Sono morti 7 bambini. Annegati. Al solito. Inghiottiti e poi risputati dal mare. Al solito. Qualche mese fa si sarebbe scritto che in Turchia sono morte 14 persone. Qualche mese fa il morto valeva in quanto morto, non c'era mica bisogno di appuntirgli gli spigoli per farci sopra una notizia. Anzi: gli articoli in cui si scriveva "morte tot persone" sono finiti da un pezzo, si è passati subito ad una più veloce "ennesima tragedia" o "ancora un naufragio". Anestetizzare alle conseguenze di un problema è il modo migliore per non rendere facilmente evidente la difficoltà (o l'incapacità o l'inerzia) a risolverlo. Così se si trova un modo per scrivere dolcemente, sottovoce, serenamente, che il Mediterraneo è il cimitero liquido di uno sterminio tenuto sotto sale.

Ho anche aspettato che fosse pomeriggio quasi sera, ho deciso di respirare a polmoni larghi l'indifferenza come quando capita di arrivare nel prato in cima alla montagna e ci si illude di poter inspirare talmente forte da capirla l'aria lassù, portarsela a casa. Sono morti 7 bambini ma l'hanno fatto fuori tempo. E cazzo, no, non si fa. Non sia può mica morire a cavallo del vertice di Malta, se muori di un problema poco prima che ne discutano i potenti del mondo fai la fine dello spot pubblicitario che ti scippa l'azione del gol: è una morte controproducente, eh. E poi, fateci caso, muoiono tutti uguali: tutti allo stesso modo, più o meno nello stesso mare, vestiti scoordinati allo stesso modo e tutti con quella faccia di chi muore ma l'aveva messo in conto da un pezzo; non muoiono mica interrotti, così all'improvviso, muoiono con la faccia di chi ci è arrivato dopo un lungo viaggio alla morte. E anche questo diventa sempre difficile condensarlo in poche battute.

"Direttore sono morti altri profughi". "Ancora?" "Ancora" "Ci sono donne incinte, ex atleti, filosofi, appena nati, ultracentenari o comunque laureati? C'è un video, una foto, un audio dello splash?" "No, niente": e così diventa una breve. Una notizia breve. Foto notizia al massimo se c'è lo scatto giusto altrimenti una notizia solo piombo. Parole, parole, parole. Quel poco che basta. Che foto ci metti di quelli che, insomma, muoiono senza nemmeno un po' di moderazione? Ogni tanto penso a come avranno discusso nelle redazioni, in tempi di nazismo, ogni volta che arrivava una foto degli ebrei in fila. Penso alla prima foto, tutti vestiti uguali e allo scoop che deve essere stata la magrezza e poi alla sterilizzazione delle notizie e all'igienizzazione dei fatti. Sono sicuro che in fondo si vergognano, i giornalisti servi di un nazismo che è riuscito a nascondere la puzza dei morti,si vergognano come un matto con il cadavere della madre chiuso nell'armadio, convinto davvero di poterci fare i conti dopo, con calma, con il morto.

E così sono morti 7 bambini, e 7 adulti che fanno 14 in tutto che è un numero tra l'altro, medio, asfittico, senza gusto, incolore. Fossero almeno 100, 200, 300. Che so. Per "la più grande tragedia" di sicuro almeno ci scappa una prima pagina. Ma così… Sono morti 7 bambini e 7 adulti anche ieri, ma "con tutti i problemi che abbiamo qui, sai quanti italiani muoiono ogni giorno"? rispondono così, di solito, quelli che sono capaci di capire la qualità di un morto dal taglio e dal colore, quelli che hanno l'occhio fino per riconoscere il gusto tra morto e morto, come il prosciutto. Sono morte 14 persone, "ma potevano stare a casa loro e non sarebbe successo niente" dicono quegli altri con le spillette dei marò. Sono morte 14 persone ma hanno fatto apposta. Perché forse non lo sapevano che a Malta oggi i capi d'Europa avrebbero trovato la soluzione. Bastava rimandare di un giorno. E poi dici le partenze intelligenti.

Sono morti 7 bambini ma non fanno più effetto. Come alla quinta birra, come l'ultima canna di un giorno che hai passato tutto fumato, come il gol di una squadra che tanto vince sempre, come l'ennesima gaffe del solito amico sfigato o come muoiono i bambini nell'anno 2015. L'anno del motore delle Golf truccato, di Vale e il motomondiale rubato e dell'Italia con il segno più. Si vede che ormai, avranno pensato, quelli che scrivono con sdegno ma a comando, ormai conviene aspettare il fine anno, tanto siamo ad un passo e facciamo la somma. E così poi tutti contriti per quella. Come una tana libera tutti.