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Spotify diventa sempre più social: arrivano le chat di gruppo nell’app

Spotify lancia le chat di gruppo: ora fino a dieci utenti possono condividere musica e podcast direttamente nell’app. Una mossa per trasformare lo streaming in un ecosistema sociale, sfidando i giganti della messaggistica istantanea.
A cura di Niccolò De Rosa
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Spotify accelera la sua trasformazione da semplice piattaforma di streaming musicale a vero e proprio spazio di interazione sociale. L'ultima novità riguarda l'introduzione delle chat di gruppo, una funzione che consente agli utenti di scambiarsi musica, podcast e audiolibri senza dover uscire dall'applicazione. Un passo che conferma come, oltre ai continui interventi per migliorare il controllo degli utenti sull'algoritmo, l'azienda desideri rendere l'ascolto un'esperienza sempre più condivisa emeno solitaria.

Conversazioni fino a dieci persone

Dopo l'arrivo delle chat individuali la scorsa estate, ora gli utenti possono creare vere e proprie stanze di conversazione con un massimo di dieci partecipanti. All'interno di questi gruppi è possibile inviare brani, playlist o episodi di podcast e commentarli in tempo reale, un po' come avviene nelle tradizionali app di messaggistica, ma con la musica al centro.

Per avviare una chat è però necessario aver già interagito su Spotify con le persone coinvolte, ad esempio attraverso playlist collaborative con le funzionalità Jam, che permette l'ascolto condiviso in tempo reale, o Blend, che invece crea playlist automatiche e personalizzate mixando gusti musicali di due o più persone. In sostanza, la piattaforma favorisce le conversazioni tra utenti che condividono già gusti musicali simili, escludendo però la possibilità di interagire con perfetti sconosciuti.

Un ecosistema sempre più interattivo

L'introduzione delle chat di gruppo si inserisce in un percorso avviato da tempo. Negli ultimi anni Spotify ha aggiunto strumenti come i commenti ai podcast, la possibilità di seguire altri profili per vedere cosa ascoltano e le playlist condivise. A inizio gennaio è arrivato anche il menu delle "attività di ascolto" su mobile, che mostra in tempo reale i brani riprodotti dagli amici. L'obiettivo di queste mosse è pertanto rendere l'ascolto meno passivo e più partecipato. Come sottolinea l'azienda in una nota, "una condivisione più semplice si traduce in più passaparola e aiuta a creare nuovi fan".

Come funziona l'app e il tema della sicurezza

Le nuove chat avranno gli stessi controlli di sicurezza già previsti per i messaggi singoli. Gli utenti potranno dunque contare su conversazioni protette da crittografia, ma non con sistema end-to-end. Significa che, in teoria, la piattaforma potrebbe accedere ai messaggi in determinate circostanze, un dettaglio che per molti non rappresenta un problema quando si parla di playlist o podcast, ma che resta un elemento da considerare. La funzione è disponibile per utenti Free e Premium, è riservata agli over 16 e per il momento non è ancora sbarcata in Italia, ma è probabile che anche il nostro Paese venga incluso nei prossimi aggiornamenti. Per accedervi occorrerà entrare nella sezione "Messaggi", raggiungibile toccando l'icona del profilo.

Tra novità e abitudini consolidate

Spotify stessa sembra riconoscere che la messaggistica interna non sostituirà i canali già utilizzati quotidianamente, da WhatsApp a Instagram. L'intento è piuttosto quello di affiancare questi strumenti, offrendo un luogo dove conservare consigli musicali e discussioni legate all’ascolto.

Il rischio, per alcuni osservatori, è quello di frammentare ulteriormente l'attenzione degli utenti, chiamati a controllare un’app in più. Eppure la direzione sembra chiara: la musica non è più soltanto un contenuto da riprodurre, ma un pretesto per creare comunità digitali sempre più integrate dentro la stessa piattaforma.

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