
Agbaibor aveva solo 8 mesi quando fu ritrovato da solo in una piantagione di palma da olio a Okomu, in Nigeria. Lì c'è il parco nazionale, un'area protetta di foresta pluviale gestita dal Servizio Parchi Nigeriani e dalla Fondazione ANI (African Nature Investors) e il suo salvataggio rappresenta il primo caso di ritrovamento di un cucciolo di elefante orfano nell'area.
A incontrarlo per la prima volta fu un dipendente della piantagione che si attivò subito nel contattare la fondazione che si occupa della tutela di un'area dall'eccezionale valore naturalistico, in collaborazione con le comunità locali e il governo. In questa zona vivono gli elefanti africani di foresta (Loxodonta cyclotis Matschie), una specie distinta dall'elefante di savana (Loxodonta africana). Gli esemplari si distinguono per le dimensioni più contenute, le orecchie più arrotondate e le zanne più strette, dritte e orientate verso il basso per facilitare il movimento nella fitta vegetazione.
L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) classifica gli elefanti di foresta come specie in pericolo critico di estinzione edi questi pachidermi ne esistono in natura circa 400, dei quali una quarantina stanziano nel Parco Nazionale di Okomu.
Agbaibor era dunque solo, in pessime condizioni di salute e orfano dei genitori. I ranger coinvolti nel suo salvataggio hanno provato a cercare la madre ma non c'è stato nulla da fare e gli esperti pensano che la sua solitudine potesse essere legata a un episodio di dispersione della mandria a cui apparteneva a causa degli spari dei bracconieri.
La cura e la riabilitazione dell'elefantino sono durate diversi mesi, considerando anche che per la giovane età il piccolo non era stato ancora svezzato e non era in grado di alimentarsi da solo. Nel frattempo i veterinari e gli esperti di fauna selvatica che si sono dedicati a lui hanno deciso di chiamarlo Agbaibor, che nella lingua locale Ijaw significa "coraggio", "forza" o "sopravvissuto". Secondo quanto dichiarato dall'ANI, sono stati spesi tra i 2.900 e i 3.600 dollari al mese per le sue cure tra cibo, farmaci e integratori per rimetterlo in sesto.
Poi, finalmente, è arrivata la buona notizia: Agbaibor sarà rilasciato in natura, ritornando libero sul territorio che gli appartiene. Ora l'elefante ha circa 17 mesi, misura quasi un metro e continua a crescere e chi lo segue ritiene che sia in procinto di poter vivere la sua esistenza non più nel recinto dove è stato curato e seguito ma di nuovo nella savana.