
51,6 milioni di dollari destinati ai rari leopardi arabi: è a quanto ammonta il finanziamento predisposto dalla Commissione Reale dell'Arabia Saudita per un progetto finalizzato alla costruzione di un nuovo habitat a Washington, nello Smithsonian’s National Zoo, per i progetti di conservazione e tutela di questi animali classificati in pericolo critico di estinzione nella Lista Rossa dell'IUCN.
Il leopardo arabo (Panthera pardus nimr) è la più piccola sottospecie di leopardo al mondo e si stima che ormai in natura ne siano rimasti solo 120-200 esemplari, distribuiti in piccole popolazioni isolate nella penisola arabica. L'enorme operazione finanziaria decisa dalla famiglia reale saudita è allo stesso tempo un progetto che viene presentato come finalizzato ai progetti scientifici che mirano alla ripopolazione poi nel luogo di origine della specie ma anche come un caso di "animal diplomacy" tra i due paesi.
Il progetto è frutto della collaborazione tra lo Smithsonian National Zoo and Conservation Biology Institute (NZCBI) e la Royal Commission for AlUla (RCU). Le due organizzazioni lavorano insieme per salvare la specie dall'estinzione e i lavori per l'allestimento dell'area dedicata ai leopardi arabi termineranno nel 2029. Il progetto prevede che si riproponga negli Stati Uniti lo stesso paesaggio della penisola arabica attraverso "forme ispirate ad affioramenti rocciosi, terreni desertici e formazioni geologiche scavate dai wadi", secondo un comunicato stampa dello Smithsonian. Sono previste aree di osservazione e webcam che mostreranno in tempo reale la vita degli esemplari che saranno trasferiti lì.
Due animali, infatti, saranno trasportati a Washington dal centro di riproduzione della RCU in base ad un accordo quindicennale. Si tratta di una situazione simile all'accordo tra Stati Uniti e Cina che consente allo Smithsonian di ospitare i panda giganti e proprio questo tipo di "patti" tra i paesi nel tempo sono serviti non solo (e a volte non principalmente) per la tutela degli altri esseri viventi ma per mantenere buoni rapporti tra gli stati coinvolti. Nell'accordo è previsto, in ogni caso, che tutti i cuccioli che nascono all'interno dell'area che nascerà da questo finanziamento milionario dovranno poi essere riportati nella penisola arabica e re introdotti in natura.