione coinvolge sia informazioni provenienti dall'ambiente sia quelle che riguardano noi stessi e le nostre capacità.

Noi esseri umani possediamo una forma di metacognizione particolarmente complessa ed elaborata: siamo in grado di distaccarci da noi stessi per osservarci in un un certo senso dall'esterno, siamo in grado auto-valutarci e di riflettere sui nostri stati mentali. Ma quante di queste capacità sono presenti anche negli altri primati?

Una prova per mettere alla prova il futuro

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Le scimmie riuscivano a prevedere quale decisione futura avrebbe offerto loro le maggiori possibilità di ottenere una ricompensa

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori hanno sviluppato un esperimento specifico per verificare se i macachi reso (Macaca mulatta) fossero in grado di prevedere il successo delle proprie azioni future.

Alle scimmie venivano presentate due possibili opzioni. Entrambe richiedevano di osservare una serie di punti in movimento sullo schermo e individuare la direzione prevalente del loro spostamento. In un caso, però, il compito era molto difficile perché i punti si muovevano in modo quasi casuale. Nell'altro era più semplice, ma la ricompensa in cibo non era garantita e dipendeva da altre condizioni.

Per ottenere il premio, i macachi dovevano quindi confrontare le probabilità di successo delle due alternative e scegliere quella più vantaggiosa. In pratica, erano chiamati a prevedere quale decisione futura avrebbe offerto le maggiori possibilità di ottenere una ricompensa.

I risultati hanno mostrato che le scimmie riuscivano effettivamente a fare questo tipo di valutazione. Sebbene le loro prestazioni fossero comunque inferiori a quelle degli esseri umani sottoposti a test simili, dimostravano in ogni caso una certa capacità di immaginare il futuro e pianificare le proprie azioni.

Cosa accade nel cervello dei macachi che pianificano il futuro

Per capire quali aree cerebrali fossero coinvolte in questo processo, i ricercatori hanno monitorato l'attività dell'intero cervello degli animali attraverso la risonanza magnetica funzionale, una tecnica che permette di osservare quali regioni diventano più attive durante lo svolgimento di un compito.

L'attenzione degli scienziati si è concentrata soprattutto sulla corteccia prefrontale, una regione associata alle funzioni cognitive più avanzate, come il ragionamento, la pianificazione e il controllo del comportamento.

Negli esseri umani, una particolare area chiamata "area 47" sembra svolgere un ruolo importante nella valutazione delle decisioni future, tuttavia i macachi non possiedono una struttura identica. Secondo gli autori, questa particolare regione cerebrale umana potrebbe essersi evoluta a partire da altre due aree più antiche e già presenti nel cervello dei primati non umani, note come 45a e 47/12o.

Quando i ricercatori hanno infatti temporaneamente alterato l'attività di queste regioni nei macachi, la loro capacità di scegliere l'opzione migliore è infatti peggiorata notevolmente, confermando il loro coinvolgimento nella pianificazione del futuro.

Le radici evolutive dell'immaginazione

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Le basi cognitive dell’immaginazione degli scenari futuri sono probabilmente condivise anche con altri primati non umani

Questo studio offre quindi un'importante indicazione: la capacità di immaginare scenari futuri non è comparsa improvvisamente nella nostra specie, ma sembra derivare da meccanismi cognitivi più antichi presenti già nei nostri parenti primati. Naturalmente, non è un sorpresa: quasi tutte le nostre capacità hanno almeno in parte una base biologica e cognitiva di partenza condivisa con le altre scimmie e non solo.

Recentemente, per esempio, un altro studio ha dimostrato che gli scimpanzé (le scimmie viventi più simili a noi insieme ai bonobo) quando costruiscono i loro giacigli notturni prendono decisioni orientate verso il futuro basate sulle condizioni del tempo "previste" per la notte come temperatura, umidità e vento. Ciò non significa che macachi, scimpanzé e umani pianifichino allo stesso modo.

Negli esseri umani queste capacità hanno infatti raggiunto un livello molto più sofisticato, probabilmente grazie all'evoluzione di nuove connessioni cerebrali che permettono di valutare possibilità più complesse, esplorare alternative inedite e persino dare origine alla creatività. La ricerca mostra però che le basi di queste abilità erano probabilmente già presenti milioni di anni fa. Anche un macaco, nel suo piccolo, può guardare avanti nel tempo e scegliere oggi ciò che potrebbe funzionare meglio domani.

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